Docente esperto, una norma voluta da Bruxelles

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Docente esperto? Una norma voluta da Bruxelles. Se l’introduzione di questa particolare figura di insegnante nel decreto Aiuti bis aveva destato più di una perplessità, ecco adesso chiarite le motivazioni di tale scelta da parte del governo. 

Si tratta, in realtà, solo di indiscrezioni. Ma le fonti sembrano autorevoli. Senza contare che questo giustificherebbe il fatto che il governo del dimissionario Draghi, piuttosto che limitarsi agli affari correnti e ai provvedimenti con carattere di necessità ed urgenza, abbia messo mano alla formazione continua ed incentivata dei docenti.

 L’impulso della Commissione Europea sembra, infatti, essere stata determinante in tal senso. Tanto da spingere il Consiglio dei Ministri ad inserire il provvedimento nel decreto approvato il 4 agosto. 

Docente esperto, una norma voluta da Bruxelles

Nello specifico, sembrerebbe che la Riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti – approvata nell’ambito del PNRR2 – abbia spinto i tecnici europei a muovere tutta una serie di rilievi. 

E questo proprio su alcuni degli aspetti più controversi contenuti all’interno del documento. A partire proprio dalla formazione continua dei docenti. E, in particolare, dell’aumento stipendiale una tantum previsto per gli insegnanti al termine dei cicli formativi. 

Il governo Draghi ha, pertanto, deciso di correggere il tiro. Trasformando l’aumento di stipendio una tantum in permanente (seppur a partire dal 2032) e istituendo la figura del docente esperto

Resta, tuttavia, il fatto che la norma non ha affatto incontrato il favore dei vari componenti del mondo scuola. Tutt’altro. Con sindacati, partiti e docenti stessi profondamente insoddisfatti. 

Docente esperto. Partiti e sindacati promettono battaglia

Tra coloro che bocciano senza mezzi termini l’introduzione della nuova norma, spicca il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico.  

Lo stesso parla, tra le altre cose, di “incostituzionalità palese della norma” e di “introduzione di uno stato giuridico che, a dispetto di tutte le altre figure professionali (i vicari ad esempio), introduce una carriera tra gli insegnanti senza dibattito con i rappresentati dei lavoratori e modificando surrettiziamente una legge modificata con il pieno sostegno del Parlamento e legata ai finanziamenti comunitari”. 

Partiti e sindacati, tuttavia, per nulla disposti a mandar giù il boccone, ritengono che la norma abbia più punti negativi rispetto a quelli positivi. E suggeriscono, piuttosto, un aumento di stipendio per tutti i docenti e, soprattutto, di procedere con il rinnovo del contratto, scaduto da ormai quattro anni. 

Docente esperto, una norma voluta da Bruxelles. Cosa cambia?

Cosa cambia con l’istituzione della figura del docente esperto “voluta” (o, comunque, suggerita) dalla Commissione Europea? Sostanzialmente niente. 

Quanti saranno i docenti esperti?

La novità riguarderà, infatti, soltanto 8.000 docenti all’anno, uno solo per istituto scolastico. Almeno per quanto riguarda gli anni scolastici 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036, poi si vedrà.

Quanto guadagnerà il docente esperto?

Al “fortunato” toccherà un aumento stipendiale mensile di circa 400 euro. Per una cifra annua complessiva di 5.650 euro. Ma solo fra dieci anni, cioè a partire dal 2032. Ovvero, dopo aver completato tre cicli triennali di formazione – consecutivi e non sovrapponibili – con esito positivo.  

Quali funzioni e quali obblighi avrà il docente esperto?

Come chiaramente precisato nel decreto, la nuova qualifica “non comporta nuove o diverse funzioni oltre a quelle dell’insegnamento”. Mentre per quanto riguarda gli obblighi, il docente esperto dovrà necessariamente rimanere nello stesso istituto scolastico per almeno i tre anni successivi.   

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