Un’elaborazione di Cisl Scuola, basata su dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), rivela che 4.621 docenti lasceranno le scuole di Milano e provincia per trasferimenti o pensionamenti, mentre in tutta la Lombardia il numero sale a 13.000 per l’anno scolastico 2025/26.
Ad essere più colpite da questo “fenomeno” sono le scuole primarie: a Milano, 2.644 maestri in uscita, di cui 1.400 di sostegno; in Lombardia, 6.763, con 4.069 specializzati sul sostegno. Seguono le superiori (992 uscite a Milano, 3.689 in Lombardia), le medie (612 e 1.724) e l’infanzia (373 e 785). Dopo Milano, le province più in difficoltà sono Bergamo, Brescia, Varese, Como, Lecco e Sondrio.
Segnali di miglioramento, ma la crisi persiste
Rispetto al 2024, le cattedre vacanti diminuiscono: 975 in meno a Milano e 3.400 in meno in Lombardia, con un lieve calo di quelle di sostegno grazie all’assunzione di docenti da GPS di prima fascia.
Tuttavia, i numeri restano allarmanti: quasi 5.000 cattedre vuote nel milanese, 13.000 in regione. La laurea in Scienze della Formazione Primaria abilita 5.000 nuovi maestri l’anno a livello nazionale, ma solo in Lombardia ne servirebbero 2.500.
Si tratta di un dato che basta da solo ad evidenziare una evidente e preoccupante carenza strutturale.
Alle superiori mancano, soprattutto, docenti di materie scientifiche, informatiche e tecniche, attratti dal settore privato dopo lauree come ingegneria o economia.

Le cause dell’addio dei docenti: stipendi bassi e mancanza di prospettive
Insegnare è sempre meno attraente: gli stipendi, tra 1.300 e 1.500 euro, sono inadeguati, soprattutto a Milano, dove il costo della vita è alto.
Molti docenti, spesso del Sud, chiedono trasferimenti nelle regioni d’origine.
Massimiliano Sambruna, segretario generale Cisl Scuola, identifica due problemi principali: i compensi bassi e l’assenza di avanzamenti di carriera intermedi, con sole due figure professionali (insegnante e dirigente).
Sambruna critica l’insufficienza dei concorsi come unico canale di reclutamento: nonostante tre procedure concorsuali nel 2025, incluse quelle straordinarie PNRR, le cattedre vacanti restano migliaia.

Serve un cambiamento sistemico
Il miglioramento nella copertura delle cattedre di sostegno è un passo avanti, ma non basta.
L’assunzione da GPS, efficace per il sostegno, dovrebbe estendersi ad altre materie, come suggerito da Sambruna.
Tuttavia, il sistema scolastico italiano sconta problemi strutturali: stipendi non competitivi, carenza di percorsi di carriera e un’offerta formativa universitaria insufficiente per coprire il fabbisogno.
Senza interventi radicali, come un aumento dei compensi e una riforma del reclutamento, la crisi rischia di diventare cronica e di compromettere l’avvio dell’anno scolastico e la qualità dell’istruzione, soprattutto nelle aree più colpite come Milano.





