TFA Sostegno 2026 prove preselettive: cosa dicono i numeri dei cicli precedenti e cosa aspettarsi nell’XI

Giuseppe Montone

22 Aprile 2026

TFA Sostegno 2026 prove preselettive: immagine divisa in 5 parti docenti alla scrivania; mentre studia su una panchina di un parco; nel corridoio della scuola; con un alunno disabile; davanti alla scuola; in classe). In primo piano la scritta: "TFA Sostegno 2026: Guida alle Prove preselettive"

TFA Sostegno 2026 prove preselettive: cosa dicono i numeri dei cicli precedenti e cosa aspettarsi nell’XI

Le TFA Sostegno 2026 prove preselettive torneranno in estate con la stessa architettura del DM 30 settembre 2011: sessanta quesiti, centoventi minuti, zero penalizzazioni per le risposte errate. Dietro la formula stabile, però, i dati dei cicli passati raccontano una storia meno lineare: soglie di accesso molto variabili, aree tematiche con pesi diversi, sedi con decadimento collettivo della prova. Ecco cosa emerge dall’analisi dei numeri.

Una prova stabile nella forma, instabile negli esiti

La preselettiva del TFA Sostegno è una delle prove concorsuali più stabili del panorama scolastico italiano. 

La cornice normativa – articolo 6 del DM 30 settembre 2011, aggiornato dal DM 92/2019 e dal DM 90/2020 – è rimasta identica per tutti i dieci cicli susseguitisi dal 2012 a oggi: 

  • 60 quesiti;
  • 5 opzioni; 
  • 2 ore;
  • 0,5 punti a risposta corretta; 
  • nessuna penalizzazione.

La stabilità formale, tuttavia, non si è tradotta in stabilità di esiti. Le percentuali di superamento, le soglie reali di accesso alla prova scritta, la distribuzione dei quesiti tra le aree tematiche hanno mostrato variazioni significative da un ciclo all’altro e, soprattutto, da un ateneo all’altro. 

L’XI Ciclo si inserisce in questa traiettoria con due elementi nuovi

  • l’assenza di posti per la secondaria di II grado, che concentra la concorrenza sui tre gradi residui;
  • la riduzione complessiva dei posti a 30.241 contro i 35.784 del X Ciclo.

La struttura formale: 60 quesiti, zero penalizzazioni

L’architettura della prova è definita dall’articolo 6 comma 1 del DM 30 settembre 2011. 

Sessanta quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque opzioni di cui una sola corretta. 

La durata è fissata in centoventi minuti, con una media di due minuti per quesito. 

Il punteggio è assegnato con una logica semplice: 0,5 punti per ogni risposta corretta, 0 punti per le risposte errate e per quelle omesse. 

Il punteggio massimo è, quindi, 30/30 e la soglia di superamento – fissata dalla normativa – è 21/30, cioè 42 risposte corrette su 60.

Il dato formale nasconde un effetto statistico rilevante. In assenza di penalità, la risposta casuale ha valore atteso positivo: con cinque opzioni, un candidato che tiri a indovinare ogni quesito otterrebbe mediamente 6 punti, cioè il 20% del massimo. 

La progettazione normativa ha, dunque, impostato la soglia dei 21/30 sull’ipotesi che il candidato risponda sempre a tutto, anche quando non sa. Chi omette per cautela si pone in svantaggio matematico rispetto alla platea.

Tabella sinottica della prova

PARAMETROVALORE NORMATIVOFONTE
Numero quesiti60Art. 6 co. 1 DM 30/9/2011
Opzioni per quesito5 (una sola corretta)Art. 6 co. 1 DM 30/9/2011
Durata120 minutiArt. 6 co. 1 DM 30/9/2011
Risposta corretta0,5 puntiArt. 6 co. 2 DM 30/9/2011
Risposta errata0 puntiArt. 6 co. 2 DM 30/9/2011
Risposta omessa0 puntiArt. 6 co. 2 DM 30/9/2011
Soglia superamento21/30Art. 6 DM 30/9/2011
Accesso alla scritta2× posti banditiArt. 6 DM 30/9/2011
Quesiti linguistici minimi20Art. 6 co. 2 DM 92/2019

Le cinque aree tematiche e i loro pesi reali

Il programma ministeriale individua cinque aree di competenza, con una sola indicazione numerica vincolante: 

  • almeno venti quesiti devono essere dedicati alle competenze linguistiche e alla comprensione del testo. 

Le altre quaranta domande si distribuiscono tra le restanti quattro aree con ampia discrezionalità degli atenei. 

L’analisi delle prove effettivamente somministrate nei cicli dal VIII al X restituisce, però, un quadro ricorrente.

Competenze linguistiche e comprensione dei testi. È l’area quantitativamente dominante. La soglia minima di 20 quesiti è stata rispettata in tutti i cicli analizzati; in alcuni atenei ha raggiunto quota 25-30, toccando in casi estremi il 50% della prova. Gli argomenti ricorrenti sono grammatica, sintassi, lessico, figure retoriche, analisi di brani. Peso medio stimato sul punteggio totale: 10-15 punti su 30.

