Con l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico, le recite e i saggi nelle scuole diventano occasioni comuni per scattare fotografie o registrare video. Tuttavia, la raccolta e la diffusione di queste immagini, specie se coinvolgono minori, richiede particolare attenzione alle normative vigenti in materia di privacy e protezione dei dati personali. Vediamo cosa stabilisce la normativa e quali sono i comportamenti corretti da adottare.
Riprese e Fotografie a Scopo Personale: Cosa è Consentito
Secondo quanto indicato dal Garante per la protezione dei dati personali attraverso una specifica FAQ, fotografare o riprendere i figli durante attività scolastiche come recite e saggi rientra tra gli usi strettamente personali.
Queste registrazioni, se destinate esclusivamente ad ambiti familiari o amicali, non violano la normativa sulla privacy (ai sensi dell’art. 2 del Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
In pratica, i genitori possono realizzare immagini o video durante l’evento scolastico, purché ne facciano un uso privato, ad esempio conservandoli per ricordo o condividendoli con familiari stretti.
Questo uso circoscritto non richiede autorizzazioni specifiche da parte dell’istituzione scolastica né ulteriori adempimenti formali.

Diffusione delle Immagini: Quando Serve il Consenso
Diverso è il caso della diffusione delle immagini, soprattutto tramite Internet o social network.
La pubblicazione online di fotografie o video che ritraggono minori – anche se realizzati durante manifestazioni scolastiche – costituisce trattamento di dati personali e richiede il consenso esplicito degli esercenti la responsabilità genitoriale, come previsto dall’art. 8 del GDPR.
Pertanto, prima di condividere sui social contenuti in cui appaiono altri minori oltre al proprio figlio, è obbligatorio acquisire il consenso scritto dei rispettivi genitori o tutori legali.
L’assenza di tale consenso espone chi pubblica a responsabilità civili o sanzioni amministrative, in base agli artt. 83 e 84 del medesimo Regolamento.
Il ruolo della scuola nella prevenzione
Le istituzioni scolastiche, pur non essendo direttamente responsabili delle attività fotografiche a scopo personale, svolgono un ruolo cruciale nell’informare e orientare correttamente le famiglie.
Il Vademecum “La scuola a prova di privacy”, realizzato dal Garante, sottolinea l’importanza di comunicare in anticipo le regole per un corretto trattamento delle immagini.
È buona prassi che la scuola:
- informi i genitori in forma scritta sulle condizioni per fotografare o filmare durante gli eventi scolastici;
- raccomandi il rispetto della riservatezza dei minori diversi dai propri;
- ricordi l’obbligo di autorizzazione prima di qualsiasi forma di pubblicazione;
- preveda moduli di consenso preventivo se l’istituzione stessa intende effettuare foto o video da diffondere.

Considerazioni per una corretta applicazione
Per dirigenti e referenti privacy, è essenziale vigilare affinché gli eventi scolastici si svolgano in un contesto rispettoso delle norme sulla protezione dei dati.
È, inoltre, utile predisporre documentazione chiara, come informative semplificate o regolamenti interni, che esplicitino i limiti e le modalità consentite di ripresa e condivisione.
In sintesi, le riprese personali non violano la legge se restano in ambito privato. Tuttavia, ogni diffusione successiva delle immagini impone l’osservanza del GDPR e delle indicazioni del Garante.
Un’azione preventiva e trasparente da parte della scuola resta il mezzo più efficace per evitare contenziosi e tutelare i diritti di tutti i minori coinvolti.





