Diventare docente di sostegno

Diventare docente di sostegno

La scuola italiana porta con sé la fondamentale figura del docente di sostegno. L’insegnante di sostegno, in questo periodo, è una professione molto richiesta anche perché c’è una forte carenza di insegnanti che siano in possesso della specializzazione sul sostegno. Tuttavia, non tutti sanno qual è la procedura da seguire per poter diventare docente di sostegno.

L’insegnante di sostegno viene assegnato nella classi dove sono presenti studenti disabili, ma il suo lavoro non si limita solo a questo tipo di alunni, perché è rivolto comunque a tutta la classe, in quanto favorisce la didattica inclusiva e l’integrazione a scuola in generale.

Il docente di sostegno è stato introdotto grazie alla Legge n. 517 del 4 agosto 1977 e si occupa di agevolare per tutti il diritto all’istruzione.

Il compito della scuola è quello di fare in modo che ogni singolo alunno possa dimostrare le sue capacità, motivo per cui c’è la necessità di dedicare più attenzioni a determinati tipi di studenti.

Perciò, c’è forte bisogno di qualcuno che sia in possesso di determinati titoli di specializzazione. Questo “qualcuno” è rappresentato proprio dall’insegnante di sostegno.

Chi è il docente di sostegno

Il docente di sostegno è un professionista che ha alle spalle un percorso specializzante nel settore in cui agisce. 

Infatti, esiste una vera e propria formazione che permette di diventare docente di sostegno, che dovrà avere nel proprio curriculum diverse abilità da applicare direttamente sul campo.

Facendo richiesta di tale supporto lo studente potrà beneficiare di un professionista in grado di muoversi al meglio nel settore pedagogico.

Di cosa si occupa il docente di sostegno

Il docente di sostegno, in team con gli altri docenti, favorisce lo sviluppo di una strategia didattica inclusiva, attraverso specifici tipi di metodologie orientate all’integrazione scolastica e studiate in base alle caratteristiche della classe.

Il docente di sostegno, infatti, è contitolare per tutta la classe: non è assegnato al singolo alunno.

É una figura professionale che può essere di supporto non solo agli studenti, ma anche agli altri insegnanti suoi colleghi.

Visto l’ambito di inserimento è bene che questo tipo di docente abbia determinate qualità specifiche, come, ad esempio, spiccate doti comunicative. Infatti l’insegnante di sostegno dovrà rapportarsi non solo con lo studente assegnatogli, ma anche con la famiglia dello stesso. 

Motivo per cui, l’insegnante di sostegno va inteso come un mediatore pedagogico che riveste una posizione cruciale nella gestione delle classi. 

Piano Educativo Individualizzato

All’inizio dell’anno egli dovrà redigere il Piano Educativo Individualizzato (PEI): si tratta di un documento indispensabile per favorire l’inclusione dell’alunno disabile, in cui saranno stabiliti gli obiettivi didattici dello stesso in accordo con la famiglia, i medici che seguono il ragazzo e il resto dei docenti della classe.

Esso non è altro che l’elenco delle attività didattiche da mettere in pratica con l’alunno affetto da disabilità.

Ovviamente, parte essenziale di tale piano da tenere a mente è che lo studente in questione deve essere parte integrante della classe in cui opera. Infatti, è essenziale che il resto degli alunni e degli insegnanti collaborino per dare modo allo studente di raggiungere i propri traguardi.

Il PEI, dunque, viene redatto all’inizio dell’anno scolastico e menziona tutte le metodologie didattiche che dovranno essere messe in pratica.

Il sostegno è un grande lavoro di squadra per il quale studenti e insegnanti si adoperano al fine di ottenere lo stesso, essenziale, traguardo.

Infatti, è consigliabile aggiornare sempre la propria preparazione attraverso continui corsi di specializzazione e aggiornamento. 

Come diventare docente di sostegno

Spesso, per coprire le cattedre libere, le scuole convocano anche supplenti attraverso la Messa a Disposizione Sostegno. Ma c’è da considerare che la MAD può essere inviata da chiunque, quindi non è necessario che si sia in possesso dei titoli richiesti.