Competenze logiche e ragionamento astratto. Tipicamente 8-12 quesiti per prova. Le tipologie ricorrenti sono serie numeriche, analogie, inferenze, ragionamento deduttivo. Peso medio: 4-6 punti.

Competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche. Il cuore tematico della prova, con 15-20 quesiti di norma. Copre psicologia dello sviluppo (Piaget, Vygotskij, Bruner), pedagogia speciale, didattica inclusiva, modello ICF, Profilo di Funzionamento ex D.Lgs. 66/2017, PEI secondo DM 182/2020. Peso medio: 7-10 punti.

Normativa scolastica. Tipicamente 8-12 quesiti. Attenzione alla Costituzione, alla Legge 104/1992, al D.Lgs. 66/2017 come modificato dal D.Lgs. 96/2019, al DPR 275/1999 sull’autonomia scolastica, al DM 182/2020 sul PEI, alla Legge 170/2010 sui DSA. Peso medio: 4-6 punti.

Competenze organizzative, empatia, intelligenza emotiva, creatività. L’area meno strutturata, con 3-5 quesiti trasversali. Non esistono manuali dedicati: i contenuti derivano dalla lettura di testi sulla relazione educativa e dall’analisi dei quesiti dei cicli precedenti. Peso medio: 1-3 punti.

Un’osservazione importante: i singoli atenei non sono tenuti a comunicare in anticipo la distribuzione dei quesiti tra le aree. Il candidato scopre la ripartizione solo al momento della prova. 

Le prove dei cicli precedenti, pubblicate dagli atenei o circolanti attraverso le banche dati non ufficiali, restano il riferimento più affidabile per calibrare la preparazione.

La soglia reale di accesso alla scritta: non bastano 21/30

Il passaggio più sottovalutato dai candidati è la differenza tra soglia formale di superamento (21/30, fissata dalla norma) e soglia reale di accesso alla prova scritta (determinata ateneo per ateneo, ciclo per ciclo).

La meccanica prevista dall’articolo 6 del DM 30 settembre 2011 stabilisce che accedano alla prova scritta i candidati in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo per quel grado, in ordine di graduatoria decrescente. 

Se un ateneo bandisce 100 posti per la primaria, accedono alla scritta i primi 200 della graduatoria della preselettiva, anche quando altri 50 candidati avessero superato i 21/30.

I numeri dei cicli precedenti mostrano che la soglia reale di accesso in molti atenei si è collocata tra 24 e 27/30, con picchi sopra i 27/30 in alcune sedi del Nord con alto numero di domande. 

La conseguenza pratica per il candidato è duplice: 

  • preparare la prova per ottenere 21/30 è una strategia di minima che nei cicli recenti ha quasi sempre lasciato fuori dalla scritta;
  • la scelta dell’ateneo pesa quanto, se non più, della preparazione – un ateneo meno affollato con soglia reale a 22/30 apre la prova scritta a candidati che altrove verrebbero esclusi a parità di punteggio.

Il fenomeno del decadimento collettivo della preselettiva

Una dinamica poco nota ma molto rilevante, specialmente in cicli caratterizzati da numerosi atenei partecipanti, è il cosiddetto decadimento collettivo della preselettiva

Quando il numero delle domande presentate a un ateneo per un determinato grado è inferiore o uguale al doppio dei posti banditi, la preselettiva decade per tutti i candidati di quel grado. Tutti passano direttamente alla prova scritta, indipendentemente dal punteggio.

Nei cicli recenti – dall’VIII al X – il fenomeno si è verificato con frequenza crescente, soprattutto in atenei di dimensioni medie del Centro e del Sud, e per i gradi scolastici dell’Infanzia e della Secondaria di I grado. 

I dati raccolti dalle sigle sindacali indicano che in alcuni cicli circa un terzo degli atenei autorizzati non ha effettivamente svolto la preselettiva per almeno un grado.

Per l’XI Ciclo il fenomeno potrebbe amplificarsi. L’azzeramento dei posti per la Secondaria di II grado concentra le domande sui tre gradi residui, ma la riduzione complessiva del contingente e la distribuzione molto disomogenea tra Regioni – con il 60% dei posti al Nord – potrebbero lasciare scoperti molti atenei meridionali

Il dato andrà verificato al momento dell’apertura dei bandi.

