Le metodologie didattiche inclusive

Le metodologie didattiche inclusive

Le metodologie didattiche inclusive rappresentano un approccio educativo fondamentale per promuovere l’equità nell’apprendimento. In merito bisogna fare alcune precisazioni.

L’inclusione scolastica, infatti, non riguarda solo l’integrazione degli studenti con disabilità. Essa mira a creare un ambiente accogliente ed efficace per ogni alunno, indipendentemente dalle loro caratteristiche.

Tutto ciò è fattibile grazie alla preziosa presenza del docente di sostegno. Si tratta di un insegnante abilitato nel settore del sostegno. Ciò implica che debba avere le giuste competenze psico-pedagogiche.

Un professionista che scaturisce da un percorso post universitario dal nome TFA Sostegno. In ogni caso, sia l’insegnante in questione sia il resto del corpo docenti devono attuare quelle che sono le metodologie didattiche inclusive.

Qual è l’obiettivo fondamentale della didattica inclusiva?

Le metodologie didattiche inclusive si inseriscono in un quadro ben preciso. Si parla della didattica inclusiva, un approccio all’apprendimento che vuole che esso sia aperto a tutti. Ciò in conformità con quanto affermato nell’articolo 34 della Costituzione.

Per tale ragione vengono formati e selezionati i docenti di sostegno. Gli stessi servono per occuparsi degli allievi con Bisogni Educativi Speciali. In tale categoria, oltre agli studenti con disabilità, rientrano tutti coloro che presentano una forma di svantaggio scolastico.

Di conseguenza, è evidente come la didattica inclusiva sia necessaria per tutelare il diritto allo studio di chiunque. Tale progetto si può concretizzare proprio grazie all’utilizzo delle metodologie didattiche inclusive.

In tal modo, l’insegnamento e le risorse educative vengono adattate alle esigenze dei singoli discenti. Ciò porta gli alunni a essere maggiormente coinvolti nelle lezioni poiché trovano un ambiente su misura delle loro difficoltà e dei loro punti di forza.

Quali sono le metodologie didattiche inclusive?

Dopo quanto affermato finora, bisogna comprendere quali effettivamente siano le metodologie didattiche inclusive. Gli insegnanti di sostegno hanno alcuni strumenti validi per rendere le lezioni eque e accessibili a tutti.

Tra i suddetti strumenti si possono elencare i seguenti:

  • l’apprendimento cooperativo;
  • il lavoro di gruppo e/o a coppie;
  • il tutoring;
  • l’apprendimento per scoperta;
  • la suddivisione del tempo in tempi;
  • l’utilizzo di mediatori didattici;
  • l’uso di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici.

Dalle considerazioni precedentemente esposte, emerge anche un’altra necessità. Si tratta di acquisire una profonda comprensione delle moderne tecnologie da parte degli insegnanti.

Queste possono essere impiegate in maniera concreta per facilitare l’integrazione scolastica. Tale requisito si applica a tutti i membri del corpo docente, non solo a coloro specializzati nel sostegno.

Inoltre, un sistema educativo inclusivo posiziona gli alunni al centro del processo formativo. Ciò implica una comprensione approfondita delle sfide e delle limitazioni dell’individuo. Allo stesso tempo presta attenzione alle potenzialità spesso inutilizzate.

È essenziale rispettare i tempi di apprendimento di ciascuno, garantendo un’attenzione continua e graduale al progresso individuale. 

In questo contesto, il metodo dell’apprendimento cooperativo, precedentemente menzionato, dimostra di essere particolarmente vantaggioso.

Infine, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) rappresenta sempre il punto di riferimento centrale per le attività educative. Esso deve essere redatto a inizio anno scolastico e deve contenere:

  • gli itinerari di lavoro;
  • i metodi;
  • i materiali;
  • le tecnologie adoperate durante le lezioni;
  • i criteri e i metodi di valutazione;
  • le forme di integrazione tra scuola ed extrascuola.

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