Abilitazione insegnamento

Abilitazione insegnamento

Per poter ricoprire il ruolo di docente, ci sono diversi criteri da tenere in considerazione. Uno dei più importanti è l’abilitazione all’insegnamento. Quest’ultima è un titolo di grande prestigio che offre numerosi vantaggi al suo possessore.

Negli ultimi tempi è stata al centro di molte iniziative governative. In particolare, lo stesso ha introdotto nuove modalità di formazione per i docenti.

L’abilitazione insegnamento rappresenta uno dei punti focali di tali proposte. In ogni caso, questo titolo non è uguale per tutti, ma si differenzia a seconda dell’ordine e grado della scuola in cui i docenti operano.

Risulta evidente, dunque, quanto sia necessario esplicitare i punti focali della situazione. In questo modo, sarà più semplice muoversi nella giusta direzione.

Cos’è l’abilitazione all’insegnamento

L’abilitazione all’insegnamento è spesso un concetto che può risultare poco chiaro. In sostanza, si tratta di un riconoscimento ufficiale della capacità di educare per un determinato docente.

Per questo motivo, molti aspiranti docenti vogliono ottenere l’abilitazione. Essa può avvicinarli al sogno di un posto di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia, è importante sottolineare che il solo possesso del titolo non garantisce il raggiungimento della cattedra per la propria classe di concorso.

Comunque, l’abilitazione all’insegnamento offre anche altri vantaggi. Infatti, fornisce un migliore posizionamento nelle relative graduatorie e la possibilità di accedere a concorsi straordinari semplificati.

Inoltre, questi professionisti sono spesso considerati favoriti nella scelta degli incarichi. Un maggior numero di incarichi significa anche un maggior numero di supplenze, creando un circolo virtuoso per i docenti abilitati.

È vitale sottolineare che i requisiti per ottenere l’abilitazione possono variare a seconda del grado e dell’ordine della scuola di appartenenza. Ciò porta, inevitabilmente, gli aspiranti lavoratori del settore a percorrere strade assai diverse tra di loro.

Come si ottiene

L’abilitazione insegnamento, quindi, è discorde per ordine e grado della scuola in cui i candidati andranno a operare. Inoltre, c’è anche una sostanziale differenza tra il posto comune e il posto di sostegno.

Per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria tale titolo si guadagna tramite il titolo di studi. La laurea in Scienze delle Formazione Primaria, infatti, è abilitativa.

Molto differente, invece, è il caso dell’abilitazione sostegno. In tale contesto si deve affrontare il TFA Sostegno. I requisiti da mostrare in fase di selezione sono esplicitati all’interno del Decreto Ministeriale n. 92 dell’8 febbraio 2019.

Per i percorsi di specializzazione sul sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria i concorrenti devono avere uno dei seguenti titoli:

  • l’abilitazione all’insegnamento proveniente dalla laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. Inoltre, si può presentare anche un analogo titolo all’abilitazione all’insegnamento di cui sopra conseguito all’estero e successivamente riconosciuto in Italia;
  • il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per la scuola secondaria di I e II grado, invece, è necessario che i candidati abbiano una di queste qualifiche:

  • l’abilitazione su una specifica classe di concorso o analogo documento estero riconosciuto nei nostri confini nazionali;
  • la laurea magistrale o magistrale a ciclo unico in aggiunta ai 24 CFU per l’insegnamento.

La nuova riforma

Per parlare dell’abilitazione insegnamento bisogna analizzare un ulteriore questione. Infatti, il nuovo piano di riforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito pone al centro dell’attenzione l’acquisizione di 60 CFU a tale scopo.

I crediti formativi universitari sono fondamentali non solo per reclutare nuovi docenti, ma anche per iniziare la formazione continua. Ciò porta a preparare al meglio i professori e le professoresse in Italia.

Il percorso universitario che prevede il conseguimento dei CFU mira a integrare tecnica, pratica e teoria. L’intenzione del governo è quella di aumentare il livello qualitativo dell’offerta formativa del nostro Paese.

Grazie all’abilitazione insegnamento, inoltre, ai candidati sarà più facile accedere a posizioni lavorative a tempo indeterminato. Questo nuovo piano di riforma è strettamente legato alla inedita visione dell’istruzione.

Essa è sempre più incentrata sui tirocini per un’applicazione pratica delle conoscenze acquisite. Inoltre, il Ministero dell’Istruzione e del Merito si vuole soffermare sulle competenze linguistiche e informatiche che i candidati devono possedere per svolgere le loro mansioni.

Tutto ciò è espresso all’interno del Decreto Legislativo n. 36 del 30 aprile 2022 di cui si parlava in apertura di articolo. Tutto ciò è palesato negli articoli n. 44/47.

L’abilitazione insegnamento, in ogni caso, è un argomento abbastanza complesso che deve essere sviscerato al meglio. Solo così i concorrenti al ruolo possono apprendere le nozioni utili per raggiungere il loro obiettivo.

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