L’abilitazione per poter diventare docente di sostegno si acquisisce attraverso un percorso di specializzazione strutturato nella forma del TFA, acronimo di Tirocinio Formativo Attivo

Per accedere al percorso del TFA è strettamente necessario che si possiedano dei requisiti da sviluppare negli anni degli studi universitari.

Infatti, il Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 (che dà attuazione alla delega sulla formazione iniziale dei docenti prevista dalla legge 107 del 2015, nota come “La buona scuola”) e il Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 (che invece dà attuazione alla delega sull’inclusione scolastica) prevedono due differenti percorsi per gli aspiranti docenti sui posti di sostegno.

Tirocinio Formativo Attivo

Si tratta di un corso che ha la durata di un anno ed è attivato presso le università autorizzate dal Ministero.

Per poter accedere al corso è necessario il superamento di una prova preselettiva alla quale potranno prendere parte coloro i quali sono in possesso dei requisiti richiesti.

Tali requisiti d’accesso al TFA sostegno cambiano secondo l’ordine il grado di scuola ai quali si intende partecipare. 

Per quando riguarda il posto di sostegno dell’infanzia e primaria è necessario possedere uno dei seguenti requisiti:

  • laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  • diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002;
  • titolo analogo conseguito all’estero, ma riconosciuto sul territorio italiano.

Invece, coloro i quali ambiscono ad un posto di sostegno all’interno della scuola secondaria dovranno rispondere ai seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico accompagnata ai 24 CFU per l’insegnamento;
  • abilitazione specifica sulla classe di concorso.

Poi ci sono gli Insegnanti Tecnico Pratici. Per quanto concerne questa categoria, i requisiti di accesso sono da ritrovare nel diploma di scuola superiore atto all’acquisizione della propria classe di concorso.

I parametri appena elencati sono stati stabiliti a loro tempo dal Decreto Ministeriale n. 92 dell’8 febbraio 2019. In particolare, l’articolo 3 parla espressamente di Requisiti di ammissione e articolazione del percorso.

Coloro i quali supereranno il concorso saranno ammessi al percorso di formazione iniziale e accesso ai ruoli, al termine del quale ci sarà l’assunzione a tempo indeterminato.

Test di accesso al TFA Sostegno

I corsi di specializzazione sul sostegno sono a numero chiuso la prova di accesso si articola in 3 fasi:

  • una prova preliminare, consistente in 60 quesiti a risposta multipla su competenze professionali e competenze linguistiche;
  • una o più prove scritte ovvero pratiche sulle materie della prova preliminare;
  • una prova orale, sulle materie delle prove scritte e su questioni motivazionali.

Per coloro i quali hanno già conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno per un altro grado di istruzione e, perciò, siano utilmente collocati nella graduatoria di merito oppure ammessi in soprannumero, sono previsti dei percorsi abbreviati, che mantengono l’obbligo di acquisire i 9 crediti di laboratorio e i 12 crediti di tirocinio.

Tuttavia, tale corso di specializzazione ha subìto di recente alcune modifiche.

In ben due direttive di recente uscita, il Decreto Legge n. 36 del 30 aprile 2022 e  la Legge n. 79 del 29 giugno 2022 si parla di una fase transitoria del TFA Sostegno che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2024.

Fase transitoria

La fase transitoria rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2024.

Tale fase prevede che potranno accedere al TFA Sostegno solo alcuni candidati specifici che negli ultimi 5 anni abbiano svolto almeno 3 anni di servizio sul sostegno nelle scuole statali

Per tutti gli altri sarà, invece, necessario affrontare tutte le tre prove che anticipano il percorso del TFA.

Dopo averli superati si potrà accedere al percorso del Tirocinio Formativo Attivo Sostegno vero e proprio. 

Il periodo in questione ha una durata di otto mesi e, oltre alle lezioni, bisognerà svolgere anche laboratori e ore di tirocinio diretto o indiretto. Infine, ci sarà da affrontare la prova finale.

Prova finale TFA Sostegno

Si tratta di un test necessario a provare l’acquisizione delle competenze in questione.

Dopo questo percorso si potrà ottenere la tanto agognata abilitazione sul sostegno. Inoltre, si potrà finalmente aspirare all’ottenimento della cattedra a tempo indeterminato

Nuova riforma per diventare docente di sostegno

La nuova riforma prevede un concorso per assegnare i posti di sostegno dei diversi ordini e gradi di scuola rimasti liberi solo e soltanto nell’eventualità di esaurimento di tutte le altre graduatorie utili per le assunzioni a tempo indeterminato. 

