La legge finanziaria 2025 potrebbe prevedere importanti modifiche all’organico scolastico. Secondo la bozza del testo presentata dal Ministero dell’Economia e della Finanza (MEF), infatti, dal prossimo anno scolastico verrebbero eliminati 5.660 posti per gli insegnanti e 2.174 per il Personale ATA (Assistenti amministrativi e Collaboratori scolastici).
Tuttavia, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), pur senza smentire direttamente il MEF, ha precisato che si tratta di una misura temporanea, legata alla riduzione del turnover e non a un taglio permanente dell’organico. E, da parte sua, il Ministro Valditara ha già annunciato che in Parlamento “si avrà l’occasione per precisare la temporaneità della misura”.
Il dibattito sui tagli
La proposta della legge di bilancio ha generato reazioni immediate, sia tra i rappresentanti politici che tra i sindacati. Sebbene Valditara abbia cercato di rassicurare tutti in merito alla transitorietà della misura, l’articolo 110 della Manovra parla esplicitamente di una diminuzione dei posti a partire dall’anno scolastico 2025/2026.
Pur trattandosi solo dell’1% del totale dei posti, il provvedimento rappresenterebbe il primo taglio al personale scolastico dai tempi della riforma Gelmini, nonostante negli ultimi dieci anni il numero di insegnanti sia cresciuto costantemente, passando da 800 mila a 889 mila unità, malgrado la diminuzione degli studenti dovuta al calo demografico.
I docenti di sostegno, in particolare, sono quasi raddoppiati, passando da 92 mila a 205 mila in dieci anni.
Da parte loro, i sindacati, i docenti e le forze politiche non nascondono la loro preoccupazione per l’impatto che tale riduzione potrebbe avere sul futuro dell’organizzazione scolastica.
Il dibattito non riguarda solo la perdita di posti, ma anche la possibilità di riorganizzare le risorse scolastiche in modo più efficiente, vista la diminuzione del numero di alunni.
In particolare, Irene Manzi (PD) e Antonio Caso (M5S), hanno parlato di “tagli lineari” e di “mannaia del governo” sulla scuola.
Le altre misure per la scuola
Tra le altre misure che riguardano il settore dell’istruzione presenti nella legge di bilancio 2025, segnaliamo:
- estensione della carta del docente anche ai docenti precari (supplenti annuali): l’importo sarà, però, flessibile (fino a 500 euro) e verrà stabilito di anno in anno;
- stanziamento di 122 milioni di euro per un fondo dedicato alla valorizzazione del sistema scolastico;
- stanziamento di 97 milioni di euro per migliorare l’offerta formativa (con risorse destinate anche agli aumenti previsti per tutor e orientatori).





