Nuovo Piano Educativo Individualizzato

Nuovo Piano Educativo Individualizzato

Quanti operano nel mondo del sostegno, o aspirano a farlo, devono conoscere il nuovo Piano Educativo Individualizzato. Questo documento è essenziale per la programmazione della didattica nel settore.

Il PEI non è uguale per tutti proprio per la sua natura. Infatti, esso è diversificato anche in base all’ordine e grado della scuola frequentata dallo studente. Il suo scopo è quello di rendere operativa l’inclusione scolastica.

Il MIUR deve mettere in atto tutti i progetti utili per garantire ai discenti il loro diritto allo studio. Comunque, l’aggiornamento del PEI è stato possibile grazie al Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020.

Ivi sono riportate le misure per l’assegnazione del sostegno. Ciò avviene ai sensi dell’articolo 7, comma 2-ter del Decreto Legislativo n. 66 del 13 aprile 2017.

Inoltre, questo modello deve essere adottato a livello nazionale. Quest’azione permette il raggiungimento degli obiettivi scolastici. In tal modo sarà possibile per i discenti con disabilità di usufruire al meglio delle lezioni tenute in classe.

Inclusione e nuovo PEI

L’integrazione scolastica è sempre stato uno dei cavalli di battaglia dell’istruzione italiana. L’articolo n. 34 della Costituzione afferma che «la scuola è aperta a tutti».

Per consentire a ogni alunno di ottenere i risultati sperati, quindi, il MIUR si è sempre fatto carico delle situazioni più delicate. Da qui la nascita del Tirocinio Formativo Attivo in grado di introdurre nelle aule del personale estremamente preparato.

Il TFA Sostegno, infatti, è una specializzazione a numero chiuso in ambito universitario. Esso serve per fare propria l’abilitazione nel settore. 

Il nuovo Piano Educativo Individualizzato, però, non deve essere redatto esclusivamente dal docente di sostegno.

Infatti, la sua stesura è possibile grazie a un grande e impegnativo lavoro di squadra. Il primo protagonista è sicuramente il Consiglio di Classe. Questa entità è formata non solo dall’insegnante di sostegno, ma anche da quelli curriculari.

Sono chiamati a intervenire anche il dirigente scolastico, gli enti territoriali e la famiglia di origine. In tal modo si può concretizzare il documento in cui sono presenti molteplici elementi.

La prima formulazione del PEI si ebbe all’interno della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992. La sua riformulazione serve a chiarire alcuni parametri che in precedenza erano stati tralasciati.

Gli elementi di base su cui deve essere strutturato sono i seguenti:

  • la dimensione della Socializzazione e dell’Interazione;
  • la dimensione della Comunicazione e del Linguaggio;
  • la dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento;
  • la dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento.

I contenuti del nuovo Piano Educativo Individualizzato

Come detto in precedenza, quindi, il Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 ha introdotto il nuovo Piano Educativo Individualizzato. Quest’ultimo è uno strumento volto alla progettazione didattica.

In esso devono essere elencate le strategie più adeguate per realizzare un ambiente consono per l’apprendimento. Il contenuto del PEI è abbastanza articolato. Al suo interno si possono annoverare i seguenti elementi:

  • finalità didattiche ed educative;
  • itinerari di lavoro;
  • tecnologie, metodi e sussidi utilizzati;
  • criteri di valutazione;
  • forme di integrazione tra scuola ed extrascuola.

Visto quanto detto finora, è opportuno soffermarsi anche sulle tempistiche. Il nuovo Piano Educativo Individualizzato deve essere realizzato in due tempi.

La versione provvisoria deve essere impostata entro il 30 giugno per l’anno scolastico successivo. Entro il 31 ottobre, invece, deve essere stilato il PEI definitivo.

Questo strumento è indispensabile nei confronti degli studenti con BES. Tale sigla fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali. In tale compagine sono catalogati:

  • la disabilità;
  • i disturbi evolutivi specifici;
  • lo svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

Chi deve compilare il nuovo Piano Educativo Individualizzato

Tra le varie caratteristiche del nuovo Piano Educativo Individualizzato c’è anche quello relativo ai soggetti che devono concretizzarlo. Tale compito spetta al GLO.

Suddetto acronimo fa riferimento al Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione. Questa è una delle novità del nuovo PEI.

Il documento in questione deve essere programmato per ogni alunno ed ogni alunna con disabilità. La sua validità ha la durata di un anno scolastico.

Per quanto concerne il GLO, invece, il suo nucleo centrale è formato dal Consiglio di Classe o dal team dei docenti contitolari. In essi sono compresi l’insegnante specializzato sul sostegno e il dirigente scolastico.

Ai lavori del GLO devono partecipare anche i genitori dello studente preso in esame. In loro assenza, ovviamente, è invitato a presiedere chi ne fa le veci.

Inoltre, possono aderire al GLO anche figure esterne al contesto scolastico. Tra di esse possono esserci:

  •  gli specialisti e i terapisti dell’ASL;
  • gli specialisti e i terapisti privati segnalati dalla famiglia;
  • gli operatori e le operatrici dell’Ente Locale;
  • i componenti del GIT ovvero i Gruppi per l’Inclusione Territoriale.

Al Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 sono inoltre allegate le Linee guidaModalità di assegnazione delle misure di sostegno e modello di PEI.

In esse si afferma che «il lavoro del GLO deve promuovere il confronto tra soggetti diversi che operano per un obiettivo educativo comune. A tal fine, attraverso il confronto e la discussione, si dovrebbe convergere verso posizioni unitarie». 

Da qui l’importanza di fissare vari scambi colloquiali.

Incontri del GLO

Chiarita l’importanza del GLO bisogna sviscerare anche la natura dei loro incontri. Questi ultimi sono previsti dal DLgs 66/2017, all’articolo 7 comma 2.

Come menzionato in precedenza, uno dei colloqui deve svolgersi a inizio anno scolastico per l’approvazione del PEI dell’a.s. in corso. La scadenza massima è proprio il 31 ottobre.

Qualora dovessero esserci delle esigenze particolari, si può tranquillamente modificare anche la versione definitiva del PEI.

Devono esserci anche degli incontri intermedi di verifica. Ciò serve per accertare il raggiungimento degli obiettivi. Da quanto detto poc’anzi, è evidente che il tutto sia indirizzato anche ad apportare eventuali cambiamenti essenziali al PEI già stilato.

Infine, è necessario un ultimo dibattito del GLO sul PEI. Esso deve essere tenuto nel mese di giugno. L’intenzione qui è duplice.

Da una parte, infatti, deve essere fatto un quadro della situazione dell’anno scolastico appena trascorso. In tal modo è possibile comprendere se effettivamente si siano raggiunti i traguardi didattici prefissati anteriormente.

Dall’altra, invece, si deve stilare il PEI provvisorio per l’anno successivo. In tal modo si ha una certa continuità didattica capace di avvalorare i successi raggiunti dallo studente.

Chi ha il diritto di partecipare al GLO viene convocato in maniera formale dal dirigente scolastico. È utile ricordare, però, come tutti i soggetti chiamati in causa non ricevono alcun tipo di compenso per tale lavoro.

In nuovo Piano Educativo Individualizzato si posizione quindi ai primi posti tra gli elementi essenziali per il sostegno. Ecco perché quanti aspirano a partecipare al TFA Sostegno 2023 devono conoscerlo a fondo. Solo in questo modo si può sperare di ricoprire un ruolo professionale così importante e impegnativo.

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