Spreco alimentare nelle mense scolastiche: ogni giorno, nelle scuole di tutta Europa – compreso il Bel Paese – una parte significativa del cibo preparato finisce nel bidone invece che nei piatti dei bambini.
Secondo uno studio condotto su decine di scuole primarie italiane, il 21,7% dei pasti serviti non viene consumato, pari a circa 90 grammi di spreco alimentare per studente al giorno. Un dato che, moltiplicato per milioni di alunni, mostra l’urgenza di un cambiamento: l’Unione Europea si è impegnata a dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030.
I motivi dello spreco alimentare nelle mense scolastiche
Le cause dello spreco alimentare nelle mense scolastiche sono molteplici. Spesso i menu non incontrano i gusti dei bambini, le porzioni sono troppo abbondanti o le pietanze vengono servite fredde. A ciò si aggiungono errori di programmazione e una gestione poco flessibile delle quantità.
Lo studio dell’Università di Udine ha mostrato che quasi un quarto del cibo cucinato (21,7%) non viene consumato, e che il “plate waste” – cioè il cibo lasciato nel piatto – rappresenta circa 90 grammi al giorno per studente, che diventano oltre 100 se si include il cibo non servito.
Le cifre rivelano un paradosso: mentre si parla sempre più di sostenibilità, a scuola — luogo di educazione per eccellenza — lo spreco alimentare resta un problema strutturale.
Gli obiettivi dell’Unione Europea: dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare nelle mense scolastiche
L’Unione Europea ha fissato un obiettivo chiaro: ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2030. Secondo i dati ufficiali, in Europa si sprecano ogni anno oltre 59 milioni di tonnellate di cibo, pari a 132 kg per persona.
Il settore domestico è il principale responsabile, ma anche la ristorazione collettiva — comprese le mense scolastiche — ha un peso importante.
Per centrare il traguardo, Bruxelles punta su educazione alimentare, menu sostenibili e gestione intelligente dei pasti. Sempre più comuni italiani stanno introducendo progetti di “mensa green”, con porzioni personalizzate, recupero delle eccedenze e collaborazione con enti solidali.
Verso una scuola più sostenibile
Ridurre lo spreco alimentare nelle mense scolastiche non è solo una questione economica, ma anche educativa.
Ogni grammo di cibo risparmiato rappresenta un piccolo gesto di rispetto verso il pianeta e un’opportunità per insegnare ai più giovani il valore del cibo. Con l’impegno congiunto di famiglie, scuole e istituzioni europee, l’obiettivo del 2030 può diventare realtà.





