Certificazione Competenze Volontariato: Il Decreto che Riconosce le Soft Skills in Ambito Scolastico e Lavorativo

La Scuola Oggi

28 Ottobre 2025

Certificazione Competenze Volontariato: volontari impegnati nella pulizia e nella raccolta rifiuti in un borgo

Certificazione Competenze Volontariato: Il Decreto che Riconosce le Soft Skills in Ambito Scolastico e Lavorativo

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (24 ottobre 2025) il decreto interministeriale che introduce la certificazione competenze volontariato. Il provvedimento, atteso da un decennio e fortemente voluto dal Terzo Settore, definisce i criteri ufficiali per il riconoscimento formale delle soft skills e delle capacità acquisite durante le attività di volontariato. Tali competenze diventeranno così spendibili in ambito scolastico, universitario e nel mondo del lavoro. La Vice Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, ha sottolineato come il traguardo riconosca “la dignità, la responsabilità e la forza trasformativa dell’impegno gratuito”.

Cosa Prevede il Nuovo Decreto sulla Certificazione Competenze Volontariato

Il testo, approvato il 31 luglio 2025 e registrato dalla Corte dei conti il 13 ottobre 2025, stabilisce un quadro normativo chiaro. 

Le competenze e le abilità maturate dai volontari potranno essere formalmente attestate, a condizione che l’attività sia stata svolta per un periodo minimo di 60 ore nell’arco di dodici mesi. 

Saranno gli Enti del Terzo Settore (ETS), presso cui il volontario ha operato, ad avere il compito di rilasciare l’attestazione. L’aspetto fondamentale del decreto è che i riconoscimenti ottenuti confluiranno nel “Sistema nazionale di certificazione delle competenze”. 

L’inserimento in tale sistema nazionale assicura che le capacità acquisite, spesso di natura trasversale e difficilmente dimostrabili (come il problem solving o la gestione di gruppo), ottengano un valore ufficiale e riconosciuto a livello nazionale, superando la semplice autocertificazione.

Il Ruolo degli Enti del Terzo Settore (ETS) nel Processo

Agli Enti del Terzo Settore è affidato un compito di primaria importanza. Essi non solo dovranno garantire l’equo accesso al servizio di certificazione per tutti i volontari che ne maturano i requisiti, ma saranno anche responsabili della qualità dell’intero percorso formativo e di valutazione. 

La procedura delineata dal decreto prevede che ogni volontario sia affiancato da un tutor designato dall’ente. Il volontario sarà, inoltre, inserito in un progetto personalizzato, che dovrà definire obiettivi chiari, attività specifiche e risultati verificabili. 

Al termine del percorso, il volontario riceverà un “documento di trasparenza” che descrive dettagliatamente le attività svolte e il contesto in cui ha operato. 

Per ottenere l’attestazione finale delle competenze, sarà necessario aver completato almeno il 75% delle attività previste dal progetto. 

Tale sistema è stato pensato per combinare trasparenza e rigore, al fine di assicurare la piena riconoscibilità dell’esperienza nei diversi contesti educativi e professionali.

Certificazione Competenze Volontariato: volontari in una mensa

Il Valore delle Competenze Trasversali per Scuola e Lavoro

Il decreto 31 luglio 2025 pone un accento determinante sulla valorizzazione delle cosiddette soft skills, o competenze trasversali. 

Durante le attività di volontariato, infatti, si sviluppano e si consolidano capacità essenziali che non sempre trovano spazio nei percorsi formativi tradizionali: dall’organizzazione di eventi alla gestione dei conflitti, dal lavoro di squadra alla capacità di adattamento in situazioni complesse. 

Tali abilità sono sempre più richieste e valutate nel moderno mercato del lavoro, ma fino ad oggi risultava difficile attestarle formalmente. 

Grazie alla nuova normativa sulla certificazione competenze volontariato, le esperienze maturate in contesti non formali e informali diventano una vera e propria “palestra di competenze” riconosciuta. 

Il volontariato si trasforma così da semplice impegno civico a ponte tangibile verso il mondo professionale, assumendo un alto valore etico e formativo, specialmente per i giovani studenti.

Le Ricadute Pratiche: Crediti Formativi e Punteggi nei Concorsi

L’impatto del decreto sulla vita di studenti e lavoratori sarà concreto e misurabile. Le attestazioni rilasciate dagli ETS, avendo validità nazionale, potranno essere utilizzate in molteplici ambiti per ottenere benefici tangibili:

  • Ambito scolastico e universitario: l’esperienza certificata potrà valere come credito formativo. Nelle scuole superiori, ad esempio, potrebbe integrare i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO). Nelle università, un’attività specifica (come il servizio in un’associazione di soccorso) potrebbe essere riconosciuta con crediti in corsi di laurea affini, come quelli delle professioni sanitarie;
  • Concorsi pubblici: la certificazione potrà costituire un titolo di preferenza o, nei casi previsti dai singoli bandi, garantire un punteggio aggiuntivo;
  • Mondo del lavoro: i candidati potranno allegare l’attestazione ufficiale al proprio curriculum vitae. In fase di colloquio, essa servirà a dimostrare in modo oggettivo il possesso di soft skills verificate, offrendo un vantaggio competitivo.

La Posizione del Ministero: “Riconoscere la Forza dell’Impegno Gratuito”

La Vice Ministra Bellucci ha espresso forte soddisfazione per il provvedimento, sottolineando anche il valore personale dell’iniziativa: “Per me, che sono stata una giovane volontaria, questo traguardo ha anche un valore personale”. 

La Vice Ministra ha spiegato come l’atto di donare il proprio tempo agli altri, senza chiedere nulla in cambio, sia un’esperienza in grado di cambiare la vita e far scoprire talenti ed energie inaspettati

Il provvedimento, nelle intenzioni del ministero, è visto come un atto dovuto verso i milioni di volontari italiani, definiti “colonna portante della partecipazione civica e della solidarietà italiana”. 

Secondo la Bellucci, riconoscere le loro competenze significa “riconoscere la dignità, la responsabilità e la forza trasformativa dell’impegno gratuito”. 

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia del Governo Meloni volta a sostenere e valorizzare concretamente il Terzo Settore.