TFA Sostegno 2022 2023

TFA Sostegno 2022 2023

Il ruolo degli insegnanti di sostegno è essenziale nella scuola italiana. Per tale ragione è importante analizzare il TFA Sostegno 2022 2023. La sua uscita è attesa da quanti vogliono avviarsi a questa carriera professionale.

Infatti, i docenti di sostegno svolgono un ruolo decisivo nell’educazione inclusiva. Gli stessi aiutano gli alunni con disabilità ad accedere a un’istruzione elevata. Inoltre, sviluppano le loro capacità sociali e accademiche.

Per far sì che ciò avvenga, però, gli aspiranti docenti del settore devono implementare le proprie competenze psico-pedagogiche. Ciò avviene attraverso un percorso formativo dettagliato.

Quest’ultimo si traduce proprio nel TFA Sostegno 2022 2023. Il Tirocinio Formativo Attivo, in ogni caso, è nato da una specifica volontà del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Lo stesso deve tutelare il diritto allo studio dei discenti. Pertanto, è stato creato il TFA scaturito dal Decreto Ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010. Lo stesso è stato poi integrato per mezzo del Decreto Ministeriale n. 81 del 25 marzo 2013.

Come accedere al TFA Sostegno 2023

Operare come insegnante di sostegno, quindi, è il sogno di molti individui. Per far che ciò si concretizzi, però, devono ottenere l’abilitazione nel settore. La stessa si può raggiungere attraverso il TFA Sostegno 2023.

Gli aspiranti docenti, però, devono avere delle caratteristiche ben precise per realizzare questo sogno. Infatti, il Tirocinio Formativo Attivo è a numero chiuso. Ciò implica che i soggetti interessati debbano avere tutte le carte in regola.

I candidati a questa occupazione, quindi, devono prima superare una fase selettiva. L’immissione alla stessa, inoltre, è regolata da dei precisi titoli culturali. I suddetti criteri sono riscontrabili all’interno del Decreto Ministeriale n. 92 dell’8 febbraio 2019.

I requisiti di ammissione sono palesati all’interno dell’articolo n. 3 della suddetta norma. Le qualifiche, inoltre, si differenziano in base all’ordine e grado della scuola di appartenenza.

Per i percorsi di specializzazione sul sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria, per esempio, i candidati devono avere uno di questi elementi:

  • l’abilitazione all’insegnamento. La stessa deve provenire dalla laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. In alternativa, i candidati possono presentare un analogo titolo estero riconosciuto in Italia;
  • il diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, ovviamente con valore abilitante. Anche il diploma sperimentale a indirizzo linguistico è adeguato. Infine, è legittimo un analogo titolo preso all’estero e riconosciuto in Italia. Devono, però, tutti essere stati conseguiti entro e non oltre una data precisa, ovvero il 2002.

Per i percorsi di specializzazione sul sostegno per la scuola secondaria di I e II grado, invece, gli aspiranti docenti devono possedere una delle seguenti qualifiche:

  • l’abilitazione su una specifica classe di concorso;
  • la laurea magistrale o magistrale a ciclo unico, con accesso ad almeno una specifica classe di concorso, in aggiunta ai 24 CFU per l’insegnamento.

La laurea magistrale e la laurea magistrale a ciclo unico, però, devono avere necessariamente accesso a una specifica classe di concorso.

Preselettive TFA Sostegno 2022 2023

Superato l’ostacolo dei titoli, gli aspiranti docenti di sostegno devono affrontare le prove preliminari. Solo in questo modo possono aderire ai corsi del TFA Sostegno 2022 2023.

Ovviamente, le regole del gioco sono imposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le linee generali, infatti, sono tracciate all’interno del Decreto Ministeriale 30 settembre 2011. L’immissione ai corsi viene descritta dallo stesso nell’articolo n. 6.

I test preliminari vengono predisposti dalle università solo dopo aver ricevuto l’assenso da parte del Ministero dell’Istruzione. In questo contesto, i candidati devono manifestare le capacità di argomentazione e l’uso corretto della lingua italiana.

Inoltre, devono dimostrare di avere:

  • le competenze didattiche diversificate in funzione del grado di scuola;
  • le competenze su empatia e intelligenza emotiva;
  • le competenze su creatività e pensiero divergente;
  • le competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche.

Per far ciò, inoltre, devono cimentarsi in un molteplice numero di esami. Gli stessi si strutturano in:

  • una prova preselettiva;
  • una prova scritta;
  • una prova orale.

Nella prova preselettiva, per esempio, gli aspiranti docenti di sostegno devono rispondere a 60 quesiti in 2 ore di tempo. Almeno 20 domande devono verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana.

Nella prova scritta, invece, i soggetti interessati devono approfondire gli argomenti trattati in prima battuta. Ciò avviene tramite dei quiz a domanda aperta.

Infine, i candidati al TFA Sostegno 2022 2023 devono affrontare la prova orale. In aggiunta agli argomenti già trattati, dovranno anche elencare le proprie motivazioni. Ciò dipende dal fatto che la carriera lavorativa che vogliono intraprendere è estremamente delicato sotto molti punti di vista.

Accesso senza prove

Non tutti i candidati al TFA Sostegno 2022 2023, però, sono costretti a prendere parte alle prove preliminari. Infatti, c’è una piccola categoria che può accaparrarsi uno dei posti TFA Sostegno 2023 tramite l’accesso diretto.

Ovviamente, questa opportunità non è elargita a tutti. A specificarne i dettagli ci pensa il Ministero dell’Istruzione e del Merito. La norma a cui devono fare riferimento i concorrenti è l’articolo n. 4, comma 4, del Decreto Ministeriale n. 92 dell’8 febbraio 2019.

Infatti, qui si parla dei soggetti denominati ammessi in soprannumero. Al loro interno rientrano coloro che, nei precedenti cicli del Tirocinio Formativo Attivo:

  • abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso;
  • siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni;
  • siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile.

Quando ci sarà il TFA Sostegno 2022 2023

Il TFA Sostegno 2022 2023 non è ancora stato emanato. Infatti, per la sua messa in atto le università devono attendere l’assenso del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ciò implica che i candidati debbano attendere il decreto ufficiale in merito.

Dunque, agli aspiranti insegnanti del settore non resta che basarsi su quanto avvenuto nelle passate edizioni. Ciò implica che per il mese di marzo dovrebbero uscire le prime notizie in merito, se non addirittura il decreto.

Inoltre, basandosi su quanto accaduto nel precedente ciclo, si presume che gli esami di accesso dovrebbero tenersi per maggio. Da settembre/ottobre del 2023, quindi, si dovrebbe avere il concreto inizio dei corsi.

I candidati al Tirocinio Formativo Attivo devono però attendere le decisioni ufficiali da parte del governo. Nell’attesa, però, possono prepararsi negli studi.

Cosa studiare

Come è già stato sottolineato, il TFA Sostegno 2022 2023 è un corso a numero chiuso. Per superare le prove preselettive, naturalmente, i candidati al concorso devono avere una solida base al riguardo.

In aiuto dei futuri docenti di sostegno entra il corso di preparazione TFA Sostegno. Solo così è possibile ottenere i risultati sperati. In ogni caso, questa formazione ha degli elementi principali su cui fondarsi, ovvero:

  • il Videocorso di Preparazione TFA Sostegno;
  • la Piattaforma Esercitazione Online;
  • il Videocorso Logica e Comprensione del Testo;
  • il Videocorso sulla Normativa Scolastica;
  • il Videocorso sul Metodo di Studio.

Condividi questo articolo

ALTRI CONTENUTI CHE POTREBBERO INTERESSARTI