Riforma della disabilità 2025: seconda fase, iter digitale e province coinvolte

Rosalia Cimino

19 Settembre 2025

Riforma della disabilità: bambino a scuola

Riforma della disabilità 2025: seconda fase, iter digitale e province coinvolte

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Dal 30 settembre 2025, prende il via la seconda fase della Riforma della disabilità prevista dal d.lgs. 62/2024, un passaggio cruciale per semplificare le procedure e garantire maggiore accessibilità ai diritti delle persone con disabilità. 

Questa fase sperimentale, che interesserà undici province italiane, oltre alla Valle d’Aosta e alla Provincia di Trento, introduce una novità significativa: le pratiche saranno avviate tramite certificato medico telematico, eliminando la necessità di presentare ulteriori documentazioni amministrative. 

Le domande ancora in corso con i vecchi certificati dovranno essere completate entro il 29 settembre 2025, segnando il confine tra il vecchio e il nuovo sistema digitale.

Province e regioni coinvolte nella fase di sperimentazione 

La seconda fase della Riforma della disabilità prevista dal D.lgs. 62/2024 interesserà specifiche aree geografiche selezionate per testare il nuovo sistema digitale. 

Le province coinvolte sono: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza. A queste si aggiungono le regioni autonome della Valle d’Aosta e la Provincia di Trento.

La scelta di queste aree permette di raccogliere dati rappresentativi sulle esigenze dei cittadini e sull’efficacia del nuovo iter telematico, in vista di una possibile estensione nazionale. 

Questo approccio graduale consente di identificare criticità e migliorare il sistema prima di una diffusione più ampia.

Il nuovo iter digitale: le novità introdotte dalla Riforma della disabilità

La principale innovazione introdotta dalla Riforma della disabilità riguarda il procedimento digitale. Con il nuovo sistema, l’avvio della pratica non richiede più la compilazione di domande amministrative: è sufficiente il certificato medico introduttivo, che va inviato in modalità telematica.

Questo cambiamento semplifica notevolmente l’accesso ai servizi, riduce i tempi di attesa e permette un monitoraggio più efficace delle pratiche. 

Le vecchie procedure, basate su documentazione cartacea e domande amministrative, saranno valide solo fino al 29 settembre 2025, termine entro il quale tutte le pratiche precedenti dovranno essere completate.

Come inviare la domanda

Come sopra accennato, nelle province interessate dalla sperimentazione, la Riforma della disabilità prevede che per avviare l’iter di accertamento, sia sufficiente il certificato medico introduttivo, per cui non è più necessaria la domanda di accertamento sanitario (“domanda amministrativa”).

Successivamente all’invio del certificato medico introduttivo, per consentire la verifica del diritto all’eventuale prestazione economica riconosciuta, è possibile trasmettere le proprie condizioni reddituali, familiari, lavorative e ogni altra informazione richiesta dall’Istituto. 

L’invio può essere effettuato direttamente dal cittadino o tramite Associazioni di categoria, accedendo al sito istituzionale www.inps.it previa autenticazione tramite SPID almeno di Livello 2, CNS o CIE 3.0

Vantaggi del nuovo sistema

Il passaggio al certificato medico telematico comporta numerosi benefici:

  • Velocità e semplificazione: meno moduli cartacei e iter più rapido.
  • Accessibilità: più facile per le persone con disabilità seguire le pratiche da casa o tramite gli uffici digitali.
  • Tracciabilità: ogni pratica è registrata digitalmente, riducendo il rischio di smarrimento dei documenti.
  • Efficienza amministrativa: gli uffici possono gestire e monitorare le pratiche in maniera centralizzata, con minori errori e tempi di risposta più brevi.

La seconda fase della Riforma della disabilità 2025 segna un cambiamento fondamentale: un sistema più digitale, rapido e accessibile per cittadini e amministrazioni. 

Con l’avvio previsto il 30 settembre e le scadenze precise per le vecchie pratiche, questo passaggio rappresenta un passo decisivo verso una gestione più efficiente e inclusiva dei diritti delle persone con disabilità.