Depennamento GPS. Licenziata dopo 10 anni di supplenze: non aveva i requisiti per insegnare. La rabbia dello Snals

Licenziata dopo 10 anni

Depennamento GPS dopo dieci anni di supplenze. É accaduto ad una insegnante di lettere della scuola secondaria di primo grado originaria della provincia di Belluno priva dei requisiti per insegnare. E che adesso, per giunta, non potrà nemmeno inviare la MAD (Messa a disposizione).

Per tornare dietro una cattedra dovrà, infatti, attendere il prossimo aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze, previsto solo nel 2024. 

Ma non finisce qui. Perché per la malcapitata docente il servizio finora prestato non sarà valido ai fini del punteggio e non potrà nemmeno essere conteggiato nell’ambito della ricostruzione della carriera.

Senza trascurare il fatto che dovrà necessariamente rivolgersi ad un’università per conseguire l’esame incriminato e maturare così i titoli richiesti dalla specifica classe di concorso. 

Al fianco dell’insegnante si è, tuttavia, schierato lo SNALS (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) che ha chiesto a gran voce al Miur di permetterle quantomeno di inviare la MAD.  

Depennamento GPS. Licenziata dopo 10 anni di supplenze: non aveva i requisiti per insegnare.

Ma come è possibile? Se lo sono chiesti in molti, compresa la sfortunata insegnante. Che rivendica a gran voce la propria buona fede, forte di diversi decreti di convalida dei propri titoli. 

Il fatto risale al 7 ottobre scorso. A distanza di circa un mese dalla riapertura delle scuole. Quando l’insegnante in questione si è vista prima inaspettatamente notificare un decreto di depennamento dalle GPS e poi, di conseguenza, licenziare dall’istituto comprensivo che l’aveva assunta da poche settimane.  

Tutto sarebbe nato, a quanto pare, dalla partecipazione all’ultimo concorso straordinario. Ironia della sorte, la ricerca dell’abilitazione e della stabilità attraverso il raggiungimento dell’agognata cattedra di ruolo si è, però, rivelata un impietoso boomerang.  

L’Ufficio scolastico territoriale (UST) di Rovigo, infatti, nel corso delle verifiche di routine si è improvvisamente accorto che nel curriculum universitario della docente mancava un esame fondamentale. Ragion per cui la stessa non aveva i requisiti per insegnare nella specifica classe di concorso. Da qui l’inevitabile depennamento dalle GPS.    

Depennamento GPS. Licenziata dopo 10 anni di supplenze. La rabbia dello Snals

Galeotto fu l’esame, verrebbe quasi da dire. Perché è esattamente di questo che si tratta: un solo “maledetto” esame. 

L’insegnante bellunese, infatti, aveva inserito nel proprio Piano di studi universitario Linguistica generale e non piuttosto Linguistica italiana. Tanto è bastato per far scattare l’esclusione dalle GPS e il licenziamento. Senza la possibilità di inoltrare la MAD. 

Incredula, disperata e quasi sotto shock, una volta appresa la notizia, la docente si è prontamente rivolta alla segreteria provinciale dello SNALS di Belluno per avere aiuto. Ma senza troppo fortuna.

“Purtroppo – ci ha spiegato telefonicamente il segretario provinciale del sindacato Danila Tirabeni – la mancanza di un esame nel Piano di studi è inequivocabile. L’insegnante ha, tuttavia, agito in assoluta buonafede”. 

La stessa ha, quindi, aggiunto: “Non si tratta, ad ogni modo, di un caso isolato. Sono errori che si verificano abbastanza spesso in sede di valutazione dei titoli e dei requisiti per insegnare. Ciò che semmai è anomalo e profondamente ingiusto è che al loro posto potrebbero essere chiamate attraverso le MAD persone prive non solo dei titoli necessari, ma addirittura anche della laurea”.   

La richiesta dello Snals: Le concedano almeno la MAD 

“Com’è possibile – ha rilanciato Tirabeni – che l’errore sia saltato fuori solo dopo 10 anni? É assurdo. E la risposta sta tutta nella mancanza di formazione dei dipendenti preposti alla valutazione dei titoli: un aspetto del quale il Ministero non si occupa quanto dovrebbe. Come si spiegano altrimenti i diversi decreti di convalida dei suoi titoli di studio?”.

Il segretario dello Snals ha, poi, incalzato: “É stato giusto depennarla dalle GPS. Ma che senso ha negare a questa insegnante anche la possibilità di presentare la MAD quando, con le GPS esaurite, il rischio concreto è che a sostituirla sia un aspirante docente con una triennale o, addirittura, diplomato privo di laurea”. Più che una beffa, un vero e proprio paradosso.  

