Master universitari

Master universitari

Quando si parla di master universitari ci si riferisce a titoli di studio scaturiti da corsi preparatori ben specifici. Dei titoli post laurea altamente specializzati che possono implementare la preparazione degli studenti in modi differenti.

Il loro valore è permanente e possono essere conseguiti dopo la laurea triennale o dopo la laurea magistrale. Qui, però, è necessario fare dei distinguo che verranno elaborati nel corso di questo articolo.

La peculiarità risiede proprio nel fatto di rendere gli utenti cultori di uno specifico argomento. L’intenzione è proprio quella di istruire su un campo ben delineato di studio o su un lavoro in particolare.

A regolare i master universitari ci pensa, naturalmente, una precisa normativa. Un esempio di ciò è il Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ). In inglese è conosciuto come European Qualifications Framework.

Esso è stato approvato nel 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo per poi essere revisionato nel 2017. Il suo compito è quello di catalogare gli apprendimenti dei cittadini europei su uno standard comunitario.

Cosa vuol dire fare un master

Per comprendere meglio l’argomento affrontato bisogna rispondere al seguente quesito: cosa vuol dire fare un master?

Esso è un percorso di perfezionamento scientifico e di alta formazione. Il suo valore è permanente e può essere conseguito dopo una laurea.

La sua durata è di almeno un anno scolastico. Ciò implica che lo studente debba raggiungere come minimo una quota di 60 crediti formativi.

I master universitari sono molteplici e ognuno di essi affronta con dovizia di particolari una determinata tematica. 

Il suo valore è, quindi, riconosciuto a livello accademico. Per poter allargare questo riconoscimento anche al mondo lavorativo ci sono alcuni modus operandi.

Infatti, spesso le università, o gli enti formativi, collaborano con le aziende. Ciò lo si vede anche nel far svolgere degli stage formativi all’interno delle industrie. In questo modo lo studente può allineare la preparazione didattica a quella direttamente sul campo.

Fare un master, dunque, vuol dire impegnarsi su più fronti per perfezionarsi in un settore lavorativo o accademico.

Quanto è utile fare un master

Dopo aver dato le nozioni base, bisogna soffermarsi su un ulteriore questione. Infatti, si deve capire quanto sia utile fare un master. I master universitari sono molteplici e questo li rende differenti l’uno dall’altro.

L’utilità è da riscontrare nel fatto del notevole ampliamento delle possibilità lavorative. Dopo il termine di un master, la maggior parte dei candidati ha trovato un lavoro.

A fornirci i dati utili ci pensa AlmaLaurea, il Consorzio Interuniversitario pubblico. I dati presi in esame si riferiscono al 2021. Il campionario ha selezionato differenti atenei, innumerevoli master e aree disciplinari assai difformi tra di loro.

Lo scopo è quello di monitorare la condizione occupazionale dei diplomati di master a un anno dal titolo. Il numero di diplomati di master analizzato è pari a 10.688. Di tale cifra il 38,8% è di genere maschile, mentre il 61,2% è femminile.

Per il campo relativo alla formazione durante e dopo il master il 36,7% ha svolto uno stage. A un anno dalla fine di questi master universitari ben l’86,4% del collettivo selezionato ha un’occupazione lavorativa.

Un dato indispensabile che fa comprendere immediatamente quanto possa essere utile conseguire questo titolo di studio. Sempre dagli elementi forniti si capisce anche il grado di collaborazione con le aziende del settore.

Il contributo in questione si rende vitale per immettere nel mondo del lavoro gli studenti dei master.

Che differenza c’è tra master universitari e laurea

Alla fine della laurea triennale molti studenti possono trovarsi innanzi a un bivio. Alcuni vorrebbero proseguire con una laurea magistrale altri vorrebbero intraprendere un master.

Che differenza c’è tra i master universitari e la laurea? È questo il dubbio che può sorgere in quanti devono scegliere di fare un passo importante per la propria carriera lavorativa.

La discordanza risiede negli obiettivi perseguiti attraverso questi percorsi di studio. La laurea è incentrata su una conoscenza teorica della materia. I master, invece, si concentrano molto anche sulla preparazione pratica.

Di conseguenza, la prima vuole portare lo studente verso l’acquisizione di una formazione accademica. I secondi, invece, si rivolgono a potenziare determinate abilità del soggetto in questione.

Cosa fare, allora, nel momento della selezione? Nulla vieta all’utente di ottenere una laurea magistrale e successivamente un master. In questo modo avrà l’opportunità di scandagliare le discipline che gli interessano per poi specializzarsi su una di esse.

Ciò comporta un notevole avanzamento di professionalità e di opportunità per quanti decidano di muoversi in tale maniera.

Una laurea magistrale, dunque, si concentra su una disciplina ad ampio respiro. Con i master universitari, invece, si può diventare molto più settoriali.

Ciò è garantito anche dagli stage e dai tirocini formativi svolti durante il corso dei mesi. Molti di essi, inoltre, sono direttamente collegati alle aziende del settore di interesse. Questa operazione garantisce l’immediata messa in pratica di quanto appreso durante le lezioni in aula.

A cosa serve il master universitario

Risulta ora abbastanza semplice ragionare sull’utilità del master universitario. Esso va a sviscerare un determinato settore di conoscenze spesso in linea con i propri studi.

Capita sovente, infatti, che uno studente opti di andare a scandagliare un argomento conforme alla propria laurea. Ciò, però, non gli impedisce di seguire uno o più master universitari dissimili a quanto studiato fino a quel momento.

