Cresce il disagio psicologico fra gli studenti: ansia, stress, difficoltà relazionali, disturbi dell’apprendimento e casi di abbandono scolastico rappresentano, però, solo la punta dell’iceberg. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF, a tal proposito, hanno più volte ribadito l’urgenza di introdurre in modo strutturale la figura dello psicologo scolastico all’interno delle scuole.
La presenza di questo professionista rappresenta una risorsa strategica per il benessere complessivo della comunità scolastica: non solo per gli studenti, ma anche per insegnanti, genitori e personale educativo. Attualmente, lo psicologo è presente in maniera saltuaria e legata a fondi straordinari, ma il Parlamento italiano sta valutando una svolta normativa, per renderlo parte integrante dell’organico delle scuole.
La proposta di legge: un modello nazionale di supporto psicologico a scuola
Nel 2023 sono state depositate in Parlamento diverse proposte di legge per istituire formalmente lo psicologo scolastico come figura stabile. In particolare, il senatore Mario Occhiuto (Forza Italia) ha ribadito in aula il pieno sostegno del suo partito all’introduzione di un modello nazionale: uno psicologo ogni quattro scuole, con la possibilità per le Regioni di potenziare il servizio.
La proposta prevede anche:
- L’istituzione di un fondo dedicato al servizio psicologico scolastico.
- L’adozione di un decreto attuativo per attivare presìdi territoriali.
- La collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi per definire standard e formazione.
Il concetto chiave non è soltanto offrire aiuto in situazioni critiche, ma intercettare precocemente fragilità e disagi latenti, per evitare che evolvano in vere e proprie patologie. La prevenzione, in ambito educativo, è una forma di cura a lungo termine.
Psicologo scolastico: una figura trasversale al servizio di tutta la comunità educativa
A differenza di quanto si potrebbe pensare, lo psicologo scolastico non lavora solo con studenti in difficoltà. Il suo compito è molto più ampio e articolato, ovvero:
- Favorire il benessere psicologico e relazionale all’interno della scuola.
- Supportare docenti e genitori nella gestione delle problematiche educative e comunicative.
- Promuovere percorsi di prevenzione del disagio giovanile, contro fenomeni come bullismo, isolamento, ritiro sociale (hikikomori), dipendenze digitali.
- Collaborare alla costruzione di ambienti inclusivi, favorevoli all’apprendimento e alla crescita personale.
In questo senso, lo psicologo diventa un mediatore e facilitatore tra scuola, famiglia e territorio, contribuendo a rafforzare il senso di comunità educante e riducendo il carico emotivo su insegnanti spesso lasciati soli davanti a situazioni complesse.
Perché lo psicologo scolastico deve diventare la norma, non l’eccezione
Il tempo dell’intervento occasionale e reattivo è finito. Serve una presenza stabile e qualificata dello psicologo scolastico in ogni istituto, come parte integrante dell’organizzazione scolastica.
Le sfide educative contemporanee – dalla salute mentale degli adolescenti alla gestione del fallimento formativo – richiedono risposte sistemiche e professionali.
Prevenire è un dovere, come ha affermato il senatore Occhiuto: un ascolto in tempo può evitare una sofferenza più grande.
Rendere strutturale lo psicologo scolastico significa tutelare il diritto allo studio, promuovere il benessere degli studenti e sostenere il lavoro degli insegnanti, restituendo alla scuola la sua funzione educativa, sociale e umana.






