TFA Sostegno 2026: Guida operativa all’XI Ciclo per diventare insegnante di sostegno [IN AGGIORNAMENTO]

Giuseppe Montone

14 Aprile 2026

Foto divisa in 5 parti con docenti di sostegno al lavoro, un edificio scolastico, un momento delle prove e il bando visto su uno schermo di cellulare. In primo piano la scritta "TFA Sostegno 2026 - XI Ciclo"

TFA Sostegno 2026: Guida operativa all’XI Ciclo per diventare insegnante di sostegno [IN AGGIORNAMENTO]

Oltre 30.000 posti, un doppio canale di specializzazione e un decreto MUR atteso tra maggio e giugno 2026: il TFA Sostegno 2026 si annuncia come l’edizione più ampia e strategicamente rilevante degli ultimi anni. Per chi vuole diventare insegnante di sostegno – e accedere alla prima fascia GPS con il titolo universitario riconoscibile anche in Europa – l’XI Ciclo rappresenta la strada maestra. Ecco la Guida operativa completa, dalla normativa alle prove, dai requisiti alla preparazione.

SOMMARIO

Il docente di sostegno nel 2026: ruolo, valore legale del titolo e contesto normativo

Chi è il docente di sostegno e perché la specializzazione è irrinunciabile

Il docente di sostegno è una figura professionalmente distinta da qualsiasi altro insegnante della scuola italiana. 

La Nota MIUR n. 2215 del 26 novembre 2019 ha chiarito con precisione che il docente di sostegno «è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno». 

Non è un assistente, non è un accompagnatore: è un docente a pieno titolo, con responsabilità collegiali e competenze specialistiche che nessun altro percorso formativo ordinario fornisce.

Il fondamento normativo dell’integrazione scolastica risale alla Legge n. 517 del 4 agosto 1977, primo atto legislativo a prevedere forme di supporto didattico per gli alunni con disabilità. 

La Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 ha poi costruito l’impalcatura complessiva del sistema, sancendo il diritto di ogni studente con disabilità a frequentare le scuole di ogni ordine e grado con il supporto di un docente specializzato. 

Il successivo D.Lgs. n. 66 del 2017, integrato dal D.Lgs. n. 96/2019, ha modernizzato gli strumenti operativi: ha introdotto il Profilo di Funzionamento basato sul modello ICF dell’OMS e ha ridefinito le modalità di elaborazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) attraverso il D.M. n. 182/2020.

La specializzazione non è un optional: è il requisito che distingue chi accede alla prima fascia GPS sostegno da chi resta in seconda fascia, con un divario in termini di convocazioni e di possibilità di stabilizzazione che, in molte province, è semplicemente incolmabile.

Il titolo TFA: università vs INDIRE, cosa cambia davvero

Nel 2026 esistono due percorsi ufficiali per ottenere la specializzazione sul sostegno:

  • il primo è il TFA universitario (XI Ciclo), percorso ordinario aperto a chi possiede il titolo di studio coerente con il grado scolastico per cui si concorre;
  • il secondo è il II Ciclo INDIRE, misura straordinaria riservata ai docenti che hanno già maturato almeno tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi otto anni scolastici.

La differenza più rilevante non riguarda i punti GPS – l’O.M. n. 27 del 16 febbraio 2026 li ha equiparati a un massimo di 36 per entrambi, con la controversia che ne è seguita al CSPI – ma la natura giuridica dei due titoli. 

Il D.M. 75/2025 qualifica espressamente il titolo INDIRE come «specializzazione non universitaria», valida esclusivamente in ambito nazionale

Il diploma universitario conseguito al termine del TFA è, invece, un titolo accademico inserito nel sistema europeo di riconoscimento delle qualifiche (Direttiva 2005/36/CE e sistema EQF): può essere sottoposto a procedura di riconoscimento in altri Paesi dell’Unione Europea.

Per chi considera una carriera anche al di fuori dell’Italia, o per chi semplicemente vuole un titolo con il massimo valore formale riconoscibile, la scelta del TFA universitario rimane l’opzione più solida.

