Acquisire crediti formativi per le classi di concorso

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La strada per diventare docenti è costellata di ostacoli. Comprendere alcuni passaggi può rendere la situazione decisamente più semplice. Uno tra questi riguarda l’acquisizione dei crediti formativi per le classi di concorso.

Sicuramente vi è da stabilire con certezza i criteri su cui poggiano le basi di tali elementi. Carpirne i segreti può avvicinare maggiormente gli aspiranti docenti a divenire tali.

CFU. Cosa sono?

Il punto di partenza di tutta questa discussione è, ovviamente, da riscontrare all’interno della definizione di crediti formativi. Dunque, che cosa sono? Essi sono da considerarsi al pari di un’unità di misura.

Il loro scopo, infatti, è quello di quantificare la mole di studio che uno studente universitario dovrà affrontare per poter superare un esame. I crediti formativi universitari sono anche conosciuti come CFU. Solitamente, quindi, si può affermare che un singolo CFU abbia come valenza 25 ore di lavoro.

Maggiori saranno i crediti richiesti, dunque, e superiore sarà il tempo da dedicare alla preparazione di quella specifica prova. Per ambire alla conquista di una laurea triennale, per esempio, il candidato è chiamato a raggiungere 180 CFU da suddividere per gli anni di corso. Per la laurea magistrale, invece, bisogna quantificarne 120.

I crediti formativi per le classi di concorso

Quanto affermato è valevole anche per altri ambiti sempre in campo universitario. Infatti, si conteggiano anche i crediti formativi per le classi di concorso. Queste ultime sono da interpretare come dei veri e propri codici adoperati per identificare le discipline scolastiche.

Infatti, ogni docente può insegnare solo delle specifiche materie. Ciò deriva dal proprio curriculum vitae e, in particolare, dai CFU accumulati durante la preparazione acquisita. Di conseguenza, si devono possedere tutti i crediti formativi per le classi di concorso a cui si aspira.

Se non li si ha a disposizione si può implementare la propria preparazione attraverso esami extra oppure tramite un master complementare. Altrimenti, si deve iniziare un nuovo percorso di studi volto al raggiungimento del nuovo obiettivo preposto. 

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