Cosa fare dopo il diploma

dopo il diploma

La fine della scuola superiore di II grado segna un momento di passaggio per i giovani adulti. Molti, infatti, si chiedono cosa fare post-diploma. Non tutti hanno intenzione di frequentare un percorso universitario.

Questo, però, non implica necessariamente lanciarsi nell’immediato nel mondo del lavoro. Esistono alcuni percorsi formativi dopo il diploma che hanno lo scopo di creare un dipendente specializzato.

I percorsi post-diploma

Il termine dell’adolescenza serve a introdurre all’età adulta. Tra gli elementi che sanciscono questo sviluppo vi sono i percorsi post-diploma. Come detto in precedenza, infatti, non tutti vedono nelle università italiane il proprio futuro.

Ciò, però, non implica affatto che vi sia la voglia di fermare la propria istruzione. Tra le vie che si possono seguire vi è quella dei corsi di formazione regionale. Le singole Regioni, infatti, organizzano su base annuale delle lezioni di breve durata. Lo scopo è quello di istruire su un determinato tipo di lavoro.

Si ottengono, in tal modo, delle qualifiche professionali da poter sfruttare in ambito lavorativo. Gli ambiti trattati sono solitamente quelli con maggiore offerta nel contesto territoriale in cui si è immersi. Si può passare dal mondo del turismo al settore educativo, dal campo tecnologico a quello della ristorazione.

I percorsi I.T.S.

Tra le valide alternative post-diploma vi sono sicuramente i percorsi I.T.S. che trovano riscontro anche da parte del MIUR. Gli Istituti Tecnici Superiori sono da inserirsi nella formazione terziaria non universitaria.

Lo scopo è quello di rispondere in maniera diretta alla domanda delle imprese. Queste ultime necessitano di competenze di alto livello in ambito tecnico e tecnologico. Le aree interessate, quindi, sono 6 e sono le seguenti:

  • Nuove tecnologie della vita;
  • Efficienza energetica;
  • Mobilità sostenibile;
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali -Turismo.

Si accede a questo tipo di didattica dopo aver conseguito il diploma di scuola secondaria di II grado. I corsi durano dalle 1800 alle 2000 ore da distribuirsi in 4 semestri. Il 30% delle lezioni deve essere svolto presso le aziende anche tramite la presenza di uno stage. Infine, il 50% del corpo docenti proviene proprio dal mondo del lavoro.

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