Abilitazione sostegno

Abilitazione sostegno

L’iter per ottenere l’abilitazione sostegno è abbastanza strutturato. Chiunque voglia conquistarla, infatti, deve seguire passo dopo passo quanto deciso dal MIUR. In particolare, è indispensabile portare al termine il TFA Sostegno.

Con questa terminologia ci si riferisce a un corso di specializzazione universitario. Il Tirocinio Formativo Attivo, infatti, può essere intrapreso solo attraverso gli atenei. Esistono, però, dei corsi preparatori utili al superamento delle prove iniziali.

Il motivo di ciò è da riscontrare nella natura del TFA Sostegno. Questo percorso formativo è a numero chiuso. Ciò comporta dover oltrepassare alcune verifiche introduttive per riuscire a frequentare il periodo di lezioni, tirocini e laboratori.

Chi vuole ottenere l’abilitazione sostegno al momento è in attesa del bando del TFA Sostegno VIII ciclo. Ecco perché è meglio snocciolare tale argomento in ogni sua sfaccettatura.

Che cos’è il corso di specializzazione sul sostegno

La prima domanda a cui bisogna rispondere è la seguente: che cos’è il corso di specializzazione sul sostegno? Come è già stato preannunciato, esso è un percorso formativo a stampo universitario. Al momento si è in attesa del bando del TFA Sostegno 2023.

Questa formazione serve a creare una figura indispensabile nella scuola italiana, ovvero il docente di sostegno. Il professionista in questione è in grado di mettere in atto quella che è definita come didattica inclusiva.

La Costituzione del nostro Paese afferma nell’articolo 34 che «la scuola è aperta a tutti». Ciò implica anche quei soggetti con problematiche di vario genere. Infatti, il sostegno non è utile solo a coloro che abbiano difficoltà fisiche e/o psichiche.

L’abilitazione sul sostegno può rivelarsi fondamentale anche nei casi in cui un alunno provenga da culture e lingue differenti. Infine, questo esperto è essenziale in presenza di problemi sociali di varia natura.

Il corso di specializzazione sul sostegno affonda le proprie radici nella normativa italiana. La prima volta che è stato menzionato un insegnante di siffatta natura è stata nell’articolo 7 della Legge n. 517 del 4 agosto 1977.

Da allora i cambiamenti sono stati molti. Il corso di specializzazione sul sostegno è, quindi, il TFA Sostegno. Esso è un acronimo che indica il Tirocinio Formativo Attivo.

Il nome ne raccoglie perfettamente l’essenza. Infatti, è un percorso preparatorio che si dirama sia nel campo teorico sia in quello pratico.

Si svolge nelle varie università accreditate sparse sul territorio nazionale. Prima di poter avere entrare in questo percorso educativo, però, i candidati devono superare alcune prove di accesso.

Quali sono i requisiti per l’ammissione

Dunque, quali sono i requisiti per l’ammissione? Tale quesito deve essere scandagliato in profondità per comprendere meglio in che cosa consista l’abilitazione al sostegno.

I requisiti in questione, inoltre, variano a seconda dell’ordine e grado della scuola di appartenenza. Di conseguenza, chi vuole operare nella primaria deve seguire dei requisiti differenti rispetto ai candidati per la secondaria.

Per la scuola dell’infanzia e primaria, quindi, i titoli di accesso sono i seguenti:

  • il diploma magistrale abilitante ante 2002;
  • il diploma magistrale psicopedagogico o linguistico ante 2002;
  • la laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  • i titoli equipollenti presi all’estero e riconosciuti in Italia.

Per la scuola secondaria di I e II grado, invece, si hanno altri parametri da seguire. I titoli da dover avere, in tal caso, sono:

  • l’abilitazione all’insegnamento;
  • la laurea magistrale o a ciclo unico con accesso alla classe di concorso + 24 CFU;
  • la laurea magistrale o a ciclo unico con accesso alla classe di concorso + 3 anni di servizio svolti negli ultimi 5 anni.