TFA Sostegno 2026 prove preselettive: docente con libri in mano davanti ad una scuola

Tre segnali statistici da non ignorare

L’analisi aggregata delle prove preselettive dei cicli VIII, IX e X restituisce alcuni pattern che meritano di essere conosciuti dai candidati:

  • il primo: nei cicli in cui la quota di domande del Sud è stata particolarmente alta – tipicamente quando il mercato del lavoro scolastico al Nord è stato più dinamico – la soglia reale di accesso alla scritta si è alzata di 1-2 punti rispetto al ciclo precedente. La pressione sulla domanda incide direttamente sulla soglia effettiva;
  • il secondo: gli atenei che offrono più posti non sono automaticamente quelli più facili. Alcuni atenei medio-grandi del Centro Italia hanno registrato, nel X Ciclo, soglie reali superiori a università più piccole del Nord, in virtù di un numero di domande sproporzionato rispetto ai posti banditi. La scelta dell’ateneo andrebbe fatta incrociando posti e domande attese, non sul solo contingente;
  • il terzo: la quota di quesiti di competenze linguistiche ha oscillato significativamente da ateneo ad ateneo. Nel IX Ciclo alcune sedi hanno portato la quota fino al 50% della prova, mentre altre si sono attestate sul minimo di legge. La preparazione uniforme sulle cinque aree resta la strategia più sicura, ma chi può scegliere l’ateneo può anche consultare le prove storiche di quella sede per calibrare lo studio.

Chi accede direttamente alla prova scritta

Il DM 92/2019 all’articolo 6 prevede tre categorie di esonero dalla preselettiva, che l’XI Ciclo conferma integralmente:

  • docenti con almeno tre annualità di servizio su posto di sostegno nel medesimo grado scolastico per cui si concorre, anche non consecutive, negli ultimi dieci anni scolastici. L’accesso diretto è previsto nel limite di una riserva che nei cicli precedenti si è attestata tra il 30% e il 35% dei posti per ateneo. Il decreto MUR dell’XI Ciclo fisserà la percentuale definitiva.
  • candidati con disabilità pari o superiore all’80% ai sensi dell’articolo 20 comma 2-bis della Legge 104/1992.
  • tutti i candidati di un grado in un ateneo, qualora il numero di iscrizioni risulti inferiore o uguale al doppio dei posti – come descritto sopra.

La preparazione strutturata resta la variabile controllabile

I numeri indicano un quadro chiaro: la preselettiva del TFA Sostegno non è una prova che si affronta con la sola cultura generale

Richiede conoscenze specifiche di teorie psicopedagogiche, padronanza della normativa sull’inclusione, allenamento sulle competenze linguistiche e logiche

La finestra temporale utile per la preparazione – dal momento della Nota MUR del 14 aprile 2026 allo svolgimento atteso delle prove in luglio-agosto – è di circa tre mesi. 

Chi attende la pubblicazione del bando del proprio ateneo per iniziare a studiare si ritrova con tre o quattro settimane, insufficienti per coprire un programma che ne richiede almeno otto.

I dati dei cicli precedenti suggeriscono che la variabilità delle soglie reali di accesso – sempre superiori al minimo normativo di 21/30 – rende sconsigliabile puntare a una preparazione di minima. 

L’obiettivo realistico per un candidato non esonerato è collocarsi tra i 25 e i 28 punti su 30, considerando che il margine di recupero nelle prove scritte e orali è comunque limitato.

Domande frequenti sulle prove preselettive TFA Sostegno 2026 (FAQ)

Basta raggiungere i 21/30 per accedere alla prova scritta?

No. La soglia dei 21/30 è il requisito minimo formale di superamento, ma l’accesso effettivo alla prova scritta è limitato ai primi candidati in graduatoria, in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo. Nei cicli recenti la soglia reale si è spesso collocata tra 24 e 27 punti, a seconda dell’ateneo e del grado scolastico.

Le risposte errate abbassano il punteggio?

No. Il DM 92/2019 prevede 0 punti per le risposte errate e per quelle omesse, e 0,5 punti per le risposte corrette. L’assenza di penalizzazione rende statisticamente conveniente rispondere sempre a tutti i 60 quesiti, anche in caso di incertezza.

Quanti quesiti linguistici ci saranno nella prova dell’XI Ciclo?

Almeno 20 su 60, come fissato dall’articolo 6 comma 2 del DM 92/2019. Nei cicli recenti alcuni atenei hanno portato la quota fino al 50% della prova. Non è possibile conoscere il dato esatto prima del giorno della prova, perché la distribuzione è scelta dal singolo ateneo.

È possibile che la preselettiva non si svolga in alcuni atenei?

Sì, è previsto dalla normativa. Se il numero delle domande presentate a un ateneo per un grado è pari o inferiore al doppio dei posti banditi, la preselettiva decade per tutti i candidati di quel grado. Nei cicli recenti il fenomeno si è verificato con frequenza, soprattutto in atenei di dimensioni medie del Centro-Sud e per i gradi dell’infanzia e della secondaria di I grado.

Esiste una banca dati ufficiale dei quesiti?

No. A differenza di altri concorsi pubblici nazionali, il TFA Sostegno non prevede pubblicazione preventiva di una banca dati ministeriale. I quesiti sono elaborati ex novo da ciascun ateneo per ogni ciclo. L’unico riferimento disponibile sono le prove dei cicli precedenti, pubblicate dagli atenei o raccolte da banche dati non ufficiali.