TFA Sostegno 2026, foto divisa in tre parti: docenti con alunni disabili e un edificoo scolastico

Il quadro normativo essenziale: le leggi che ogni candidato deve conoscere

Un aspirante docente di sostegno non può affrontare le prove del TFA senza padroneggiare il quadro normativo di riferimento

Le norme da conoscere in profondità sono:

  • Legge n. 104/1992: diritto all’integrazione, definizione di handicap (art. 3), diritto all’educazione e istruzione (art. 12), integrazione scolastica (art. 13);
  • Legge n. 170/2010: riconoscimento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) — dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia — e diritti degli studenti;
  • D.Lgs. n. 66/2017 e D.Lgs. n. 96/2019: riforma dell’inclusione, introduzione del Profilo di Funzionamento secondo il modello ICF-CY;
  • D.M. n. 182/2020: nuovi modelli nazionali di PEI e composizione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione);
  • Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e C.M. n. 8/2013: definizione dei Bisogni Educativi Speciali (BES) e strumenti operativi (PDP, misure dispensative, strumenti compensativi).

La conoscenza di queste norme non è solo funzionale al superamento delle prove: è la base professionale su cui si regge l’intera carriera del docente di sostegno.

Cosa si studia e come si lavora: il percorso formativo dell’XI Ciclo dentro e fuori dall’aula

I 60 CFU del TFA Sostegno: le materie, i laboratori e il senso del percorso

Il corso TFA Sostegno XI Ciclo prevede il conseguimento di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), stabiliti dal D.M. 249/2010. 

Un CFU corrisponde a 25 ore complessive di lavoro (lezione frontale più studio individuale), per un monte ore complessivo di circa 1.500 ore tra aula, laboratori, tirocinio e studio. 

Il percorso si sviluppa in circa 8–9 mesi, con avvio previsto a settembre 2026 e conclusione entro giugno 2027.

La ripartizione dei CFU è la seguente:

COMPONENTE FORMATIVACFUATTIVITÀ PREVISTE
Insegnamenti teorici36Pedagogia e didattica speciale, psicologia dello sviluppo, normativa sull’inclusione, neuropsichiatria infantile.
Laboratori pedagogico-didattici9Esercitazioni pratiche su metodologie didattiche e strumenti compensativi.
Tirocinio diretto nelle scuole6Attività svolta presso le istituzioni scolastiche (minimo 150 ore) affiancando il tutor.
Tirocinio indiretto (TIC + supervisione)6Rielaborazione dell’esperienza, approfondimento sulle tecnologie per l’inclusione e supervisione dei tutor universitari.
Prova finale3Discussione di un elaborato teorico-pratico basato sull’esperienza di tirocinio.
TOTALE60

I 36 CFU degli insegnamenti teorici coprono cinque macro-aree: 

  • Psicologia dello sviluppo e dell’educazione (da Piaget a Vygotskij), 
  • Pedagogia speciale e dell’inclusione (storia, ICF, Disability Studies), 
  • Didattica per l’inclusione (cooperative learning, peer tutoring, UDL, flipped classroom), 
  • Tecnologie didattiche per l’inclusione (CAA, software per disabilità, ausili tecnologici) 
  • Normativa scolastica con deontologia professionale.

I 9 CFU di laboratorio rappresentano il collegamento operativo tra teoria e pratica: microteaching, role-playing, simulazioni di situazioni scolastiche reali, redazione collaborativa di PEI e UDA inclusive. 

La frequenza è obbligatoria in modo integrale: anche una sola assenza non giustificata può interrompere il percorso.

Le 300 ore di tirocinio: come funziona l’apprendistato professionale nelle scuole

Il tirocinio è la componente più formativa dell’intero percorso TFA, con 300 ore complessive obbligatorie suddivise equamente tra due tipologie distinte:

  • il tirocinio diretto (150 ore) si svolge nelle scuole, a fianco di un docente di sostegno in servizio che funge da tutor. La progressione è strutturata: prima l’osservazione delle dinamiche della classe e delle modalità di intervento del tutor, poi la co-docenza graduale, infine fasi di autonomia parziale nella gestione delle attività educative con l’alunno seguito. Non si tratta di mero osservare: è un apprendistato professionale guidato che costruisce competenze operative concrete;
  • il tirocinio indiretto (150 ore) si svolge in sede universitaria, sotto la supervisione del tutor accademico. Comprende sessioni di analisi dei casi incontrati nel tirocinio diretto, confronto collegiale con gli altri corsisti, restituzione delle osservazioni e redazione progressiva del portfolio professionale. Le due componenti si alimentano a vicenda: quanto vissuto in classe viene rielaborato e teoricamente sistematizzato in aula.

La frequenza al tirocinio – sia diretto che indiretto – è obbligatoria in modo integrale su tutte le 300 ore. 

Per gli insegnamenti teorici è previsto invece un limite massimo di assenze pari al 20% del monte ore di ciascun insegnamento.

