Si può essere bocciati dopo soli 4 minuti di interrogazione? A rispondere a questa domanda è stato il TAR, pronunciandosi in maniera affermativa. Ebbene sì, nel caso pratico, un’interrogazione durata appena 4 minuti è bastata per decretare la bocciatura di uno studente milanese. Il fatto risale al 2021, ma solo oggi, con la sentenza del TAR della Lombardia, si chiude il ricorso presentato dalla famiglia contro l’istituto scolastico.
Il caso ha sollevato interrogativi sull’equità della valutazione e sulla possibilità che il tempo dedicato agli studenti incida sulla correttezza del giudizio. Secondo i giudici, però, ciò che conta non è il cronometro, ma il reale livello di preparazione dimostrato.
Per i giudici conta la sostanza, non il minutaggio
La famiglia dello studente ha denunciato una “manifesta ingiustizia”, sostenendo che ben 18 alunni siano stati interrogati in soli 80 minuti, ovvero poco più di quattro minuti ciascuno.
L’accusa è che il consiglio di classe avesse già deciso i voti prima del colloquio. Ma il TAR ha respinto il ricorso: secondo la sentenza, non esistono normative che impongano una durata minima per le interrogazioni o che stabiliscano tempi uniformi per ogni studente.
La decisione di non ammettere l’alunno alla classe successiva è stata ritenuta legittima, poiché fondata su sei insufficienze e sulla mancanza di strumenti adeguati per affrontare l’anno seguente.
Il tempo non è parametro di giudizio
Il TAR ha chiarito che i tempi delle interrogazioni non sono “sindacabili” e che il focus deve restare sull’effettiva maturazione dello studente. Anche in un colloquio breve, un docente può valutare con chiarezza se lo studente abbia o meno acquisito le competenze richieste.
Nessuna norma impone una durata minima e la valutazione resta una prerogativa del consiglio di classe, a patto che sia coerente con i criteri di preparazione e rendimento scolastico.
Il caso dimostra che in ambito scolastico non è la quantità di tempo a garantire l’equità, ma la qualità del giudizio e la coerenza nella valutazione. Per gli studenti, il messaggio è chiaro: la preparazione resta il fattore determinante, anche se l’interrogazione dura solo pochi minuti.