Pur avendo inviato diverse e-mail a Roma, la stessa non ha a tutt’oggi ricevuto alcun riscontro dal Miur. Tutto tace. Ostinatamente. “Le scuole sono al collasso – ha denunciato – Non ce la fanno più. E non sempre hanno personale formato e in grado di valutare i titoli ed i Piani di studio”.

Depennamento GPS. Licenziata dopo 10 anni di supplenze: non aveva i requisiti per insegnare. Lo Snals chiede una deroga per la MAD

“Servirebbe – ha suggerito il segretario dello Snals Tirabeni – una deroga per le MAD, come accaduto negli anni passati. Quest’anno, forse per il cambio del governo, non c’è stata nessuna circolare in merito, ma non è giusto escludere gli aspiranti docenti depennati dalle GPS anche dalla MAD”. 

Delusa per il mancato riscontro del Ministero alle sue sollecitazioni, ha poi commentato: “Tutto questo è sconcertante. L’istruzione è l’unico ambito in cui le persone possono insegnare anche senza aver conseguito i titoli necessari. L’accesso all’impiego pubblico non può essere gestito in questo modo”.

Depennare una insegnante dalle GPS per un esame non fatto (negandole la possibilità di presentare la MAD) e sostituirla con un aspirante docente pescato proprio dalla MAD ma sprovvisto anche di laurea, è un’ipotesi che fa letteralmente infuriare Tirabeni. 

Depennamento GPS. Licenziata dopo 10 anni di supplenze: non aveva i requisiti per insegnare. Come evitarlo?

La vicenda che vede protagonista l’insegnante della provincia di Belluno è certamente qualcosa di inverosimile. Non è facile, infatti, capire come sia potuto accadere. Accorgersi solo dopo 10 anni di supplenze della mancanza dei requisiti per insegnare è semplicemente sconcertante. 

E lo è ancora di più – come ha rimarcato con estrema rabbia e determinazione il segretario provinciale dello Snals, Danila Tirabeni – impedire a questa docente anche l’opportunità di tornare dietro una cattedra attraverso la MAD. Dando per scontato la buonafede dell’interessata, siamo di fronte ad un accanimento ingiustificato e senza senso

Come mai i controlli obbligatori da parte dei dirigenti scolastici non hanno “smascherato” subito l’errore presente nel Piano di studi? Esiste davvero un profondo e radicato problema legato alla formazione di chi aveva l’obbligo di verificare in maniera puntuale i titoli? Se è così, è inammissibile. 

E il Ministero non può non intervenire per porre rimedio. Anche perché, come ha già denunciato Tirabeni, non si tratta affatto di un episodio isolato. Ed è questo il vero scandalo.

Ad ogni modo, per scongiurare il rischio di finire in simili “trappole”, gli aspiranti docenti possono rivolgersi ad enti certificati, accreditati e professionali per la valutazione del proprio Piano di studi e per avere tutto il supporto (anche informativo) di cui hanno bisogno

Cause depennamento GPS 2022

Per quanto concerne le cause che possono determinare il depennamento dalle GPS, l’articolo 14, comma 4 dell’ordinanza ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022 prevede la cancellazione dalle graduatorie per tutti gli aspiranti docenti che siano stati:

  • destituiti o dispensati dall’impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento;
  • licenziati per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ovvero siano incorsi nella sanzione disciplinare del licenziamento con o senza preavviso ovvero della destituzione;
  • dichiarati decaduti da un impiego statale, ai sensi dell’art. 127, primo comma, lett. d), del DPR n. 3/1957, per aver conseguito l’impiego mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile.

Licenziata dopo 10 anni di supplenze: non aveva i requisiti per insegnare. Tirabeni (Snals): Bisogna rivedere le regole della MAD

Prendendo spunto da questo episodio, il segretario provinciale dello Snals, Danila Tirabeni ha, inoltre, denunciato le profonde contraddizioni della MAD, sollecitando una riforma in tal senso.

“A Silea, nel trevigiano, durante la pandemia da Covid-19 – ha osservato – la dirigente scolastica Maria Pia Davanzo, dovendo far fronte all’assenza di 24 insegnanti, si è vista costretta ad invitare i genitori che accompagnavano i figli a scuola a presentare la MAD.

E l’iniziativa ebbe successo. Infatti, circa 120 tra impiegati, artigiani, parrucchiere, estetiste ed altri, in appena un giorno e mezzo, si dichiararono pronti a salire in cattedra”.

La contraddizione sta proprio qui. “Ha senso escludere dalla MAD i depennati dalle GPS – è il dubbio di Tirabeni – e lasciare le porte aperte a chi magari ha solo una laurea triennale o un diploma? L’istruzione non può essere affidata a persone sprovviste dei titoli. Occorre rivedere le regole. Al più presto”. 

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