La prova finale e il voto di specializzazione: quanto conta per la GPS

Al termine del percorso, previo superamento di tutti gli esami e completamento delle 300 ore di tirocinio, il corsista sostiene la prova finale davanti a una commissione universitaria. 

La prova prevede la presentazione e discussione di una relazione di tirocinio, nella quale il candidato descrive il percorso compiuto, le esperienze maturate, le metodologie adottate e le competenze sviluppate.

Il voto di specializzazione, espresso su base 100, non è un dettaglio amministrativo: determina direttamente il punteggio attribuito nella prima fascia GPS sostegno in base alla Tabella A/7 dell’O.M. 27/2026. 

La differenza tra un voto di 70 e un voto di 95 equivale a 12 punti GPS in più -— uno scarto che, in molte province, separa chi viene convocato per una supplenza annuale da chi non riceve chiamate per mesi.

Il percorso dal concorso al ruolo: selezione, GPS e stabilizzazione

Come funziona il concorso TFA Sostegno XI Ciclo: le tre prove in dettaglio

L’accesso al TFA Sostegno XI Ciclo avviene attraverso un concorso articolato in tre fasi successive e obbligatorie. Il superamento di ogni fase è condizione necessaria per accedere alla successiva.

1. Prova preselettiva

Test a risposta multipla da 60 quesiti (5 opzioni ciascuno, una sola corretta) da completare in 120 minuti. Il punteggio è 0,5 punti per risposta corretta, 0 per risposta errata o omessa. 

Accedono alla prova scritta i candidati nei primi posti della graduatoria, in numero pari al doppio dei posti banditi dall’ateneo per quel grado.

Le quattro aree tematiche della preselettiva sono:

  • Competenze linguistiche e comprensione del testo (almeno 20 quesiti obbligatori per normativa): grammatica, analisi testuale, lessico, sintassi, figure retoriche;
  • Logica e ragionamento: serie numeriche, inferenze logiche, ragionamento deduttivo e induttivo, analogie;
  • Competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche: psicologia dello sviluppo, pedagogia speciale, didattica inclusiva, normativa, teorie dell’apprendimento;
  • Competenze didattiche specifiche per grado: varia in base al grado scolastico per cui si concorre.

2. Prova scritta

Domande a risposta aperta o semi-strutturata su discipline psicopedagogiche e metodologico-didattiche. 

I temi ricorrenti includono:

  • Progettazione di interventi educativi individualizzati (PEI secondo la prospettiva ICF-CY); 
  • Didattica per l’inclusione;
  • Normativa (L. 104/1992, L. 170/2010, D.Lgs. 66/2017);
  • Psicologia dell’educazione. 

Punteggio minimo per la sufficienza: 21/30.

3. Prova orale

Colloquio con la commissione esaminatrice su competenze normative, pedagogiche e relazionali, con valutazione dell’attitudine all’insegnamento di sostegno, della motivazione, della capacità di lavoro in équipe e delle competenze comunicative. 

Punteggio minimo per la sufficienza: 21/30.

Dopo l’orale, la valutazione dei titoli (voto di laurea, dottorati, servizio pregresso, pubblicazioni) completa il calcolo del punteggio per la graduatoria finale.

Chi è esonerato dalla preselettiva TFA Sostegno 2026: le tre categorie

Non tutti i candidati devono affrontare il primo filtro selettivo. La normativa prevede tre categorie di esonero dalla prova preselettiva:

  • Esonero per servizio pregresso: docenti con almeno 3 anni di servizio su posto di sostegno maturati negli ultimi 5 anni scolastici nello specifico grado per cui si concorre, nei limiti della riserva del 35% dei posti. Il requisito è tassativo: il servizio deve essere riferito allo stesso grado scolastico della domanda. I tre anni maturati nella Primaria non esentano dalla preselettiva per la Secondaria, e viceversa.
  • Esonero per disabilità: candidati con disabilità pari o superiore all’80% ai sensi dell’articolo 20 della Legge 104/1992.
  • Esonero collettivo: se il numero totale degli iscritti alla preselettiva per un determinato grado è pari o inferiore al doppio dei posti banditi dall’ateneo, la preselettiva viene soppressa per tutti i candidati di quel grado, che accedono direttamente alla prova scritta.

I posti non utilizzati dai candidati esonerati vengono redistribuiti ai candidati ordinari, in modo da garantire che l’intera quota prevista dal bando sia effettivamente messa a concorso.

