Il dramma delle classi pollaio

classi pollaio

Chi opera all’interno della scuola italiana sa perfettamente che vi sono numerose problematiche che andrebbero affrontate. Tra di esse emerge il dramma delle classi pollaio. Un tema che ritorna spesso, ma che difficilmente viene affrontato in maniera risolutiva.

Questa situazione si viene a creare quando il numero degli alunni in una classe è maggiore rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente.

Definizione

La definizione delle classi pollaio è ormai entrata a pieno titolo nel linguaggio comune. Il sovraffollamento all’interno delle aule è cronico. Ciò comporta non poche difficoltà dato che i docenti si ritrovano a dover insegnare in condizioni precarie.

A stabilire i limiti da non superare in tale contesto ci pensa il Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Ivi si parla, infatti, della riorganizzazione scolastica e dell’utilizzo delle risorse umane della scuola.

Le sezioni provenienti dalla scuola dell’infanzia presentano un numero preciso di bambini, ovvero da un minimo di 18 a un massimo di 26. Per la scuola primaria gli alunni devono oscillare, invece, tra i 15 e i 27.

Per le scuole secondarie di I grado le disposizioni prevedono un minimo di 18 studenti e un massimo di 28. Infine, vi sono le scuole secondarie di II grado. Qui le classi non possono essere formate con meno di 27 allievi.

Le classi pollaio come problema

Il numero elevato di studenti per ogni aula è divenuto col tempo un vero e proprio dramma. Le classi pollaio come problema, infatti, sono da troppo tempo una realtà quotidiana. Una quantità così elevata di alunni all’interno di una stessa classe, infatti, spesso e volentieri interferisce in maniera negativa con la qualità delle lezioni impartite.

Molti docenti lamentano da anni l’impossibilità di prestare la giusta attenzione a chi non comprende pienamente tutti i passaggi spiegati. Fermarsi e riprendere continuamente i concetti già enunciati condurrebbe a un grosso ritardo sulla tabella di marcia.

Ciò porta, purtroppo, a doversi accontentare del fatto che la maggior parte degli studenti abbia compreso solo i concetti principali dell’esposizione. In questo modo, però, troppo spesso si rischia di lasciare indietro qualcuno.

Nonostante quanto affermato fino a questo momento, però, il Governo non accenna minimamente a voler risolvere questa grave mancanza. Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, infatti, attraverso la sua riforma ha affermato di voler diminuire con gli anni le cattedre per i docenti. Il sovraffollamento delle aule, per lui, si risolverà con gli anni a causa del calo demografico.

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