C’è, infine, un ultimo caso. Si tratta degli ITP. Con questa sigla si vanno a intendere gli insegnanti tecnico pratici. Finora, questo professore accedeva al TFA Sostegno col solo diploma. Suddetta regola, però, ha valenza solamente fino al 2024.

Da questa data in poi, infatti, si avrà la possibilità di essere ammessi unicamente con la laurea di primo livello. Inoltre, saranno necessari anche i 24 CFU come avviene già per i candidati della scuola secondaria.

Abilitazione sostegno. Prove di accesso e percorso

Le prove d’accesso e il percorso del TFA Sostegno sono un altro elemento da valutare attentamente. Ottenere l’abilitazione sostegno, infatti, presenta innanzi a sé numerosi ostacoli.

Le prove di accesso normalmente sono tre. Esse sono:

  • preselettiva;
  • scritta;
  • orale.

Il candidato potrà partecipare al corso formativo solo dopo aver superato tutti questi esami. Il primo di loro, il preselettivo, solitamente si struttura su 60 domande.

Di queste, 40 si soffermano sulle competenze socio-psico-pedagogiche, mentre le altre sulle abilità linguistiche e sulla comprensione della lingua italiana.

La prova scritta ha come argomenti i medesimi della preselettiva. Il tutto, però, viene affrontato in maniera maggiormente selettiva. Per poter considerare la prova superata bisogna raggiungere un punteggio di 21/30.

Infine, c’è l’esame orale. Qui vengono ispezionate le tematiche trattate precedentemente. Inoltre, vengono scandagliate anche le motivazioni che portano il candidato a voler affrontare il percorso formativo. Anche in questo caso, comunque, si deve raggiungere la soglia di 21/30.

Una volta oltrepassate queste prove di accesso si può finalmente iniziare a frequentare il percorso formativo. Esso è basato su 8 mesi di lezioni, tirocini, ma anche laboratori.

In questo periodo deve comprendere almeno 300 ore di tirocinio pari a 12 crediti formativi universitari. Inoltre, i diversi aspiranti docenti di sostegno devono raggiungere nel tempo preparativo ben 60 CFU. Alla fine di tutto ciò, inoltre, è previsto un test finale che dà l’accesso all’abilitazione sostegno.

Quanto costa il corso per l’abilitazione al sostegno

È necessario sapere quanto realmente costi il corso per l’abilitazione al sostegno. La prima cosa da precisare è il fatto che tale prezzo può variare a seconda dell’ateneo in cui ci si iscrive.

Normalmente, però, c’è una media nazionale a cui fare riferimento. In linea generale, si può affermare che la cifra richiesta ai partecipanti varia dai 2.500 euro ai 3.000 euro. Questo è valevole per il TFA Sostegno.

Differente, invece, è il discorso per quanto riguarda le prove di accesso. Anch’esse, infatti, hanno dei costi di segreteria. Ovviamente, anche loro possono essere differenti a seconda dell’università che si decide di frequentare.

In questo caso, il prezzo può oscillare tra 100 euro e 200 euro. È possibile versare tale somma attraverso i bonifici bancari, le piattaforme telematiche bancarie o anche con PagoPa. 

Le possibilità di insegnare sostegno prima di accedere al ruolo

Le scuole italiane hanno una grossa carenza di questa specifica figura professionale. Infatti, pur non avendo ancora l’abilitazione sostegno, è possibile essere selezionati per ricoprire tale ruolo.

Ciò porta molti istituti ad avvalersi delle autocandidature. Di conseguenza, se non si ha ancora avuto modo di conquistare il TFA Sostegno si può adoperare la MAD. 

La messa a disposizione, infatti, può rivelarsi un ottimo metodo per ottenere una supplenza più o meno lunga.

Inoltre, si può adoperare un altro canale ufficiale. Esso è rappresentato dall’iscrizione nelle GPS e, contestualmente, nelle GI. Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze e le Graduatorie di Istituto, infatti, possono distribuire le supplenze annuali, le brevi e le temporanee.

Si ricorda, infine, che l’abilitazione non dà accesso al ruolo di docente di sostegno. Esso è un tassello indispensabile, ma per il ruolo a tempo indeterminato si deve superare un concorso nazionale specifico.

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