Esonerato da educazione fisica si frattura di nuovo il braccio: scuola condannata per mancata vigilanza

La Scuola Oggi

21 Agosto 2025

la DS consegna una busta con il risarcimento allo studente con il braccio ingessato e al padre

Esonerato da educazione fisica si frattura di nuovo il braccio: scuola condannata per mancata vigilanza

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Un caso di infortunio a Bologna riaccende il dibattito sulla responsabilità della scuola. La condanna di un istituto per i danni subiti da uno studente esonerato da educazione fisica, ma infortunatosi durante la lezione, stabilisce un precedente significativo in materia di vigilanza e obblighi del personale docente. Il provvedimento del Tribunale civile chiarisce, infatti, i doveri di protezione che gravano sull’amministrazione scolastica e sul personale docente durante l’orario di servizio.

La Dinamica dell’Incidente e la Decisione del Tribunale

I fatti risalgono al novembre 2020, quando uno studente di tredici anni, reduce da una frattura al braccio e formalmente esonerato da educazione fisica, si è infortunato nuovamente. 

La classe stava svolgendo attività motoria presso un parco pubblico e, nonostante il divieto verbale imposto dall’insegnante, il ragazzo è rimasto con i compagni senza essere affidato a un Collaboratore scolastico o impegnato in un’attività didattica alternativa. 

In un momento di inevitabile distrazione da parte del docente, lo studente si è unito al gioco, cadendo e riportando una frattura biossea dell’avambraccio

La famiglia ha avviato un’azione legale e il Tribunale civile di Bologna ha riconosciuto una responsabilità della scuola al 50%, condannandola al risarcimento. Secondo i giudici, il semplice divieto verbale si è rivelato insufficiente. 

Un elemento determinante nella decisione è la constatazione che lasciare l’alunno a osservare i coetanei ha prevedibilmente accresciuto in lui il desiderio di partecipare, rendendo l’incidente un’eventualità tutt’altro che remota.

I Fondamenti Giuridici della Responsabilità Scolastica

La sentenza bolognese si inserisce in un quadro normativo consolidato che regola la vigilanza sugli alunni. 

Il fondamento giuridico della responsabilità della scuola per i danni occorsi agli studenti si basa principalmente su due articoli del Codice Civile

Il primo è l’articolo 2048, che disciplina la cosiddetta culpa in vigilando, secondo cui i precettori e i maestri sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Per liberarsi da tale responsabilità, il personale scolastico deve fornire la prova liberatoria, ovvero dimostrare di non aver potuto impedire il fatto. 

Accanto a tale profilo, si configura una responsabilità contrattuale, ai sensi dell’articolo 1218 del Codice Civile. Con l’iscrizione dell’alunno, si instaura infatti un vincolo negoziale in base al quale la scuola si assume l’obbligo non solo di istruire, ma anche di proteggere l’incolumità dello studente. Un aspetto basilare che impone l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie a garantire la sicurezza.

Esonerato da educazione fisica: alunno cade e si frattura il braccio durante l'ora di educazione fisica in un parco

La Gestione dello Studente Esonerato da Educazione Fisica

La gestione degli studenti esonerati dalle attività motorie rappresenta un punto di attenzione fondamentale per la dirigenza e il corpo docente. 

L’esonero, solitamente concesso a seguito della presentazione di un certificato medico, non solleva l’istituto scolastico dall’obbligo di vigilanza

Al contrario, impone l’adozione di misure specifiche per garantire la sicurezza dell’alunno e, allo stesso tempo, il suo diritto all’educazione. 

La prassi corretta prevede che la scuola organizzi attività alternative, di natura didattica o formativa, che possano essere svolte in uno spazio sicuro, come la biblioteca o un’aula dedicata, sotto la supervisione di un docente o di un collaboratore scolastico. 

Lasciare lo studente esonerato da educazione fisica inattivo a bordo campo o in palestra senza un’adeguata sorveglianza lo espone a rischi prevedibili, come dimostra la vicenda in esame. Una pianificazione attenta delle attività alternative è, di conseguenza, un passaggio essenziale per adempiere correttamente agli obblighi di protezione.

Implicazioni Operative per Dirigenti Scolastici e Docenti

Il caso di Bologna offre spunti operativi di grande rilevanza per tutto il personale scolastico. 

Per i dirigenti scolastici, emerge la necessità di definire protocolli interni chiari e condivisi per la gestione degli alunni esonerati, che specifichino le procedure da seguire, le figure responsabili della vigilanza e la tipologia di attività alternative da proporre. 

Per i docenti di educazione fisica, la sentenza ribadisce che il dovere di vigilanza si estende anche a chi non partecipa attivamente alla lezione. 

È indispensabile, pertanto, assicurarsi che l’alunno esonerato sia effettivamente preso in carico da altro personale o impegnato in compiti che ne garantiscano la sicurezza. 

La vicenda sottolinea come la prevenzione degli infortuni passi attraverso un’organizzazione puntuale e una valutazione proattiva dei rischi, elementi che non possono essere sostituiti da un semplice richiamo verbale, soprattutto quando si ha a che fare con l’esuberanza tipica dell’età adolescenziale.