Fuga Docenti in Lombardia: 13.000 cattedre vacanti, Milano la più colpita (4.621 docenti)

La Scuola Oggi

29 Maggio 2025

Fuga Docenti in Lombardia: 13.000 cattedre vacanti, Milano la più colpita (4.621 docenti)

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Un’elaborazione di Cisl Scuola, basata su dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), rivela che 4.621 docenti lasceranno le scuole di Milano e provincia per trasferimenti o pensionamenti, mentre in tutta la Lombardia il numero sale a 13.000 per l’anno scolastico 2025/26. 

Ad essere più colpite da questo “fenomeno” sono le scuole primarie: a Milano, 2.644 maestri in uscita, di cui 1.400 di sostegno; in Lombardia, 6.763, con 4.069 specializzati sul sostegno. Seguono le superiori (992 uscite a Milano, 3.689 in Lombardia), le medie (612 e 1.724) e l’infanzia (373 e 785). Dopo Milano, le province più in difficoltà sono Bergamo, Brescia, Varese, Como, Lecco e Sondrio.

Segnali di miglioramento, ma la crisi persiste

Rispetto al 2024, le cattedre vacanti diminuiscono: 975 in meno a Milano e 3.400 in meno in Lombardia, con un lieve calo di quelle di sostegno grazie all’assunzione di docenti da GPS di prima fascia. 

Tuttavia, i numeri restano allarmanti: quasi 5.000 cattedre vuote nel milanese, 13.000 in regione. La laurea in Scienze della Formazione Primaria abilita 5.000 nuovi maestri l’anno a livello nazionale, ma solo in Lombardia ne servirebbero 2.500.

Si tratta di un dato che basta da solo ad evidenziare una evidente e preoccupante carenza strutturale

Alle superiori mancano, soprattutto, docenti di materie scientifiche, informatiche e tecniche, attratti dal settore privato dopo lauree come ingegneria o economia.

docente cerca una nuova destinazione sulla cartina con la valigia già pronta per partire

Le cause dell’addio dei docenti: stipendi bassi e mancanza di prospettive

Insegnare è sempre meno attraente: gli stipendi, tra 1.300 e 1.500 euro, sono inadeguati, soprattutto a Milano, dove il costo della vita è alto. 

Molti docenti, spesso del Sud, chiedono trasferimenti nelle regioni d’origine

Massimiliano Sambruna, segretario generale Cisl Scuola, identifica due problemi principali: i compensi bassi e l’assenza di avanzamenti di carriera intermedi, con sole due figure professionali (insegnante e dirigente). 

Sambruna critica l’insufficienza dei concorsi come unico canale di reclutamento: nonostante tre procedure concorsuali nel 2025, incluse quelle straordinarie PNRR, le cattedre vacanti restano migliaia.

un gruppo di docenti con la valigia guarda Milano da sopra una collina

Serve un cambiamento sistemico

Il miglioramento nella copertura delle cattedre di sostegno è un passo avanti, ma non basta. 

L’assunzione da GPS, efficace per il sostegno, dovrebbe estendersi ad altre materie, come suggerito da Sambruna. 

Tuttavia, il sistema scolastico italiano sconta problemi strutturali: stipendi non competitivi, carenza di percorsi di carriera e un’offerta formativa universitaria insufficiente per coprire il fabbisogno. 

Senza interventi radicali, come un aumento dei compensi e una riforma del reclutamento, la crisi rischia di diventare cronica e di compromettere l’avvio dell’anno scolastico e la qualità dell’istruzione, soprattutto nelle aree più colpite come Milano.