Questi tipi di percorsi formativi, infatti, servono a innalzare ulteriormente le proprie capacità professionali. Essi aiutano a incrementare le competenze e a creare profili qualificati.

Avere un titolo del genere nel proprio curriculum vitae aiuta a spalancare le porte del lavoro. Sono molte le aziende che ricercano delle competenze specifiche nei propri candidati.

Inoltre, possono essere davvero convenienti per quanti aspirano a operare come docenti nelle scuole italiane. Molto spesso, infatti, capita di avere un titolo di studio che non combacia con la classe di concorso dei propri desideri.

I corsi preparatori di cui si sta parlando possono risolvere tale tipo di problemi. Esistono i master speciali per l’insegnamento. Si tratta dei master completamento classe di concorso.

Una preparazione specifica che consente all’utente di acquisire i criteri formativi mancanti per poter insegnare una materia ben definita. Ne esistono di diversi come, per esempio:

  • master A-21. L’insegnamento delle discipline geografiche negli istituti secondari di I e II grado;
  • master A-28. L’insegnamento di matematica e scienze negli istituti secondari di I grado;
  • master A-46. L’insegnamento delle materie giuridico-economiche negli istituti secondari di II grado. Metodologie didattiche;
  • master A-18. l’insegnamento delle materie filosofiche e umanistiche negli istituti secondari di II grado. Metodologie didattiche,
  • master A-24/A-25. L’insegnamento delle lingue negli istituti secondari di I e II grado.

Master di primo livello cos’è

I master universitari non sono tutti dello stesso tipo. C’è, infatti, una sostanziale differenza tra master di primo livello e master di secondo livello.

Nel primo caso bisogna raggiungere all’interno di un anno scolastico 60 CFU. Questi crediti formativi devono essere affiancati da 1.500 ore di studio.

Possono conseguire un master di primo livello sia i possessori di una laurea triennale che chi detiene una laurea magistrale o a ciclo unico.

Il master italiano di primo livello, inoltre, è regolato dalla normativa scaturita dal Processo di Bologna. Esso prevede una riforma internazionale dei molteplici sistemi di istruzione europei.

L’onere di tale processo è stato attribuito allo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore. Nel resto del continente è conosciuto con la sigla EHEA che indica l’European Higher Education Area.

Diverso è il discorso per i master di secondo livello. Questi ultimi, infatti, sono riservati a chi ha conseguito una laurea magistrale o una a ciclo unico. Inoltre, la durata delle lezioni può estendersi anche per due anni consecutivi.

Il maggior numero di mesi di lezioni comporta inevitabilmente anche un maggior numero di crediti formativi da conseguire. Infatti, con un master di secondo livello si totalizza anche la quota di 120 CFU.

La durata minima, anche per i master universitari di secondo livello, è sempre quella di un anno. Durante il corso dei mesi devono essere sempre conquistati 60 crediti formativi.

Per entrambi i tipi di master, però, è prevista una valutazione finale. Esso esige molto spesso una tesi al completamento del ciclo di studi proprio come avviene per le normali lauree.

Master universitari online

Per chi non ha la possibilità di frequentare un ateneo fisico c’è una soluzione abbastanza semplice. I master universitari online, infatti, sono indispensabili per quanti già operano nel mondo del lavoro.

La loro presenza aiuta quanti abbiano intenzione di incrementare la propria formazione. I ritmi quotidiani non consentono a tutti di avere molto tempo a disposizione. I master universitari online, però, vengono in soccorso di questa tipologia di utenti.

In tal modo, si ha l’opportunità di ampliare le conoscenze precedentemente acquisite e renderle settoriali. Proprio per questa ragione, l’aspirante docente può decidere di conseguire uno o più master universitari.

Tra quelli adeguati al mondo della scuola e dell’insegnamento se ne possono annoverare molti tra cui:

  • Strategie didattiche e buone pratiche nelle classi multiculturali;
  • Bisogni educativi speciali ed integrazione scolastica: buone prassi e modalità didattica;
  • Metodologie dell’insegnamento e didattica multimediale per l’apprendimento attivo;
  • Didattica e psicopedagogia per i soggetti con disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà scolastiche;
  • Tecnologie digitali e metodologie didattiche a distanza – scuola secondaria di primo e secondo grado.

Dall’elenco appena fatto si riescono a intuire numerose nozioni. I master universitari possono servire al docente, o all’aspirante tale, in molteplici contesti.

Master universitari punteggio GPS

La scuola odierna è ormai multiculturale e ha bisogno di personale preparato in differenti settori. Non solo si ha la necessità di sapersi rapportare con gli studenti stranieri.

Nelle classi si devono fare molto spesso delle operazioni di inclusione che riescano a coinvolgere gli allievi con difficoltà. Da qui il bisogno di avere competenze in campi come il sostegno, ma anche il mondo digitale.

Gli strumenti tecnologici, infatti, possono essere un valido alleato per incrementare la didattica tradizionale. A tal proposito, il candidato può ampliare la sua formazione anche tramite le certificazioni informatiche.

Infine si ricorda come i master universitari di primo livello e secondo livello conferiscono punteggio nelle GPS. A stabilirlo ci pensa l’Ordinanza Ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022.

Nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze possono immettersi i possessori di una laurea magistrale o a ciclo unico. L’O.M. menzionata afferma che avere un master di I o II livello dona al candidato 1 punto in più.

I motivi per conseguire uno o più master universitari, quindi, sono diversi e molto differenti tra di loro. Tutti, però, sono estremamente validi.

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