Regali agli insegnanti: limiti consentiti e doveri del dirigente scolastico

La Scuola Oggi

8 Maggio 2025

alunni e genitori consegnano un regalo ad un docente

Regali agli insegnanti: limiti consentiti e doveri del dirigente scolastico

Quiz GPS

Con l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico, si moltiplicano iniziative spontanee da parte delle famiglie per ringraziare i docenti tramite piccoli doni. Tuttavia, la normativa vigente fissa limiti precisi all’accettazione di regali da parte dei dipendenti pubblici, compresi gli insegnanti. Il dirigente scolastico ha precisi obblighi di vigilanza per evitare comportamenti che possano violare il codice di comportamento.

Quadro normativo di riferimento

L’accettazione di regali da parte del personale scolastico è regolata dal D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, il “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”.

In particolare, l’art. 4 del decreto stabilisce che i dipendenti non possono:

  • sollecitare o richiedere, per sé o per terzi, regali, compensi o altre utilità;
  • accettare doni da soggetti con i quali abbiano, o abbiano avuto, rapporti funzionali;
  • offrire o ricevere doni da superiori o subordinati, salvo che si tratti di regali d’uso di modico valore.

Il concetto di “modico valore” è inteso come limite massimo di 150 euro, anche se le singole amministrazioni possono applicare soglie inferiori, in base alla natura della funzione esercitata.

Gli eventuali regali ricevuti oltre tale soglia devono essere consegnati tempestivamente all’amministrazione per la restituzione o la devoluzione a scopi istituzionali.

un docente butta nel cestino un pacco regalo su indicazione del dirigente scolastico

Responsabilità del dirigente scolastico

Il dirigente scolastico, in qualità di responsabile dell’istituzione scolastica, ha l’obbligo di vigilare sull’applicazione delle norme deontologiche da parte del personale.

L’art. 4 del D.P.R. 62/2013 attribuisce ai dirigenti il compito di garantire che i comportamenti dei dipendenti preservino “trasparenza, integrità e imparzialità” dell’amministrazione.

Nello specifico, il dirigente:

  • deve informare tempestivamente il corpo docente riguardo alle norme vigenti sull’accettazione di regali;
  • può richiamare il personale e le famiglie al rispetto del codice, anche tramite comunicazioni dirette o circolari interne;
  • è tenuto a segnalare eventuali violazioni dell’art. 4 secondo le disposizioni disciplinari vigenti.

Omissioni o mancate azioni da parte del dirigente, qualora si verifichino irregolarità note, possono essere interpretate come negligenza nella funzione di controllo e incidere sulla sua responsabilità disciplinare e dirigenziale.

Tipologie di regali consentiti e pratiche corrette

Fanno eccezione al divieto solo i regali che rispettano precisi criteri di legittimità:

  • devono essere d’uso comune (fiori, penne, libri);
  • il valore complessivo non deve superare i 150 euro;
  • devono essere offerti occasionalmente, in modo trasparente e non lesivo della funzione del pubblico dipendente.

Qualsiasi raccolta fondi organizzata tra famiglie per fare un regalo collettivo ai docenti deve, quindi, mantenere contenuto il valore del dono e deve avvenire senza pressioni dirette o indirette verso chi partecipa. In caso contrario, si configura una potenziale violazione del codice di comportamento.

Esempi di regali appropriati:

  • un libro firmato dai bambini;
  • un mazzo di fiori;
  • piccoli oggetti artigianali o simbolici.

Invece, contributi economici elevati, regali personalizzati di lusso o buoni acquisto dovrebbero essere evitati per non superare i limiti normativi e deontologici.

alcuni alunni regalano un mazzo di fiori e un libro ad una docente

Sanzioni in caso di violazione

La violazione delle disposizioni comporta sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità dell’infrazione.

Tra le sanzioni previste:

  • ammonizione o censura per doni di modestissimo valore ma non comunicati;
  • sospensione dal servizio per accettazione di regali oltre i 150 euro a fronte di un atto di ufficio;
  • licenziamento in caso di corrispettivo economico mascherato come regalo.

Anche il dirigente che omette di vigilare o interviene tardivamente può incorrere in responsabilità disciplinare, qualora risulti che abbia tollerato violazioni sistematiche o rilevanti del codice.

Quadro giurisprudenziale: interpretazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha, in alcune occasioni, ridimensionato il significato dei gesti simbolici, distinguendoli da atti corruttivi. Le sentenze n. 47216/2021 e n. 47237/2021 costituiscono esempi significativi.

Nella prima, l’offerta di cesti natalizi a membri delle forze dell’ordine da parte di un imprenditore non è stata considerata atto corruttivo, poiché giudicata espressione di semplice gratitudine, non idonea a influenzare l’azione amministrativa.

Nella seconda, doni di modesta entità (due bottiglie d’olio e un sacchetto di castagne) ricevuti da un ispettore del lavoro non sono stati considerati lesivi dell’imparzialità dell’ufficio.

Questi orientamenti non giustificano, tuttavia, la violazione automatica dei limiti di legge, ma confermano la necessità di valutare attentamente contesto, valore economico e finalità del dono.

Indicazioni operative per le scuole

Per garantire l’aderenza alle normative e prevenire situazioni di rischio disciplinare, si raccomanda ai dirigenti scolastici di adottare misure preventive chiare e condivise:

  • diffondere circolari interne di richiamo al D.P.R. 62/2013;
  • inserire nei Regolamenti di Istituto linee guida in materia di doni;
  • sensibilizzare i genitori attraverso il Comitato genitori o i rappresentanti di classe;
  • attivare canali per la segnalazione di eventuali comportamenti impropri, nel rispetto della riservatezza.

L’approccio corretto consiste nel bilanciare sensibilità e legalità, guidando la comunità scolastica verso forme di riconoscimento simbolico adeguate al ruolo pubblico dell’insegnante.