In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che si celebra il 20 Novembre, l’istituto Demopolis ha condotto l’indagine Vivere da adolescenti in Italia, alla ricerca delle sfide quotidiane dei ragazzi italiani, con un focus particolare su chi vive in periferie e quartieri a rischio. Tra pessimismo sul futuro, scarsità di opportunità extrascolastiche e paura per la propria sicurezza, emerge però anche una generazione resiliente, che sogna carriere concrete, benessere personale e relazioni solide.
Analizziamo i risultati della ricerca, approfondendo dati, percezioni e aspirazioni dei ragazzi, così come le disuguaglianze territoriali che condizionano la loro crescita.
Vivere da adolescenti in Italia: tra pessimismo e speranza
Dall’indagine Vivere da adolescenti in Italia promossa da “Con i bambini” emerge che quasi un terzo dei ragazzi italiani si dichiara pessimista sul proprio futuro, ma nelle periferie il dato sale al 43%.
Il pessimismo è accompagnato da una diffusa mancanza di fiducia verso gli altri e verso la società. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i giovani mantengono aspirazioni concrete: il 74% considera fondamentale “stare bene con sé stessi”, mentre circa il 58% punta alla realizzazione economica e il 55% alla salute.
I numeri mostrano che, anche nei contesti più fragili, i ragazzi non rinunciano a sognare, indicando la famiglia, le amicizie e l’amore come valori centrali della loro vita.
Disuguaglianze territoriali e mancanza di opportunità
La ricerca Vivere da adolescenti in Italia evidenzia differenze marcate tra aree centrali e periferie.
Il 72% degli adolescenti non partecipa ad attività artistiche, musicali o teatrali, e il 35% non pratica sport, percentuale che arriva al 48% tra le ragazze. Nelle zone più difficili, la possibilità di accedere a laboratori, eventi culturali o spazi di socializzazione crolla di oltre 30 punti.
Gli spazi per incontrare amici o fare attività ricreative sono considerati sufficienti solo dal 36% dei ragazzi in periferia, contro il 61% di chi vive in altre zone.
La città, quindi, appare “a due velocità”: chi vive nei quartieri centrali ha opportunità più ampie, mentre le periferie limitano socialità, creatività e sviluppo personale.
Sicurezza e qualità della vita: la dimensione urbana pesa
Secondo la ricerca Vivere da adolescenti in Italia, la sicurezza personale è una preoccupazione reale per i ragazzi: il 43% teme molestie, violenze o bullismo quando è fuori casa.
Il dato sale al 59% nelle periferie e al 63% tra le ragazze. Anche la valutazione dei servizi urbani è critica: meno del 50% dei giovani ritiene adeguati spazi verdi, scuole, strutture sportive e trasporti pubblici.
Servizi sociali e sanitari, sicurezza urbana e opportunità per il tempo libero sono giudicati inadeguati da oltre due terzi dei ragazzi che vivono in contesti fragili.
Simili carenze influenzano non solo la libertà e la socialità, ma anche la fiducia verso la comunità e il futuro, riducendo la percezione di ottimismo tra i giovani.
Aspirazioni e desideri dei ragazzi secondo lo studio Vivere da adolescenti in Italia: cosa vogliono davvero
Nonostante le difficoltà, gli adolescenti delle periferie hanno sogni concreti. Quasi un quarto aspira a diventare medico o lavorare nelle professioni sanitarie, il 18% sogna una carriera come influencer o youtuber, mentre l’11% guarda a ruoli nelle forze dell’ordine o nell’educazione.
Oltre alla dimensione professionale, i ragazzi attribuiscono grande importanza al benessere psicologico e fisico: il 74% vuole sentirsi bene con sé stesso, il 58% cerca stabilità economica e lavorativa, e il 55% punta a una buona salute.
Simili aspirazioni mostrano come, anche in contesti fragili, la generazione giovane rimanga resiliente, pragmatica e desiderosa di realizzarsi.
Il ruolo della comunità e della povertà educativa minorile
La crescita dei ragazzi non può essere affidata solo alla scuola: il 81% degli italiani ritiene che la responsabilità sia condivisa con famiglie, comunità locali e istituzioni.
Le iniziative del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, portate avanti da Con i Bambini, cercano di rispondere a queste esigenze, creando alleanze tra scuole, terzo settore, municipalità, centri sportivi e famiglie in 15 grandi periferie italiane.
L’obiettivo è costruire percorsi concreti che offrano opportunità di crescita, sicurezza e socialità ai minori più vulnerabili, riducendo le disuguaglianze e valorizzando il protagonismo dei giovani.