GPS sostegno 2026–2028: prima fascia, punteggio e riserva

Il titolo di specializzazione consente l’ingresso nella prima fascia delle GPS sostegno, la graduatoria da cui le scuole attingono per supplenze annuali e immissioni in ruolo su posti vacanti. 

Chi opera dalla seconda fascia – docenti non specializzati – subisce un divario strutturale in termini di convocazioni.

Il punteggio nella prima fascia GPS è calcolato in base alla Tabella A/7 allegata all’O.M. n. 27 del 16 febbraio 2026:

VOTO DI SPECIALIZZAZIONEPUNTI GPS PER VOTO+ PUNTI FISSI= TOTALE MASSIMO
60 – 658+1220
66 – 7010+1222
71 – 7512+1224
76 – 8014+1226
81 – 8516+1228
86 – 9018+1230
91 – 9522+1234
96 – 10024+1236

A questi punti si aggiunge un bonus di 9 punti per ciascuna classe di concorso per chi possiede il titolo di specializzazione. È previsto anche un bonus aggiuntivo per il servizio svolto sul sostegno nelle specifiche fasce di punteggio.

Chi sta frequentando un percorso di specializzazione può presentare domanda GPS con riserva: per le GPS 2026–2028 il termine era il 16 marzo 2026. 

Lo scioglimento della riserva entro il 30 giugno 2026 consente l’inserimento a pieno titolo nella prima fascia già per le supplenze dell’a.s. 2026/2027. 

Chi completa il titolo dopo tale data può inserirsi solo negli elenchi aggiuntivi per l’a.s. 2027/2028 o nel successivo aggiornamento biennale.

Dal precariato al ruolo: concorsi, vincolo quinquennale e stipendio

La specializzazione TFA apre l’accesso ai concorsi pubblici riservati ai posti di sostegno, unico canale per l’immissione in ruolo permanente. 

Nei cicli concorsuali recenti – in particolare con il concorso PNRR – i docenti specializzati hanno beneficiato di procedure semplificate con immissioni in ruolo in tempi relativamente brevi. 

A partire dall’a.s. 2026/2027 sono stati istituiti anche gli elenchi regionali, un nuovo canale di reclutamento regionale a cui i docenti precari specializzati possono iscriversi, con priorità rispetto alle GPS nelle procedure di assunzione.

Una volta immessi in ruolo, i docenti di sostegno sono soggetti al vincolo quinquennale introdotto dal CCNI sulla mobilità: l’obbligo di permanere per almeno cinque anni nella scuola e nel ruolo per cui si è ottenuto il posto. 

L’art. 23, comma 11 del CCNI precisa che durante il quinquennio non è possibile chiedere il passaggio di ruolo su posti di tipo comune o su classi di concorso, ma è consentita la mobilità tra posti di sostegno di ordine e grado diversi.

Lo stipendio del docente neoimmesso in ruolo segue le tabelle del CCNL Istruzione e Ricerca 2022–2024 (firmato il 23 dicembre 2025): circa 21.000–22.000 euro lordi annui (1.350–1.450 euro netti mensili) per Infanzia e Primaria, con importi leggermente superiori per la Secondaria, in crescita con l’anzianità di servizio.

I requisiti di accesso all’XI Ciclo: titoli validi per ogni grado scolastico

Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria: titoli ammessi e distinzioni operative

Per la scuola dell’Infanzia sono validi:

  • Diploma magistrale (o di scuola magistrale), anche ad indirizzo psicopedagogico o linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/2002, incluso il diploma triennale specificamente per l’infanzia;
  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria con indirizzo infanzia (vecchio ordinamento) o classe LM-85bis (nuovo ordinamento);
  • Titolo estero riconosciuto equivalente dal Ministero dell’Istruzione.

Per la scuola Primaria i titoli sono sostanzialmente identici, con una distinzione operativa da non trascurare: il diploma triennale di scuola magistrale valido esclusivamente per l’infanzia non è sufficiente per la primaria. 

Per la Primaria è necessario il diploma quadriennale o quinquennale sperimentale, oppure la Laurea LM-85bis senza specificità infanzia.

Tutti i candidati sono ammessi con riserva alla procedura: l’Amministrazione si riserva il diritto di disporre l’esclusione in qualsiasi momento in caso di mancanza dei requisiti. 

Gli insegnanti di Religione Cattolica non sono ammessi alle selezioni TFA Sostegno, in base alla Decisione n. 5686/2006 del Consiglio di Stato.

