Con il rinnovo del Contratto Nazionale Istruzione e Ricerca (CCNL) 2022-2024, il sindacato Anief punta su due prioritarie misure strutturali: la reintroduzione del primo “gradino” stipendiale, oggi assente, e la riduzione degli intervalli di anzianità tra uno scatto automatico e l’altro, portandoli da otto a quattro anni.
Le richieste mirano a restituire potere d’acquisto e riconoscimento a docenti e personale ATA, il cui potere di spesa risulta eroso dall’inflazione e da tabelle ormai datate.
Il contesto del rinnovo del CCNL 2022-24
Dopo oltre tre anni dall’ultimo accordo, il contratto collettivo del comparto Istruzione e Ricerca è tornato al tavolo di trattativa con l’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.
In questo scenario, Anief ha presentato una piattaforma che include venti proposte di modifica al DL 45/2025, tra cui spiccano il ripristino del gradino stipendiale tra il terzo e l’ottavo anno di servizio e l’introduzione di scatti di anzianità ogni quattro anni anziché ogni otto.
Reintroduzione del primo gradino stipendiale
Fino al 2010 le buste paga del personale scolastico erano articolate in fasce retributive che prevedevano un primo adeguamento salariale tra il terzo e l’ottavo anno di servizio.
La soppressione di questa “fascia 3-8” ha spostato il primo scatto in avanti fino al nono anno, creando un vuoto di riconoscimento economico nei primi anni di carriera.
L’emendamento di Anief (Atto Senato n. 1445) propone di riportare il primo gradino al termine del terzo anno, consentendo di fatto un adeguamento salariale già a partire dall’a.s. 2023/2024 anziché dal nono anno di servizio.
Revisione degli scatti di anzianità: motivazioni e criteri
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, le attuali tabelle di progressione economica sono «vecchie e illogiche» e non tengono conto dell’aumento del costo della vita.
Il sindacato chiede che, oltre al primo scatto al terzo anno, gli automatici successivi avvengano ogni quattro anni: in tal modo verrebbero dimezzate le attuali finestre di anzianità, garantendo incrementi più rapidi e frequenti, utili a contrastare l’effetto svalutativo dell’inflazione sui salari della scuola.
L’emendamento al DL 45/2025 e l’iter parlamentare
L’emendamento presentato da Anief è inserito tra le migliorie al DL 45, approdato alla VII Commissione del Senato per l’esame di ammissibilità.
Se accolto, il testo modificherebbe l’articolo 9 del decreto legge n. 70/2011, sostituendo l’attuale comma che posticipa al nono anno il primo scatto con la nuova fascia 3-8.
Il voto in Aula è previsto entro poche settimane, con l’obiettivo di renderne operativa l’efficacia già dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026.
Impatto economico e potere d’acquisto
Stime preliminari indicano che la reintroduzione del primo gradino potrebbe comportare per un docente di prima fascia un incremento medio annuo di alcune centinaia di euro già a partire dal terzo anno di carriera.
Gli scatti ogni quattro anni, invece, avrebbero un impatto cumulato sul lungo periodo, riducendo il divario tra la retribuzione effettiva e quella contrattualmente prevista.
Un simile “ossigeno” salariale sarebbe particolarmente rilevante per il personale ATA, spesso sottopagato rispetto alle responsabilità e al carico di lavoro effettivamente svolto.
Prospettive e prossimi passaggi
Mentre l’arena parlamentare si prepara al voto sull’emendamento, Anief intensifica il confronto con ARAN per includere nel negoziato anche la rimodulazione degli scatti successivi e altre misure come la parità di trattamento tra precari e di ruolo.
Il risultato delle prossime sedute determinerà non solo il destino della fascia 3-8, ma anche la sostenibilità economica del contratto e la competitività delle retribuzioni del personale scolastico in un Paese in cui il salario docente è tra i più bassi in Europa.



