Permessi Studio 2026: Guida alle 150 Ore per Docenti e Personale ATA

Giuseppe Montone

17 Ottobre 2025

Permessi Studio 2026: segreteria al lavoro sulle domande della misura

Permessi Studio 2026: Guida alle 150 Ore per Docenti e Personale ATA

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Il personale scolastico, docente e ATA, può richiedere i permessi studio 2026 per la formazione continua. Si tratta, nello specifico, di una misura che rappresenta un’opportunità fondamentale per frequentare corsi universitari o di qualificazione professionale, attraverso la concessione di 150 ore retribuite. La normativa vigente supporta i dipendenti della scuola nel loro percorso di crescita, ma è essenziale rispettare le scadenze previste per la presentazione delle domande, fissate al 15 novembre di ogni anno.

A chi spettano i permessi e per quali corsi

I permessi retribuiti per il diritto allo studio sono riconosciuti a tutto il personale della scuola con contratto a tempo indeterminato e determinato. L’ammontare massimo è di 150 ore annue individuali per ciascun anno solare. 

Esiste, tuttavia, un limite numerico: i permessi studio 2026 sono concessi – così come previsto dall’articolo 37 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-21 – a non più del 3% del totale delle unità di personale in servizio all’inizio di ogni anno, con un arrotondamento all’unità superiore in caso di decimali. 

I permessi possono essere richiesti da docenti e personale ATA per la frequenza di percorsi formativi specifici, volti al rilascio di titoli di studio o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento.

I corsi ammessi includono:

  • percorsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio universitari o post-universitari;
  • corsi di studio di istruzione primaria e secondaria;
  • corsi di qualificazione professionale statali, paritari o legalmente riconosciuti;
  • tirocini formativi e preparazione degli esami finali relativi ai corsi frequentati.

Modalità di presentazione della domanda: scadenze e tempistiche

La procedura per richiedere i permessi per il diritto allo studio segue un calendario preciso. Salvo indicazioni diverse fornite dagli Uffici Scolastici Regionali competenti, la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 novembre di ogni anno. 

La domanda inoltrata entro tale termine avrà validità per l’intero anno solare successivo, ovvero dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026

È importante sottolineare che anche il personale con contratto a tempo determinato può presentare istanza; in tal caso, i permessi saranno riproporzionati in base alla durata dell’incarico. 

Per il personale assunto con contratto a tempo determinato dopo il 15 novembre, è generalmente prevista una finestra temporale aggiuntiva. Solitamente, la domanda può essere presentata entro il quinto giorno dalla presa di servizio e, comunque, non oltre il 10 dicembre.

Permessi Studio 2026: segreteria al lavoro sulle domande della misura

Permessi Studio 2026: giustificazione delle assenze e documentazione

L’ottenimento dei permessi studio 2026 comporta l’obbligo di documentare in modo adeguato la fruizione delle ore di assenza. 

Il personale beneficiario deve presentare alla propria amministrazione scolastica una certificazione idonea che attesti l’iscrizione e la regolare frequenza ai corsi, così come il superamento degli esami finali. 

La documentazione richiesta serve a comprovare che le ore di permesso siano state effettivamente utilizzate per le finalità previste dalla normativa. In assenza di tali certificazioni, i permessi già fruiti vengono convertiti in aspettativa senza assegni per motivi personali. 

Una simile eventualità comporta il recupero da parte dell’amministrazione delle somme corrisposte indebitamente durante il periodo di assenza non giustificato, con un impatto economico diretto sul dipendente.

Diritti aggiuntivi: turni di lavoro agevolati e straordinari

Oltre alla concessione delle ore di permesso, la normativa riconosce al personale beneficiario ulteriori tutele per facilitare il percorso di studi. Ai sensi dell’articolo 37 del CCNL del 18 gennaio 2024, i dipendenti che hanno ottenuto i permessi per il diritto allo studio hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione degli esami. 

Si tratta, com’è evidente, di una disposizione è di notevole importanza, dal momento che consente di conciliare gli impegni lavorativi con le necessità formative. 

Salvo esigenze di servizio eccezionali e non derogabili, l’amministrazione è tenuta a organizzare l’orario di lavoro in modo funzionale alle necessità dello studente-lavoratore. 

Inoltre, il personale in questione non è obbligato a effettuare prestazioni di lavoro straordinario né a lavorare durante i giorni festivi o di riposo settimanale, per garantire il tempo necessario allo studio.

Il ruolo dei Contratti Collettivi Integrativi Regionali (CIR)

Un aspetto essenziale da considerare nella gestione dei permessi studio 2026 è il ruolo dei Contratti Collettivi Integrativi Regionali (CIR). Sebbene la normativa nazionale definisca il quadro generale, sono i singoli contratti regionali a stabilire i dettagli operativi per la fruizione dei permessi. 

Tali accordi definiscono, ad esempio, i criteri di priorità per l’accoglimento delle domande qualora il numero di richieste superi il contingente del 3% del personale in servizio. 

I CIR possono anche specificare ulteriormente le tipologie di corsi per cui è ammessa la presentazione della domanda, o le modalità di documentazione delle assenze. 

Pertanto, è di primaria importanza per docenti e personale ATA visionare il contratto integrativo della propria regione di riferimento prima di presentare la domanda, per assicurarsi di rispettare tutte le disposizioni locali.