Passione docenza. Come diventare inseganti. Percorsi per raggiungere la cattedra

Come diventare inseganti

Diventare insegnanti è una vera e propria missione. È necessario che la strada dell’insegnamento sia scelta soprattutto per vocazione. 

Non tutti sono in grado di svolgere questo lavoro. Non basta conoscere le informazioni relative alla disciplina oggetto di insegnamento, ma principalmente ci si deve occupare della crescita intellettuale ed umana dei giovani studenti. Un’insegnante accompagna la maturazione di un individuo che un giorno diventerà un adulto.

Insegnare dà la possibilità di formare la coscienza e la cultura dei giovani, non solo di trasmettere le nozioni legate al programma didattico.

Tuttavia, le difficoltà legate a questo mestiere sono rappresentate anche dalla burocrazia. 

Infatti, il percorso che porta alla docenza è disseminato di cavilli, spesso incomprensibili, che per essere superati potrebbero richiedere anni.

Requisiti per diventare insegnanti 

Inoltre, per diventare un insegnante è necessario essere in possesso di alcuni precisi requisiti, che variano secondo ordine e grado di scuola. 

In generale per la Scuola dell’Infanzia e Primaria sono richiesti: 

  • Laurea in  Scienze della formazione primaria;
  • Diploma Magistrale o di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002.

Per quanto riguarda la Scuola Secondaria, invece: 

  • Laurea di Vecchio Ordinamento, Laurea Specialistica o Magistrale di Nuovo Ordinamento;
  •  Diploma accademico di II livello, Diploma di Conservatorio o di Accademia di Belle Arti Vecchio Ordinamento;
  • Diploma di scuola superiore per gli insegnamenti Tecnico-pratici (ITP) – anche se con la nuova riforma verrà richiesta  anche una laurea triennale.

Ci sono svariate strade da poter percorrere per poter diventare un docente, ma non necessariamente bisogna sceglierne una sola, perché non si autoescludono.

Le graduatorie, il percorso più usato per diventare insegnanti 

Il percorso utilizzato dalla maggioranza di coloro che vogliono diventare insegnanti è quello delle graduatorie. Ci sono diverse graduatorie nelle quali potersi inserire, ma per ottenere un incarico dalle graduatorie è necessario acquisire punteggio. Il punteggio deriva dai titoli valutabili. Più competenze vengono acquisite, più è alta la possibilità di ricevere degli incarichi.

Se si intende seguire la strada dell’insegnamento ci sono tre graduatorie nelle quali inserirsi.

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, dette anche GPS, raccolgono tutti i docenti di una provincia. Sono state avviate da luglio 2020.

Ogni docente può iscriversi alle GPS è per una sola provincia, ma per più classi di concorso. Ad ogni aggiornamento c’è la possibilità di inserire nuovi titoli di studio o di specializzazione per migliorare il proprio punteggio.

Ad occuparsi delle assegnazioni sono gli Uffici Scolastici Territoriali di livello provinciale, che si avvalgono dell’aiuto di Scuole Polo per quanto riguarda la valutazione dei titoli. 

Compilando la domanda per l’inserimento nelle GPS, si ha anche la possibilità di esprimere la propria preferenza per 20 scuole della provincia per ogni classe di concorso.

Ed è da queste preferenze che derivano le Graduatorie di Istituto. Ogni scuola, infatti, redige per ogni insegnamento una propria graduatoria in cui sono inseriti tutti i candidati che hanno scelto quel determinato istituto scolastico.

Poi ci sono le Graduatorie ad Esaurimento, dette anche GaE, non aperte a nuovi inserimenti. Solo chi ne fa già parte può aggiornare la propria posizione aggiungendo eventuali nuovi titoli. 

La Messa a Disposizione

Per lavorare come supplente, oltre alle graduatorie c’è la possibilità di candidarsi mandando le domande di Messa a Disposizione, MAD.

Si tratta di una candidatura spontanea da mandare direttamente al Dirigente delle scuole alle quali si è interessati. 

Bisogna capire dove sono necessari più insegnanti e quali classi di concorso hanno maggiori disponibilità.

Infatti, studiando in modo strategico sia la provincia di iscrizione delle graduatorie o degli istituti in cui presentare la MAD, sia cercando di individuare le classi di concorso più gettonate, si possono incrementare le opportunità di convocazione per una supplenza.

Il concorso e la nuova riforma

Poi c’è il famoso concorso, croce e delizia di tutti gli aspiranti insegnanti.

Vincendo il concorso si diventerebbe da subito un docente a tutti gli effetti. L’ultimo è stato svolto quest’anno (e alcune classi di concorso sono ancora in via di svolgimento), ma era stato bandito nel 2020. 

Con l’approvazione del decreto 36 comunque il nuovo sistema di reclutamento docenti prevede:

  • un percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale con prova finale, corrispondente a 60 CFU/CFA;
  • un percorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale;
  • un periodo di prova in servizio di durata annuale con test finale e valutazione conclusiva.

Requisiti per partecipare ai concorsi docenti

Per partecipare al concorso per i posti comuni di Scuola Secondaria sono richiesti:

  • laurea magistrale o magistrale a ciclo unico, oppure un diploma AFAM di secondo livello, oppure un titolo equipollente e abilitazione specifica per la classe di concorso.

I posti comuni di Insegnante Tecnico-Pratico sono richiedono:

  • laurea triennale o diploma AFAM di primo livello, oppure un titolo equipollente e abilitazione all’insegnamento specifica per la classe di concorso.

Per quanto riguarda i posti di Sostegno sono richiesti:

  • superamento dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità;
  • tre anni scolastici di servizio anche non consecutivi, svolti entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso nei cinque anni precedenti alle scuole statali; 
  • uno dei tre anni deve essere specifico per tipologia di posto per la quale si fa domanda di partecipazione.

Fino al 31 dicembre 2024, però, si è in una fase transitoria, motivo per cui verranno ammessi a partecipare al concorso anche i docenti in possesso dei seguenti requisiti:

  • titolo di studio d’accesso alla classe di concorso accompagnati da almeno 30 CFU/CFA del percorso universitario o accademico di formazione iniziale e abilitazione, che comprende in totale 60 CFU.

Parte dei suddetti 30 crediti devono essere di tirocinio diretto.

Gli ulteriori 30 crediti, da acquisire per raggiungere i 60 previsti e ottenere l’abilitazione una volta superata la prova finale, saranno conseguiti nel corso del primo anno di insegnamento. 

Call Veloce

C’è un’altra procedura, oltre alle graduatorie, le MAD e il concorso che permette di entrare nel mondo dell’insegnamento. Si tratta della Call Veloce

In realtà, è una procedura strettamente collegata a quelle sopracitate ed è finalizzata a riempire i posti che rimangono liberi dopo le immissioni in ruolo ordinarie. Il docente viene assunto a tempo indeterminato in una regione o provincia diversa rispetto a quella indicata dalla graduatoria di provenienza del docente stesso.

L’immissione in ruolo mediante chiamata veloce può essere richiesta da:

  • tutti coloro i quali siano inseriti nelle Graduatorie di Merito concorsuali

tutti coloro i quali siano inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento.

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