Si tratterà di un concorso nazionale articolato su base regionale al quale potranno partecipare tutti i docenti in possesso della specializzazione sul grado relativo.

Sarà possibile fare domanda per un sola regione, ma per tutti i posti per i quali si ha titoli. La graduatoria verrà aggiornata ogni due anni.

Tutti coloro i quali parteciperanno saranno inseriti in una graduatoria regionale per titoli. La valutazione dei titoli fa riferimento alla tabella A/7 allegata all’Ordinanza Ministeriale 112 del 2022.

I docenti che si collocheranno una posizione utile saranno assegnati ad una scuola dove otterranno un contratto di supplenza annuale.

Costoro allora svolgeranno il percorso di formazione e prova correlato di test finale previsto dal Decreto Ministeriale 226/2022.

Coloro i quali supereranno positivamente il percorso saranno ammessi alla prova disciplinare giudicata da una commissione esterna.

I soggetti che supereranno l’anno di formazione e prova e la prova disciplinare saranno assunti a tempo indeterminato a decorrere dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo a quello del percorso di formazione, e saranno confermati in ruolo nella stessa scuola dove hanno prestato servizio durante l’incarico a tempo determinato.

La prova disciplinare consiste in un colloquio di idoneità volto a verificare il possesso e corretto esercizio in relazione all’esperienza maturata dal docente e validata dal positivo superamento del percorso di formazione e periodo annuale di prova, delle conoscenze e competenze che portano alla progettazione di una progettazione educativa individualizzata.

Inoltre, viene verificata la capacità di elaborare una progettazione educativa rispettante dei ritmi e degli stili di apprendimento ed esigenze di ogni alunno. 

Viene messa alla prova la capacità di elaborare, in collaborazione stretta con gli altri membri dei consiglio di classe, una serie di interventi volti a mescolare apprendimento e socializzazione e la piena valorizzazione delle capacità possedute dall’insegnante in formazione. 

La prova tende a valutare anche la capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue.

Per quanto riguarda sedi e orario di svolgimento saranno gli Uffici Scolastici Regionali ad occuparsi di pubblicare un avviso relativo nei rispettivi albi e siti internet, almeno dieci giorni prima della data di svolgimento della prova.

Diventare docente di sostegno di ruolo

Una volta che saranno conseguiti tutti i titoli di accesso sarà possibile diventare insegnante di sostegno in diversi modi, tra cui:

  • ottenere incarichi di supplenza con l’inserimento nelle graduatorie;
  • inoltrare la Messa a Disposizione, come detto in precedenza;
  • partecipare al concorso a cattedra.

Il concorso per la scuola dell’infanzia e primaria prevede:

  • una eventuale prova preselettiva computer-based volta alle certificazioni delle capacità logiche di comprensione del testo e della conoscenza della normativa scolastica,
  • una prova scritta che sarà composta da tre quesiti: due quesiti aperti inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità e finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità; un quesito articolato in otto domande a risposta chiusa, per la verifica della comprensione di un testo in lingua inglese livello B2 del QCER.
  • una prova orale volta alla progettazione di un’attività didattica.

Il concorso nella scuola secondaria di primo e secondo grado è disciplinato, invece, dal Decreto Legislativo n. 59 del 2017 il quale prevede per i candidati a posti di sostegno: 

  • una prova scritta che ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie; 
  • una prova orale che consiste in un colloquio per valutare e verificare il grado di conoscenze e competenze, di una lingua straniera europea, nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Graduatorie Provinciali per le Supplenze per i docenti di sostegno

C’è, tuttavia, la possibilità di iscriversi nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze al momento dell’apertura.

Le GPS relative ai posti di sostegno sono suddivise in fasce, determinate in questo modo:

  • l prima fascia è composta da insegnanti già specializzati sul sostegno nel grado relativo;
  • la seconda fascia invece è dedicata ad insegnanti privi della specializzazione, che abbiano maturato almeno 3 annualità di servizio nel grado relativo e che siano già in possesso del relativo titolo di abilitazione o del titolo di accesso alle GPS di seconda fascia del relativo grado.

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