Non si placano le proteste sull’erogazione della Carta del Docente: dopo la riapertura della piattaforma riservata esclusivamente a sentenze favorevoli e residui, arriva un’ondata di ricorsi record dei docenti precari. I sindacati stimano che si potrebbe arrivare ad oltre 200.000 ricorsi presentati dagli insegnanti che rivendicano semplicemente il loro diritto al Bonus.
Tra ricorsi, sentenze non ottemperate e possibili procedure d’infrazione europea, vediamo cosa sta accadendo.
Ricorsi record dei docenti precari: chi ha diritto e chi deve ancora ricorrere
Secondo la Legge di bilancio 2025, i docenti con contratto fino al 31 agosto hanno diritto automatico alla Carta del Docente. Tuttavia, chi ha contratto fino al 30 giugno deve presentare ricorso per ottenere il riconoscimento.
Le criticità riguardano anche i docenti con supplenze brevi: la sentenza C‑268/24 della Corte di Giustizia UE ha stabilito che escluderli dal beneficio viola il diritto europeo, poiché svolgono le stesse funzioni dei colleghi di ruolo.
Nonostante ciò, molti precari devono ancora affrontare lunghe procedure legali per far valere i loro diritti.
Numeri e impatto economico dei ricorsi record dei docenti precari
I dati dei sindacati circa i ricorsi record dei docenti precari evidenziano un contenzioso enorme: solo la Uil Scuola ha depositato oltre 15.000 ricorsi, l’Anief 17.130 e la Gilda 5.000. Di questi, molte sentenze favorevoli non sono state ottemperate.
Le stime parlano di un costo complessivo per lo Stato di circa 1,53 miliardi di euro tra ottobre 2022 e ottobre 2025, tra risarcimenti per spese legali e mancati pagamenti.
I sindacati sottolineano come gran parte di queste risorse potrebbero essere impiegate per stabilizzare i precari o finanziare aumenti contrattuali, invece di sostenere i costi dei ricorsi individuali.
Criticità della piattaforma e accesso ai corsi
Oltre al contenzioso, molti docenti segnalano problemi tecnici della piattaforma “Carta del Docente”: blocchi temporanei, tempi di attesa variabili tra 1,5 e 3 minuti e difficoltà nell’iscrizione ai corsi di formazione.
Questi ostacoli, uniti alla mancanza di chiarezza sul budget disponibile per i bonus residui, rendono l’utilizzo dello strumento complicato e disomogeneo, penalizzando soprattutto i docenti precari più giovani o con contratti brevi.
Le soluzioni possibili e le richieste dei sindacati
I sindacati e alcune forze politiche chiedono interventi urgenti per:
- Estendere automaticamente la Carta del Docente a tutti i precari, evitando ricorsi individuali.
- Garantire la piena ottemperanza delle sentenze già emesse, con commissari ad acta se necessario.
- Migliorare la piattaforma e il supporto tecnico, rendendo l’accesso più semplice e rapido.
- Utilizzare meglio le risorse pubbliche, destinandole a stabilizzazione e formazione, invece di coprire i costi dei contenziosi.
Secondo la deputata Elisabetta Piccolotti, la situazione rappresenta uno spreco enorme e un rischio di violazione del diritto europeo, che potrebbe esporre l’Italia a procedure d’infrazione per discriminazione dei lavoratori a termine.
La vicenda della Carta del Docente evidenzia un problema strutturale del sistema italiano: la difficoltà di garantire pari diritti a tutti i docenti, con particolare riferimento ai precari.






