Sostegno primaria

Sostegno primaria

La scuola è molto più complessa di come potrebbe apparire a un primo sguardo. Ne è un esempio il sostegno primaria, un elemento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle classi italiane.

Infatti, il docente di sostegno è chiamato a prendersi cura degli allievi con disabilità. Non solo, poiché questo professionista deve occuparsi anche di quanti abbiano difficoltà economiche, sociali e/o culturali.

Nel corso degli anni sono stati fatti numerosi passi avanti per consentire a tutti gli alunni di essere integrati al meglio. Gli istituti di ogni ordine e grado devono fare in modo che ogni allievo possa studiare in maniera proficua eliminando gli impedimenti di ogni genere.

Da qui il bisogno di soffermarsi su una tematica delicata come quella del sostegno primaria. Le difficoltà, purtroppo, non hanno età. Ciò può portare anche gli allievi più piccoli ad avere bisogno di figure competenti al proprio fianco.

Tale concetto è molto importante per quanti vogliano prendere parte al TFA Sostegno 2023. La specializzazione in questione, infatti, serve per raggiungere l’abilitazione nel campo di cui si sta discutendo.

Didattica inclusiva

La didattica inclusiva vuole rendere la scuola un luogo maggiormente confortevole per tutti gli allievi. Questo vale anche per il sostegno primaria. Infatti, l’integrazione scolastica deve partire sin dalla più tenera età.

L’obiettivo dell’educazione inclusiva è quello di eliminare in maniera definitiva gli ostacoli presenti sulla strada dell’apprendimento. L’ambito scolastico, quindi, deve essere flessibile e diversificato.

Tutto ciò porta gli studenti a sviluppare le loro potenzialità. Infatti, tutti gli alunni hanno il diritto di ricevere un’istruzione di alta qualità. Ciò deve andare ben oltre le condizioni di partenza. Da qui la necessità di rendere equo il mondo della cultura.

Ecco perché il Ministero dell’Istruzione cerca di formare del personale qualificato che possa accompagnare gli allievi lungo la strada dell’istruzione. 

Il docente di sostegno, inoltre, ha una lunga storia alle proprie spalle. Egli è apparso per la prima volta all’interno della Legge n.  517 del 4 agosto 1977.

Nel corso del tempo, però, questo soggetto ha visto le proprie mansioni mutare anche in maniera considerevole. Per di più, sono state apportate numerose modifiche anche grazie alla presenza delle tecnologie didattiche. Il tutto sempre nell’ottica dell’integrazione come realtà tangibile.

Cosa fa un insegnante sostegno primaria

Ma cosa fa realmente un insegnante di sostegno primaria? Come ogni docente di questo settore, egli è chiamato ad assicurare il diritto allo studio degli alunni che gli sono stati affidati.

Ciò avviene attraverso il lavoro di progettazione. Infatti, lo studente con disabilità ha bisogno di seguire un cammino ben indirizzato e, soprattutto, individualizzato. In tal modo è possibile arginare le sue difficoltà di apprendimento.

Proprio ricollegandosi a quanto detto fino a questo momento, bisogna analizzare un ulteriore argomento. Il docente di sostegno primaria è chiamato a mettere in campo il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Esso non è altro che l’insieme delle attività didattiche da adottare nel corso dell’anno. Inoltre, viene redatto a inizio anno e menziona tutte le metodologie didattiche utili al caso.

In questa ottica il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato il PEI. Ciò è stato possibile grazie al Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020.

Qui sono riportate le misure per l’assegnazione del sostegno. Ciò avviene ai sensi dell’articolo 7, comma 2-ter del Decreto Legislativo n. 66 del 13 aprile 2017.

Gli elementi di base su cui deve essere strutturato sono i seguenti:

  • la dimensione della Socializzazione e dell’Interazione;
  • la dimensione della Comunicazione e del Linguaggio;
  • la dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento;
  • la dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento.

Tutte parti essenziali per portare avanti il sostegno primaria.

Chi può insegnare sostegno primaria

Non resta da comprendere chi possa o meno insegnare sostegno alla primaria. I requisiti per aderire al TFA cambiano a seconda dell’ordine e grado della scuola di appartenenza. 

Gli stessi possono essere riscontrati all’interno del Decreto Ministeriale n. 92 dell’8 febbraio 2019. Per la scuola dell’infanzia e della primaria, per esempio, si deve avere uno dei seguenti titoli:

  • l’abilitazione all’insegnamento conseguita attraverso la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. In alternativa, un titolo conforme acquisito all’estero e riconosciuto nel nostro Paese;
  • un diploma magistrale abilitante, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, o un diploma sperimentale a indirizzo linguistico. In alternativa, va bene anche un titolo analogo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. Però, c’è un dettaglio da tenere in considerazione. Infatti, devono essere stati acquisiti entro l’anno scolastico 2001/2002.

Diverso è il discorso per la scuola secondaria di I grado e II grado. Per tali istituti i concorrenti devono avere una tra queste qualifiche:

  • l’abilitazione su una specifica classe di concorso;
  • la laurea magistrale o magistrale a ciclo unico, con accesso ad almeno una specifica classe di concorso, in aggiunta ai 24 CFU per l’insegnamento.

Quindi, coloro che detengono i giusti titoli possono aderire al Tirocinio Formativo Attivo. In questo modo possono raggiungere l’obiettivo di insegnare sostegno alla primaria grazie all’abilitazione nel settore.

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