Il ruolo del DS nella definizione del curricolo verticale di Educazione Civica

curricolo verticale

In Italia, la legge 92/2019 ha introdotto dall’anno scolastico 2020-2021 l’insegnamento trasversale dell’educazione civica nel primo e secondo ciclo d’istruzione, con iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile a partire dalla scuola dell’infanzia. 

Tre gli assi attorno a cui ruota l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

La normativa completa in materia è la seguente:

  • L. 20 agosto 2019, n. 92 Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica; 
  • DM 22 giugno 2020, n. 35 Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92; 
  • Nota DGPER 19479 del 16 luglio 2020, Piano formazione docenti per l’educazione civica di cui alla legge 92/2019.

Si assiste al passaggio dall’“educazione civica” tradizionale, che dava priorità allo studio delle istituzioni politiche, a un’educazione “socio-civica”, con accento posto sulla costruzione di abilità sociali per diventare capaci di rispettare le regole collettive, agire liberamente e responsabilmente nel quadro definito da queste regole.  

Il ruolo del DS nella definizione del curricolo verticale di Educazione Civica

La classe degli studenti diventa una POLIS dove esercitare concretamente queste responsabilità, facendo e non solo vivendo, portando un proprio contributo, partecipando ad un lavoro collaborativo riconosciuto, regolato dal docente. 

L’insegnamento trasmissivo non è più adeguato a questa impostazione e necessita un ripensamento della didattica.

Ci troviamo di fronte al quadrivio della educazione civica trasversale che persegue i seguenti quattro obiettivi:

  1. Una sicura padronanza degli alfabeti di base, numeracy e literacy, e del valore etico e formativo delle discipline;
  1. Lo sviluppo di competenze trasversali e soft skills: modi di pensare, di ragionare, pensiero critico;
  1. Promuovere comportamenti sociali e civici in cui la classe sia come palestra di democrazia e ricca di esperienze fuori dell’aula; 
  1. La conoscenza della Costituzione e delle istituzioni, dei principi ad essa sottesi, della sua attualità.

Curricolo verticale e crescita civica

Il legame tra la nuova legge e il documento europeo sulle competenze chiave 2018 è evidente anche ripercorrendo le venti competenze incluse nel modello delle competenze per una cultura della democrazia.

Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il PTOF per garantire agli studenti una adeguata certificazione delle competenze; il curriculum dello studente così come definito nel D.M. 6 agosto 2020, n.88; le competenze trasversali e l’orientamento nel PCTO; il curricolo di educazione civica di Istituto.

È fondamentale che lo studente, nel corso degli anni scolastici, possa approfondire tutte le tematiche trasversali connesse ad una crescita civica.

La nomina del referente di Educazione civica di Istituto consente l’elaborazione di un progetto globale da declinare nei diversi anni evitando ripetizioni o sovrapposizioni.

Tra i valori da trasmettere, emerge la valorizzazione della dignità umana, della diversità culturale, della democrazia, giustizia, equità, uguaglianza e preminenza del diritto.

Il Curricolo verticale tra alterità culturale e tolleranza dell’ambiguità

Relativamente agli atteggiamenti occorre un’apertura all’alterità culturale e alle diverse credenze e visioni del mondo come il rispetto, il senso civico, la responsabilità, l’autoefficacia, la tolleranza dell’ambiguità

Le attitudini necessarie sono quelle all’apprendimento autonomo, all’analisi e riflessione critica, all’ascolto e all’empatia, flessibilità e adattabilità. Occorrono anche attitudini linguistiche e comunicative volte alla cooperazione e alla risoluzione dei conflitti.

Da ultimo la conoscenza e comprensione critica di sé, del linguaggio e della comunicazione nonché della comprensione critica del mondo: politica, diritto, diritti umani, cultura e culture, religioni, storia, economia, ambiente e sviluppo sostenibile.