Scuola Secondaria di I e II Grado: lauree, ITP e il nodo dei CFU

Per la Secondaria di I grado sono validi:

  • Laurea magistrale o a ciclo unico coerente con almeno una classe di concorso della secondaria di I grado, comprensiva di tutti i CFU richiesti dalla normativa (Tabella A del DPR 19/2016 e aggiornamenti);
  • Diploma per ITP (Insegnanti Tecnico Pratici) valido ai sensi del DPR 19/2016 e DM 259/2017;
  • Abilitazione specifica per una classe di concorso del grado scolastico.

Per la Secondaria di II grado i requisiti sono analoghi, con la precisazione che la laurea deve essere coerente con una classe di concorso specifica del II grado. 

Se il titolo dà accesso solo a classi del II grado, il candidato non può concorrere per il I grado, e viceversa.

Candidati con CFU mancanti: chi possiede una laurea magistrale che in linea di principio abilita a una classe di concorso, ma non copre la totalità dei CFU richiesti, può colmare il divario attraverso corsi singoli universitari o percorsi riconosciuti. 

Il superamento di tali corsi è condizione necessaria per la presentazione della domanda al TFA: è indispensabile verificare la propria posizione con largo anticipo rispetto al bando, poiché i tempi di acquisizione dei CFU mancanti possono essere incompatibili con le scadenze.

ITP e scadenza 2026: gli Insegnanti Tecnico Pratici possono ancora accedere con il solo diploma valido per la classe di concorso (DPR 19/2016, Tabella B) fino al 31 dicembre 2026, termine prorogato dal D.L. n. 127 del 9 settembre 2025. Dal 2027 sarà obbligatoria una laurea triennale o titolo equipollente.

Tabella sinottica: grado, titolo minimo e casi particolari

GRADOTITOLO MINIMOCASI PARTICOLARI
InfanziaDiploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o Laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis) indirizzo infanziaIl diploma triennale di scuola magistrale è valido solo se specifico per l’infanzia e conseguito entro il 2001/02.
PrimariaDiploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o Laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis)Il diploma triennale di scuola magistrale NON è valido per l’insegnamento alla primaria.
Sec. I gradoLaurea Magistrale (LM) coerente con la classe di concorso + tutti i CFU richiestiProfilo ITP ammesso con solo diploma fino al 31/12/2026 (DPR 19/2016).
Sec. II gradoLaurea Magistrale (LM) coerente con la classe di concorso + tutti i CFU richiestiProfilo ITP ammesso con diploma specifico per i laboratori fino al 31/12/2026 (DPR 19/2016, Tab. B).

Se il titolo di laurea dà accesso a classi di concorso di più gradi (ad esempio sia Secondaria I che II grado), è generalmente possibile presentare domanda per entrambi i gradi

In caso di doppia ammissione è, tuttavia, obbligatorio scegliere un solo percorso: non è possibile frequentare simultaneamente il TFA per due gradi diversi.

Bando XI Ciclo 2026: posti, calendario e come presentare domanda

Il meccanismo decreto MUR → bandi atenei: come si attiva il TFA Sostegno

Il sistema di attivazione del TFA Sostegno funziona in cascata su due livelli. 

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) emana il decreto autorizzativo nazionale, che indica il numero complessivo di posti suddivisi per grado scolastico, le modalità delle prove e i principi organizzativi. 

Solo dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, i singoli atenei emettono i propri bandi specifici con date, posti disponibili nella sede, quote di partecipazione e modalità di iscrizione.

Non esiste una piattaforma nazionale centralizzata per la presentazione delle domande: ciascun candidato deve identificare l’università a cui intende rivolgersi e seguire le istruzioni del bando di quell’ateneo. 

Le domande verranno presentate tramite il portale InPA una volta pubblicati i bandi universitari.

Il decreto MUR per l’XI Ciclo non è ancora stato pubblicato ad aprile 2026. 

Sulla base delle tempistiche storiche – il decreto del X Ciclo è uscito il 26 giugno 2025 con prove preselettive dal 15 al 18 luglio, quello del IX Ciclo a fine marzo 2024 con prove a maggio – la pubblicazione per il 2026 è attesa tra maggio e giugno.

Calendario operativo stimato: dall’uscita del decreto all’inizio dei corsi

FASEPERIODO STIMATO
Decreto MURMaggio – giugno 2026
Bandi dei singoli ateneiGiugno – luglio 2026
Prove preselettive (un giorno per grado scolastico)Luglio – agosto 2026
Prove scritte e oraliAgosto – settembre 2026
Graduatorie di ammissione e avvio dei corsiSettembre – ottobre 2026
Conclusione corsi e prova finaleGiugno 2027

Le date delle prove preselettive sono stabilite a livello nazionale dal decreto MUR e sono identiche per tutti gli atenei partecipanti (una data diversa per ciascun grado scolastico). 

