Riforma Dirigenti Scolastici: nuove regole su valutazione e retribuzioni

Rosalia Cimino

28 Maggio 2025

Dirigente scolastico italiano

Riforma Dirigenti Scolastici: nuove regole su valutazione e retribuzioni

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato una significativa riforma che coinvolge i dirigenti scolastici italiani, introducendo un nuovo sistema di valutazione e modifiche sostanziali al trattamento economico. 

Le novità, delineate nel recente Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI), mirano a uniformare i criteri di valutazione e retribuzione, promuovendo trasparenza e meritocrazia nel sistema educativo nazionale.

I primi due incontri per discutere delle novità da attuare si sono tenuti lo scorso 26 maggio e hanno visto il coinvolgimento del MIM e delle maggiori organizzazioni sindacali.

Nuovo sistema di valutazione: obiettivi e modalità

A partire dall’anno scolastico 2024/2025, è stato implementato un sistema nazionale per la valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, come stabilito dal Decreto Ministeriale n. 47 del 12 marzo 2025. 

Il suddetto sistema si basa su obiettivi chiaramente definiti e misurabili, nonché sui comportamenti organizzativi e professionali adottati dai dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni.

La valutazione considera la specificità delle funzioni dirigenziali, inclusi i poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, oltre alle modalità organizzative adottate per l’attività scolastica. 

Per facilitare questo processo, è stata sviluppata una piattaforma digitale integrata nel sistema informativo del Ministero, che consente una gestione trasparente e interattiva della valutazione.

Contratto Integrativo Nazionale: nuove fasce di retribuzione

Il CCNI ha introdotto una nuova classificazione delle istituzioni scolastiche in tre fasce di complessità, determinata sulla base di criteri oggettivi. A ciascuna fascia corrisponde una specifica retribuzione di posizione parte variabile

  • Fascia A: 21.600 euro
  • Fascia B: 17.600 euro
  • Fascia C: 13.600 euro

Una simile struttura retributiva mira a garantire equità e trasparenza, uniformando i compensi su tutto il territorio nazionale. 

Inoltre, il 15% delle risorse del Fondo Unico Nazionale (FUN) è destinato alla retribuzione di risultato, la cui entità sarà determinata in base ai livelli di valutazione ottenuti dai dirigenti. 

In attesa della piena attuazione del nuovo sistema di valutazione, la retribuzione di risultato sarà calcolata proporzionalmente alla retribuzione di posizione.