DL n. 36/2022. Il Senato dice sì al maxiemendamento

DL n. 36/2022 maxiemendamento

Il Senato dice sì al maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto legge n. 36 del 30 aprile 2022 recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del PNRR (A.S. 2598). Il voto è arrivato ieri sera al termine di un’intensa e frenetica giornata di discussioni e confronti serrati conclusasi alle ore 00:48 con il rinnovo della fiducia al Governo Draghi. Quest’ultimo, infatti, evidentemente preoccupato per il malcontento delle forze politiche e per le forti pressioni delle organizzazioni sindacali, aveva preferito porre la questione di fiducia. Tanto per evitare brutte sorprese, ma soprattutto per accelerare l’iter del provvedimento. Il successivo passaggio prevede, difatti, il passaggio del testo all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge entro il 29 giugno. Una vera e propria corsa contro il tempo. Sono stati 179 i voti favorevoli e 22 quelli contrari. Nessun astenuto. 

DL n. 36/2022. Modifiche migliorative della riforma

Nei giorni scorsi il decreto legge n. 36/2002, composto da 50 articoli, è stato esaminato dalle commissioni congiunte del Senato – 1ª (Affari Costituzionali) e 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali). Nello specifico, la parte che a noi interessa è quella relativa al Capo VIII (articoli 44-47) recante disposizioni in materia di istruzione. Ovvero la riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti. Sebbene l’impalcatura sia rimasta pressoché quella del testo originale, si sono, tuttavia, registrate anche alcune significative modifiche migliorative. Le commissioni hanno, ad esempio, proposto “modalità alternative di finanziamento, al fine di salvaguardare le risorse per la scuola e la formazione”. Mentre, da parte sua, la Commissione Bilancio ha espresso parere condizionato al recepimento di alcune modifiche (allegato A del resoconto stenografico). 

DL n. 36/2022. Il Senato dice sì al maxiemendamento. Le ragioni del sì

Tra i 179 senatori che hanno votato la fiducia c’è anche Alberto Laniece (AUT). Il quale ha denunciato “la mancata volontà di confronto da parte del Governo e l’intervento della Ragioneria dello Stato che ha impedito di affrontare il tema del precariato nella scuola”. Critico anche Riccardo Nencini (IV-PSI) che ha posto l’accento sulla “tendenza tecnocratica che vede il lavoro del Parlamento stretto da eccessivi vincoli amministrativi e finanziari”. Simona Flavia Malpezzi (PD) ha, invece, fatto notare come la maggioranza “ha salvaguardato la carta per i docenti e ha lavorato affinché le risorse risparmiate nel comparto scuola, per il calo demografico, tornino alla scuola”. Di “tecnocrazia come conseguenza dell’antipolitica” ha, invece, parlato Nazario Pagano (FIBP-UDC)

DL n. 36/2022. Il Senato dice sì al maxiemendamento. Le ragioni del no

Per quanto concerne i 22 senatori che hanno detto no alla fiducia, Mattia Crucioli (CAL) si è detto “non sorpreso dal simulacro di confronto democratico”. Lo stesso ha, quindi, evidenziato: “Il Parlamento ha cercato di evitare un taglio di 10.000 cattedre, ma l’accordo raggiunto con il Governo è stato spazzato via dalla Ragioneria dello Stato”. Da parte sua, invece, Antonio Iannone (FdI) ha giudicato “deludente l’intervento sulla scuola a causa della mancata stabilizzazione del personale docente”. 

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