Educazione alimentare a scuola: è questa la parola chiave dell’accordo firmato ieri tra il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali (CNPI) e l’associazione Longaevitas, con l’obiettivo di portare in tutte le scuole italiane una nuova cultura della salute. Il protocollo – presentato ufficialmente a Roma – mira a integrare nelle attività scolastiche percorsi didattici su alimentazione corretta, stili di vita sani e sostenibilità ambientale, coinvolgendo studenti, insegnanti e famiglie.
Una novità che segna un passo importante verso la costruzione di una scuola che non sia solo luogo di istruzione, ma anche di prevenzione e benessere.
Un patto educativo per la salute
L’iniziativa, così come riferisce l’agenzia di stampa Dire, rientra nella campagna nazionale #FirmaperlaSalute, già sostenuta da varie realtà professionali e sanitarie, e trova nella scuola il suo principale terreno di applicazione. L’intesa tra CNPI e Longaevitas punta a sviluppare una cultura scientifica e tecnica dell’alimentazione, partendo proprio dalle giovani generazioni.
“Le scuole – spiega il presidente del CNPI Giovanni Esposito – possono e devono essere il motore del cambiamento. Un ragazzo informato oggi sarà un adulto più consapevole domani”.

Un progetto interdisciplinare e concreto
Sebbene il protocollo sia appena stato siglato, l’educazione alimentare a scuola è un tema già presente in molti istituti, soprattutto in quelli che hanno aderito a progetti regionali o PON.
Ciò che cambia ora è la strutturalità dell’intervento: il piano prevede moduli educativi integrati nel curricolo, attività laboratoriali, visite guidate, ma anche formazione per il personale scolastico e tecnico.
Sarà, inoltre, incoraggiata la collaborazione con le mense scolastiche e le aziende del territorio, per rendere l’intera filiera educativa coerente con i principi della sana alimentazione e del rispetto ambientale.
Educazione alimentare a scuola: dalla teoria alla pratica scolastica
A livello didattico, la sfida dell’educazione alimentare a scuola sarà quella di trasformare i concetti in esperienze formative.
L’educazione alimentare non si limiterà più alle sole ore di scienze o educazione civica, ma diventerà un tema trasversale, toccando la geografia (origine degli alimenti), la chimica (composizione dei cibi), la matematica (valutazione delle calorie e porzioni), fino all’educazione fisica (rapporto tra dieta ed energia corporea).
Alcune scuole hanno già dato prova di creatività in questo campo: orti scolastici, laboratori di cucina, giochi educativi sull’etichettatura dei prodotti e giornate “plastic-free”.
Secondo gli esperti Longaevitas, è fondamentale coinvolgere attivamente gli studenti, stimolando la curiosità e il pensiero critico. “Non vogliamo catechizzare, ma creare consapevolezza”.
Da parte sua, invece, il Presidente di Longaevitas, Salvo Latino, ha dichiarato: “Siamo onorati del sostegno ricevuto dal CNPI, che con la sua adesione rafforza ulteriormente la campagna #FirmaperlaSalute. Questo protocollo rappresenta un passo importante: non un semplice atto formale, ma l’inizio di un lavoro concreto e sinergico per promuovere cultura della prevenzione, educazione alimentare a scuola e sostenibilità ambientale in tutta Italia. La partecipazione attiva di una realtà così radicata nel territorio e nel mondo professionale dimostra che il cambiamento culturale è possibile, se parte da una visione comune e condivisa. Longaevitas nasce proprio con questo spirito: costruire ponti tra mondi diversi, ma uniti dalla consapevolezza che la salute è un bene collettivo, che si impara e si protegge fin dalla scuola”.
Obesità infantile e cattive abitudini: i numeri che preoccupano
Il bisogno di agire è supportato dai dati: secondo gli ultimi rapporti del Ministero della Salute e dell’ISS, 1 bambino su 4 in Italia è in sovrappeso e 1 su 10 è obeso.
Il problema non è solo quantitativo, ma anche qualitativo: pasti consumati in fretta, alimenti ultra-processati, poca frutta e verdura, bibite zuccherate, e scarsa attività fisica. Il tutto aggravato dall’uso eccessivo degli schermi.
In questo contesto, la scuola può giocare un ruolo decisivo, specie nei contesti più fragili, dove la povertà educativa si accompagna spesso a povertà nutrizionale.

Una scuola che educa al futuro
Il progetto ha già ricevuto il plauso del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che con la piattaforma “Scuola Futura” aveva inserito l’educazione alla salute tra le priorità educative del PNRR.
L’intesa CNPI-Longaevitas si innesta perfettamente in questa visione, rafforzando l’idea di una scuola come presidio di salute pubblica.
Non si tratta di sostituire i pediatri o i nutrizionisti, ma di creare un linguaggio comune tra educazione, scienza e cittadinanza.
Conclusione: una sfida culturale e formativa
L’educazione alimentare a scuola non è un tema marginale. È un vero e proprio investimento educativo, che guarda al futuro della società italiana.
Insegnare ai bambini a mangiare bene significa insegnare loro a vivere meglio.
Ecco perché questo protocollo – più che un semplice documento – può diventare una vera leva di cambiamento, dentro e fuori dalle aule.
Ecco quali sono i prossimi sviluppi previsti dall’accordo tra CNPI e Longaevitas nell’ambito dell’educazione alimentare a scuola:
- i primi moduli didattici saranno distribuiti alle scuole aderenti già dal mese di ottobre;
- prevista la formazione di almeno 10.000 docenti e tecnici entro il 2026;
- in corso l’attivazione di partnership con enti locali e università per il monitoraggio scientifico dei risultati.