La gestione pratica – commissioni, aule, comunicazioni ai candidati – è, invece, affidata ai singoli atenei.

Posti, distribuzione e criteri per scegliere l’ateneo giusto

L’offerta formativa dell’XI Ciclo dovrebbe superare i 30.000 posti a livello nazionale

A titolo di confronto, il X Ciclo aveva messo a disposizione 35.784 posti – il numero più alto mai autorizzato – contro i 32.317 del IX. 

La distribuzione per grado verrà stabilita nel decreto MUR: storicamente la quota maggiore va alla Secondaria di II grado, seguita dalla Secondaria di I grado, dalla Primaria e dall’Infanzia. 

Una quota di posti è riservata ai candidati con disabilità ai sensi dell’articolo 20 della Legge 104/1992.

La scelta dell’ateneo è una decisione strategica che incide direttamente sulla competitività della selezione. 

I criteri da valutare:

  • numero di posti banditi: un ateneo con molti posti riduce la pressione concorrenziale sulla preselettiva;
  • sede geografica: la frequenza in presenza è obbligatoria per laboratori e tirocinio;
  • costo della retta: il range è tra 2.500 e 3.500 euro, con variazioni significative tra atenei pubblici del Nord e del Centro-Sud;
  • qualità delle attività laboratoriali e dei tirocini;
  • reputazione nel campo delle scienze dell’educazione.

Contributo per la preselettiva, retta universitaria e Carta del Docente

Il primo esborso da sostenere è il contributo per la partecipazione alla preselettiva, compreso tra 100 e 150 euro a seconda dell’ateneo, generalmente non rimborsabile anche in caso di mancato superamento.

Chi supera la selezione e viene ammesso al corso sostiene la retta di iscrizione: tra 2.500 e 3.500 euro per l’intera durata, rateizzabili in 2, 3 o 4 rate secondo le modalità del singolo ateneo.

La Carta del Docente può coprire integralmente o parzialmente la retta, poiché il TFA rientra tra le destinazioni d’uso per la formazione universitaria. 

A partire dall’a.s. 2025/2026 la Carta è stata estesa anche ai supplenti annuali su posto vacante e ai supplenti con incarico fino al termine delle attività didattiche (D.L. n. 127/2025). 

L’importo per l’a.s. 2025/2026 è stato ridotto a 383 euro (rispetto ai 500 storici) a causa dell’ampliamento della platea dei beneficiari, con meccanismo proporzionale allo stanziamento disponibile.

TFA Sostegno 2026 e II Ciclo INDIRE: il doppio binario del 2026 spiegato punto per punto

Come è nato il doppio canale e cosa prevede la normativa

La coesistenza di due percorsi di specializzazione nel 2026 non è frutto di una scelta ordinaria: nasce dalla necessità strutturale di ridurre la percentuale di cattedre di sostegno coperte da docenti non specializzati, stimata ancora intorno al 40% a livello nazionale. Il D.L. n. 71/2024 (artt. 6 e 7) ha introdotto la base normativa dei percorsi INDIRE, regolati nel dettaglio dal D.M. 75/2025 e prorogati al 31 dicembre 2026 dalla Legge n. 164/2025

Ad ogni modo, il II Ciclo INDIRE ha bruciato i tempi rispetto al TFA: bandi pubblicati dal 13 marzo 2026, iscrizioni aperte dal 16 al 23 marzo, corsi avviati in aprile con l’obiettivo di concludersi entro il 30 giugno 2026.

Percorso Art. 6 (triennalisti) e Art. 7 (titolo estero): requisiti e struttura

Percorso Art. 6 — Triennalisti

Riservato a chi ha maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno nello specifico grado, negli ultimi otto anni scolastici. 

Per «anno di servizio» si intende almeno 180 giorni in un anno scolastico, oppure la prestazione continuativa dal 1° febbraio agli scrutini finali. I servizi presso istituti diversi nello stesso anno scolastico possono essere cumulati per raggiungere i 180 giorni.

  • Posti disponibili: 19.200 a livello nazionale;
  • CFU previsti: 40;
  • Durata minima: 4 mesi;
  • Modalità: telematica sincrona (massimo 10% asincrona);
  • Costo: 1.316 euro.

