Concorso presidi truccato: indagati 13 funzionari del Ministero

Concorso presidi truccato

Sono ben 13 gli avvisi di garanzia notificati dal Pm della Procura di Roma, Laura Condemi, ad altrettanti funzionari del Ministero dell’Istruzione indagati per falso ideologico con l’accusa di aver pilotato il risultato del concorso per dirigenti scolastici del 2017.

Nel mirino sono, inoltre, finite anche sei delle nove commissioni giudicatrici del Lazio. In particolare i presidi ed i segretari della 13esima, 14esima, 15esima, 18esima, 19esima e 20esima commissione.

Secondo l’ipotesi degli inquirenti, gli indagati avrebbero pilotato l’ultimo concorso per DS. Gli stessi avrebbero, infatti, inserito nel sistema informativo per la gestione dei processi di lavoro Cineca dei dati in netto anticipo rispetto alla consegna delle prove da parte dei partecipanti alla prova concorsuale. 

Il Concorso DS 2017 – già al centro di tutta una serie di ricorsi e polemiche – prevedeva, per la prima volta dopo circa vent’anni, una selezione su scala nazionale e riguardava ben 2.425 poltrone da dirigente scolastico da assegnare per il triennio successivo.

Concorso presidi truccato. Gli indagati

Per quanto riguarda i componenti delle commissioni giudicatrici, secondo il Pm gli stessi avrebbero attestato di aver effettuato l’accesso al sistema Cineca, senza però alcuna traccia in tal senso sulla piattaforma. Inoltre, gli stessi avrebbero validato voti di candidati in giorni diversi rispetto a quelli dell’effettivo caricamento della prova.  

Tra gli indagati che hanno ricevuto l’avviso di conclusioni delle indagini figurano:

  • Alberto Gambino, prorettore dell’Università Europea di Roma e presidente dell’associazione Scienza e Vita;
  • Paola Sorrentino, funzionaria del Miur;
  • Maria Luisa Iavarone, segretaria della commissione numero 13, docente universitaria di pedagogia, candidata alle ultime Politiche per Sinistra Italiana-Europa Verde;
  • Paola Quaresima;
  • Sabina Rago, con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera tra Corte dei Conti e Ministeri; 
  • Michele Palma, al servizio di Palazzo Chigi negli anni scorsi;
  • Raffaella Migliavacca, funzionaria del Miur; 
  • Angela Tarabella, docente; 
  • Rosalba Castagliola D’Abele
  • Maria Vittoria Lumetti, avvocato dello Stato e Cavaliere della Repubblica nel 2010; 
  • Francesco Giulio Beltrame, professore insignito dal Quirinale;
  • Andrea D’Amore, funzionario del Miur. 

Concorso presidi truccato. Le accuse

Stando ai sostituti procuratori Laura Condemi e Alessandra Fini, che coordinano le indagini, tra febbraio e marzo 2019 gli indagati avrebbero truccato almeno 64 verbali di correzione delle prove. Mettendo i voti prima ancora di correggere le prove degli aspiranti DS. 

Al termine di una lunga, intensa e puntigliosa attività investigativa, sono quindi stati notificati agli interessati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. 

Gli indagati avranno adesso venti giorni di tempo per:

  • presentare memorie;
  • produrre documenti; 
  • depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore;
  • chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine;
  • presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

A quel punto toccherà al Pm decidere se chiedere, o meno, il rinvio a giudizio degli indagati, o anche solo di una parte degli stessi.

I commenti

Il presidente del Comitato Trasparenza, Michele Zannini, ha così commentato la vicenda relativa al Concorso presidi 2017:

  • “Accogliamo con grande soddisfazione, la notizia delle indagini effettuate dalla Procura di Roma, relative al concorso per dirigenti scolastici 2017. Come Associazione, siamo consapevoli di aver fatto di tutto per ripristinare i principi di legalità e trasparenza. Attendiamo fiduciosi di conoscere i particolari della vicenda”

Numerosi candidati del concorso DS 2017 avevano ripetutamente segnalato, ad indagini in corso, presunte irregolarità ed anomalie. Ecco, quindi, che i loro avvocati, Giuseppe Murone e Pierpaolo Dell’Anno, appreso degli avvisi di garanzia, hanno dichiarato: 

  • “Salutiamo con soddisfazione la prima risposta di legalità ad una vicenda che appare inquietante nei suoi aspetti di pervasiva illiceità e dispregio delle regole. Si pensi che la provvisoria incolpazione riguarda un numero abnorme di commissioni giudicatrici del Lazio (6 su 9) e verbali di correzione delle prove (64). Grazie al certosino lavoro dei magistrati della Procura della Repubblica potranno avere presto risposte concrete le centinaia di onesti candidati da noi patrocinati. Alla fine, perseveranza e lavoro pagano: gli stessi partecipanti al concorso aspettano ora una pronta risposta dell’autorità amministrativa”.

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