Si lavora a nuove proposte di modifica per i percorsi di specializzazione sostegno Indire, con l’obiettivo di ampliare la platea dei docenti ammessi. Il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, ha annunciato l’imminente presentazione di emendamenti specifici “da presentare all’ultimo decreto sulla Scuola”, per risolvere alcune criticità emerse nella definizione dei requisiti di accesso ai corsi. Le modifiche puntano a includere categorie di insegnanti attualmente escluse.
Le Proposte di Emendamento per i Corsi di Specializzazione Sostegno Indire
Un primo, fondamentale, intervento riguarda i docenti che hanno maturato proprio nel corso di quest’anno scolastico il requisito delle tre annualità di servizio specifico sul sostegno.
La normativa attuale, infatti, non consente a questi insegnanti di accedere ai percorsi, poiché il requisito doveva essere posseduto in precedenza.
L’emendamento proposto da Pittoni mira a sanare tale situazione, così da permettere la partecipazione anche a chi ha completato il triennio di esperienza richiesto di recente.
Un’ulteriore ipotesi al vaglio, come aggiunto dallo stesso esponente della Lega, è la possibilità di estendere il periodo di riferimento per il conteggio delle tre annualità, portandolo a otto anni.
Una simile modifica offrirebbe una maggiore flessibilità ai docenti con carriere non continuative, riconoscendo in modo più ampio l’esperienza maturata sul campo.
La Questione dei Titoli Esteri e il Silenzio-Inadempimento
Un altro punto di grande importanza che si intende risolvere nell’ambito dei percorsi Indire riguarda i docenti in possesso di un titolo di specializzazione sul sostegno conseguito all’estero.
La problematica tocca, in particolare, coloro che avevano già presentato la domanda di riconoscimento sulla piattaforma ministeriale entro il 1° giugno 2024, ma per i quali non era ancora trascorso il termine di 120 giorni necessario per far scattare il meccanismo del silenzio-inadempimento, come previsto dal provvedimento.
Pittoni ha precisato di essere già intervenuto in passato sulla questione, attraverso la predisposizione di una bozza di emendamento. L’iter della norma sui corsi Indire, tuttavia, non ne ha consentito l’utilizzo per non rischiare di allungare eccessivamente i tempi.
La procedura attuale, secondo l’esponente del Carroccio, dovrebbe finalmente rappresentare l’occasione giusta per risolvere in maniera definitiva la situazione di questi insegnanti.

Il Contesto Politico: Critiche e Difese dei Percorsi Indire
L’iniziativa sui percorsi di specializzazione sostegno Indire si inserisce in un dibattito politico e sindacale particolarmente acceso.
Da un lato, Mario Pittoni ha difeso la validità di tali corsi, equiparandoli ai percorsi PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) del 2013.
Dall’altro lato, numerose sono state le voci critiche. Il Movimento 5 Stelle, per voce del deputato Antonio Caso, ha definito i percorsi “una misura inadeguata” che rischia di creare “disparità tra i docenti”.
Anche i sindacati hanno espresso forti perplessità: la Uil Scuola Rua li ha etichettati come “semplificati e insufficienti”, mentre la Flc Cgil ha accusato il Ministero di fornire “risposte inadeguate”.
Un elemento centrale della polemica è la differenza nel carico formativo: i corsi Indire prevedono 30 Crediti Formativi Universitari (CFU), a fronte dei 60 CFU richiesti dal tradizionale TFA.
Requisiti di Accesso Attuali e Prospettive Future
Attualmente, l’accesso ai percorsi di specializzazione sostegno Indire è riservato a due categorie di docenti:
- coloro che hanno maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno, anche non consecutivi;
- docenti in possesso di un titolo estero che rinunciano al contenzioso per il suo riconoscimento legale.
Le proposte di emendamento della Lega, se approvate, andrebbero a modificare e ampliare questi criteri.
L’obiettivo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito rimane quello di specializzare tra i 30.000 e i 40.000 insegnanti nei prossimi anni, per rispondere alla carenza di personale qualificato sul sostegno.
L’approvazione di queste modifiche normative potrebbe rappresentare un passo significativo per il raggiungimento di tale traguardo, pur in un clima di acceso confronto sulle modalità formative adottate.