Dall’Educazione civica all’Educazione alla cittadinanza

Nel passaggio tra educazione alla cittadinanza ed educazione civica si nota che l’Educazione civica ha una portata più limitata rispetto alla educazione alla cittadinanza. Essa si riferisce solitamente al processo con cui si trasmettono conoscenze sulla struttura costituzionale e le istituzioni politiche di un paese, laddove l’Educazione alla Cittadinanza abbraccia ulteriori competenze, come la responsabilità sociale, nonché le capacità necessarie per garantire rapporti interpersonali efficaci e uno sviluppo personale compiuto.

Ciò nonostante, i principi di base sono espressi nell’art.1 della Legge: “L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. L’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.”

Il Curricolo verticale e l’insegnamento dell’educazione civica

A giugno 2020 il M.I. ha inviato alle scuole le linee guida per l’insegnamento della educazione Civica che è sostanzialmente un contenitore omnicomprensivo che include, tra gli altri: lo studio della Costituzione italiana comprensivo delle Istituzioni nazionali, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; lo studio della storia della bandiera e dell’inno nazionale.

Nel rispetto dell’autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica, le Linee guida si sviluppano intorno a tre nuclei concettuali che costituiscono i pilastri della legge, a cui possono essere ricondotte tutte le diverse tematiche dalla stessa individuate:

  1. costituzione; 
  1. cittadinanza digitale; 
  1. sviluppo sostenibile.

La trasversalità dell’insegnamento offre un paradigma di riferimento diverso da quello delle discipline per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extra disciplinari.

Il Curricolo verticale e le competenze

Ovviamente, si introduce anche l’educazione alla cittadinanza digitale guidando gli studenti tra quelli che sono i pericoli connessi alla digitalizzazione e all’acquisizione di specifiche competenze, tra cui:

  • saper valutare criticamente l’affidabilità delle fonti e dei contenuti digitali;
  • saper individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitale idonee ai diversi contesi; 
  • partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali; 
  • cercare opportunità di crescita e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali; 
  • usare norme comportamentali nell’ambito dell’utilizzo di tecnologie digitali; 
  • creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, rispettare i dati e le identità altrui;
  • conoscere le politiche sulla privacy applicate dai servizi digitali sull’uso dei dati personali;  
  • saper evitare rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; 
  • essere in grado di proteggere sé e gli altri da eventuali pericoli di ambienti digitali;
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro, così come l’educazione ambientale con la tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  • l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie così come la valorizzazione e rispetto del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  • la formazione di base in materia di protezione civile unitamente all’ educazione stradale, educazione alla salute e al benessere, educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva.

L’insegnamento dell’Educazione civica e il ruolo del DS

Tale formazione deve avere un riscontro di almeno trentatré ore annuali di insegnamento trasversale.

Nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti. Nelle scuole del secondo ciclo si può utilizzare l’organico dell’autonomia o, se disponibili, è affidato a docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche.

Per ciascuna classe è individuato un docente coordinatore che ha, tra l’altro, il compito di formulare la proposta di voto, acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti a cui è affidato il medesimo insegnamento. 

Inoltre, la legge prevede ulteriori misure di raccordo quali: 

  • l’istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, legge 71/2017, art. 3. 
  • L’aggiornamento del Piano nazionale di formazione dei docenti ai sensi della L. 107/2015, art. 1, comma 124, al fine di ricomprendervi le attività sulle tematiche afferenti all’insegnamento dell’educazione civica. 
  • Il rafforzamento della collaborazione scuola-famiglie, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità, DPR 249/1998, art. 5-bis, ed estendendolo alla scuola primaria.
  • L’istituzione dell’Albo delle buone pratiche di educazione civica e un concorso nazionale annuale per ogni ordine e grado di istruzione per la valorizzazione delle migliori esperienze.

Compito del DS è valorizzare le conoscenze e competenze degli studenti attraverso l’arricchimento del curricolo.

[Dirigente scolastico prof.ssa Paola Palmegiani]

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