La graduatoria è stilata per grado di istruzione con priorità agli idonei del I Ciclo INDIRE 2025 non ancora specializzati, poi ai docenti con il maggior numero di annualità di servizio (fino a 8), a parità di punteggio prevale il candidato più giovane.

Percorso Art. 7 — Titolo estero

Riservato a chi ha conseguito la specializzazione sul sostegno all’estero con un percorso di almeno 1.500 ore o 60 CFU, ma la cui istanza di riconoscimento in Italia è pendente, ha avuto esito negativo, o è oggetto di contenzioso. 

La condizione di accesso è la rinuncia formale e irrevocabile a qualsiasi istanza di riconoscimento del titolo estero — una scelta definitiva da valutare con la massima attenzione.

  • Posti disponibili: 3.000 a livello nazionale;
  • CFU: da 36 a 48 (in base al titolo posseduto);
  • Costo: da 916 a 1.516 euro.

TFA universitario vs INDIRE: confronto sintetico per decidere quale percorso fa per te

ASPETTOTFA XI CICLOINDIRE Art. 6INDIRE Art. 7
RequisitoTitolo di studio coerente con il grado≥ 3 anni servizio sostegno (ultimi 8 aa)Titolo estero + rinuncia riconoscimento
Posti> 30.00019.2003.000
Durata~8–9 mesi~4 mesi~3–4 mesi
Costo totale2.600 – 3.650 €1.316 €916 – 1.516 €
Selezione3 prove competitive (preselettiva, scritta, orale)Nessuna (accesso per graduatoria di servizio)Nessuna
Tirocinio300 ore (diretto + indiretto)Assolto automaticamente col servizio pregressoAssolto automaticamente col servizio pregresso
TitoloUniversitario (valido in tutta l’UE)Non universitario (valido solo in Italia)Non universitario (valido solo in Italia)
GPSMax 36 puntiMax 36 puntiMax 36 punti

Prepararsi al TFA Sostegno 2026: metodo, argomenti e tempistica

Il piano di studio ideale: da aprile a luglio in due fasi

La finestra temporale da aprile a luglio 2026 è determinante per chi punta all’XI Ciclo. 

Le prove non valutano la cultura generale: richiedono una conoscenza specifica e applicata di teorie psicopedagogiche, normativa sull’inclusione, metodologie didattiche e competenze linguistiche. Materie che non si affrontano efficacemente in pochi giorni.

Il piano di studio ottimale si articola in due fasi:

Fase 1 — Studio teorico (aprile–giugno 2026)

Ogni area richiede almeno due-tre settimane di studio approfondito:

  • Quadro normativo completo: dalla Legge 104/1992 al D.Lgs. 96/2019;
  • Teorie psicologiche dello sviluppo (Piaget, Vygotskij, Bruner) e dell’apprendimento (comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo);
  • Modello ICF e Profilo di Funzionamento (D.Lgs. 66/2017 e D.M. 182/2020);
  • Metodologie inclusive: cooperative learning, peer tutoring, UDL, differenziazione didattica, CAA;
  • Bisogni Educativi Speciali: DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), ADHD, disturbi dello spettro autistico, disabilità sensoriali e motorie;
  • Strumenti operativi: PEI, PDP, misure dispensative, strumenti compensativi.

Fase 2 — Simulazioni e consolidamento (giugno–luglio 2026)

L’obiettivo è consolidare la preparazione teorica attraverso esercitazione sistematica:

  • Simulazione del test preselettivo con quiz dei cicli precedenti (60 domande in 120 minuti: 2 minuti per risposta — il ritmo va allenato);
  • Esercitazioni guidate sulla prova scritta, con focus su redazione di parti di PEI e progettazione di UDA inclusive;
  • Sessioni di preparazione all’orale, con simulazione del colloquio e approfondimento degli argomenti a maggiore frequenza.

Gli argomenti con la più alta frequenza nelle prove dei cicli precedenti

L’analisi delle prove preselettive degli ultimi cicli individua una serie di argomenti ricorrenti che rappresentano la colonna vertebrale della preparazione:

  • Le teorie dello sviluppo cognitivo di Piaget, Vygotskij e Bruner e le loro implicazioni per la didattica inclusiva;
  • Il modello ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) e il Profilo di Funzionamento introdotto dal D.Lgs. 66/2017;
  • La struttura del PEI (D.M. 182/2020): GLO, aree di intervento, obiettivi a breve e lungo termine, raccordo tra scuola e contesto extrascolastico;
  • La Legge 104/1992 nelle sue articolazioni principali (artt. 3, 12, 13) e la Legge 170/2010 sui DSA;
  • Le quattro forme di DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia): caratteristiche, segnali, strumenti compensativi e misure dispensative;
  • Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e le strategie di intervento didattico personalizzato;
  • I disturbi dello spettro autistico e i livelli di gravità secondo il DSM-5 (lieve, moderato, severo);
  • Le metodologie inclusive: cooperative learning, peer tutoring, UDL (Universal Design for Learning), flipped classroom, differenziazione didattica;
  • La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e gli ausili tecnologici per l’inclusione.

