DL n. 36/2022: scontro tra forze politiche e sindacati

DL n. 36/2022

È atteso in serata il voto del Senato sul decreto legge n. 36 del 30 aprile 2022. Con il Governo che ha già preannunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia in modo da evitare brutte sorprese. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 aprile nell’ambito del maxi decreto del PNRR, continua, infatti, a far discutere. Tra l’insoddisfazione sia delle forze politiche che delle organizzazioni sindacali. Sotto accusa, nello specifico, la riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti. Sebbene l’impalcatura originale del provvedimento sia rimasta pressoché invariata, l’accordo tra i vari partiti della coalizione trasversale di maggioranza sembra aver prodotto alcune significative modifiche. Superato lo scoglio del Senato, il testo passerà alla Camera per la conversione definitiva in legge entro il 29 giugno, pena la decadenza. Intanto, per partiti e sindacati contrariati da un lato, c’è un Bianchi soddisfatto dall’altro. 

DL n. 36/2022: Bianchi soddisfatto.  E da settembre si torna in presenza

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha fortemente voluto e difeso la riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti, non si nasconde. E, a poche ore dal voto di Palazzo Madama, esterna tutta la sua soddisfazione per l’imminente conversione definitiva in legge del decreto legge n. 36/2022. “Quella che si vota oggi in Senato – ha commentato – è una riforma di grande importanza. E che riguarda, in particolare, il percorso di formazione iniziale dei nostri docenti. Finalmente chiaro e definito”. Lo stesso ha, quindi, annunciato: “A settembre si tornerà finalmente in presenza e sicurezza con una scuola che sta affrontando grandi riforme che riguardano i docenti e il loro percorso”. 

DL n. 36/2022: investire nel digitale

Soffermandosi più dettagliatamente sul percorso di formazione, il Ministro Bianchi ha, poi, aggiunto: “Abbiamo messo in campo una formazione per tutti che riguarda il digitale che l’Europa ci domanda. E che anche i nostri ragazzi chiedono a gran voce. Ma abbiamo investito anche sull’inclusione e sulla cittadinanza digitale, nonché sulle modalità per rendere concreta l’autonomia e il tutoraggio”. Quindi, ha precisato: “Abbiamo scelto di investire sugli incentivi per coloro che vorranno e dovranno essere sempre più responsabili. Non solo dell’attività della singola disciplina, ma anche della vita collettiva di questa comunità scolastica che è il cuore del paese”.

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