Per la prova scritta e l’orale, il livello di approfondimento richiesto è superiore: il candidato deve saper progettare un intervento educativo partendo da un profilo di funzionamento dato, argomentare le proprie scelte metodologiche, citare la normativa pertinente e dimostrare una visione integrata del ruolo del docente di sostegno all’interno del team educativo.

Domande operative sul TFA Sostegno XI Ciclo 2026 (FAQ)

Il bando XI Ciclo è già uscito?

No. Ad aprile 2026 il decreto del MUR non è ancora stato pubblicato. Le previsioni basate sui cicli precedenti indicano una finestra tra maggio e giugno 2026 per il decreto ministeriale e tra giugno e luglio per i bandi dei singoli atenei. Per non perdere le scadenze è indispensabile monitorare il sito del MUR (mur.gov.it), il portale InPA e le pagine ufficiali degli atenei prescelti. Nonché la sezione dedicata presente sulla rivista online La Scuola Oggi.

Posso candidarmi sia al TFA universitario che al II Ciclo INDIRE?

No. I due percorsi sono incompatibili tra loro: non è possibile essere iscritti contemporaneamente a entrambi. Chi ha già presentato domanda per il ciclo INDIRE deve rinunciare formalmente prima di potersi iscrivere al TFA universitario, e viceversa.

Ho i requisiti per INDIRE: conviene comunque fare il TFA?

Dipende dalle proprie priorità. Il percorso INDIRE è più breve, meno costoso e senza prove selettive competitive. Il titolo TFA, però, è universitario e riconoscibile nei Paesi UE, mentre il titolo INDIRE è espressamente qualificato come «specializzazione non universitaria» (D.M. 75/2025) e vale solo in Italia. Per chi ha prospettive di mobilità europea o desidera il massimo riconoscimento formale del titolo, il TFA rimane la scelta più solida.

Quanti posti sono previsti per il TFA Sostegno 2026?

Il numero ufficiale sarà definito nel decreto MUR. Le stime indicano un’offerta superiore a 30.000 posti, in linea con il X Ciclo che ne aveva autorizzati 35.784. La distribuzione per grado scolastico verrà resa nota con il decreto.

Laurea triennale: è sufficiente per accedere al TFA Sostegno?

No, per nessun grado scolastico. Per la Secondaria è richiesta la laurea magistrale o a ciclo unico. Per Infanzia e Primaria è richiesta la Laurea in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis) o il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 — che sono titoli diversi dalla laurea triennale. La laurea triennale da sola non costituisce titolo di accesso sufficiente.

Il TFA Sostegno è compatibile con una supplenza in corso?

Sì, in linea di principio. Il corso può essere frequentato anche da chi è titolare di una supplenza, a condizione di riuscire a conciliare gli impegni. La frequenza è obbligatoria per laboratori e tirocinio: è indispensabile verificare in anticipo la compatibilità con gli orari della scuola di servizio, soprattutto per le attività in presenza.

Quanto tempo occorre per prepararsi alla preselettiva?

Una preparazione adeguata richiede indicativamente tra le 6 e le 10 settimane di studio strutturato, in base alla preparazione di partenza. Chi ha già un background in scienze dell’educazione o psicologia può concentrarsi sugli aspetti normativi e sulle simulazioni pratiche. Chi parte da una disciplina scientifica o umanistica deve dedicare più tempo allo studio della pedagogia speciale e della didattica inclusiva.

⚠️ Ultimo aggiornamento: aprile 2026. Le informazioni relative all’XI Ciclo TFA – in particolare il numero esatto di posti, le date delle prove e i dettagli dei bandi dei singoli atenei – si basano su previsioni fondate sui cicli precedenti, poiché il decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) non è ancora stato pubblicato. I dati relativi al II Ciclo INDIRE sono ufficiali: bandi già pubblicati, iscrizioni chiuse, corsi avviati. Questa pagina verrà aggiornata non appena il decreto MUR e i bandi universitari saranno disponibili.