Nodo alloggi per il personale scolastico fuori sede: con un comunicato diffuso il 15 ottobre 2026, Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Istruzione e componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, interviene sulle recenti dichiarazioni del ministro Giuseppe Valditara sulla specificità della contrattazione per la scuola e propone un tavolo tecnico a riguardo.
Contrattazione specifica sugli alloggi per il personale scolastico fuori sede: la posizione di UGL Istruzione
Per Cuzzupi, la discussione su una contrattazione specifica per la scuola «apre un’importante riflessione sulle condizioni di chi ogni giorno assicura il funzionamento delle istituzioni scolastiche». La valorizzazione del personale, sostiene la sindacalista, «non si esaurisce nel riconoscimento delle professionalità», ma richiede di affrontare le difficoltà che docenti e ATA incontrano nel proprio lavoro.
Secondo UGL Istruzione, una maggiore specificità contrattuale potrebbe consentire di affrontare in modo più mirato le esigenze della scuola, «con obiettivi chiari sul piano retributivo». I rinnovi contrattuali e le iniziative di welfare, aggiunge Cuzzupi, «rappresentano passaggi rilevanti ma non esauriscono le criticità».
Alloggi per il personale scolastico fuori sede: il peso del costo della casa
Il caso indicato come emblematico è quello di chi lavora lontano dalla residenza. Per Cuzzupi, «il costo dell’alloggio incide tanto sul reddito da rendere economicamente difficile accettare o mantenere un incarico».
Il sindacato, intervenuto più volte sul tema degli alloggi per il personale scolastico fuori sede, ritiene che il riconoscimento della questione nel quadro normativo sia un passo significativo, ma non sufficiente. Secondo UGL Istruzione, le intenzioni vanno tradotte in misure pratiche e accessibili.
Le proposte di UGL Istruzione
In attesa degli sviluppi sul piano contrattuale, il sindacato chiede che il problema degli alloggi per il personale scolastico fuori sede trovi soluzioni attuabili fin da subito. Nel comunicato le proposte sono tre:
- individuare le abitazioni disponibili;
- verificare le necessità dei territori più interessati;
- promuovere soluzioni abitative con canoni compatibili con le retribuzioni del personale scolastico, che Cuzzupi definisce «non idilliache».
UGL Istruzione propone inoltre di istituire un tavolo tecnico che definisca obiettivi, modalità operative, tempi di attuazione e verifica dei risultati.
Le ricadute su continuità didattica e organici
Per Cuzzupi la questione riguarda anche la capacità del sistema di garantire continuità didattica e stabilità degli organici. Le difficoltà legate al trasferimento, osserva la sindacalista, possono condizionare l’accettazione degli incarichi e la permanenza nella sede, con ricadute sull’organizzazione del servizio e sugli studenti.
«Contrattazione e politiche abitative sono strumenti distinti, con responsabilità e risorse differenti, ma devono concorrere a un obiettivo comune», conclude Cuzzupi. L’obiettivo, per il sindacato, è mettere tutti «nella condizione di svolgere il proprio lavoro senza che gli ostacoli economici compromettano le scelte professionali e il funzionamento della scuola».
Il comunicato stampa
“La discussione sulla possibilità di una contrattazione specifica per la scuola apre un’importante riflessione sulle condizioni di chi ogni giorno assicura il funzionamento delle istituzioni scolastiche. La valorizzazione del personale, infatti, non si esaurisce nel riconoscimento delle professionalità, ma richiede anche di affrontare le difficoltà che docenti e ATA incontrano nello svolgimento del proprio lavoro”.
È quanto dichiara Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Istruzione e Componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, intervenendo in merito alle recenti dichiarazioni del ministro Giuseppe Valditara sulla specificità della contrattazione per la scuola.
“I rinnovi contrattuali e le iniziative di welfare rappresentano passaggi rilevanti ma non esauriscono le criticità. Un aspetto emblematico riguarda chi è chiamato a lavorare lontano dalla propria residenza: il costo dell’alloggio incide tanto sul reddito da rendere economicamente difficile accettare o mantenere un incarico. Un dato che non può essere trascurato quando si parla di funzionalità della scuola”.
È il tema delle abitazioni per il personale scolastico fuori sede, sul quale UGL Istruzione è intervenuta più volte. Il riconoscimento della questione nel quadro normativo rappresenta un passo significativo ma non basta, occorre tradurre le intenzioni in misure pratiche e accessibili.
“Riteniamo che una maggiore specificità contrattuale – prosegue il Segretario Nazionale – possa offrire l’occasione per affrontare in modo più mirato le esigenze della scuola, con obiettivi chiari sul piano retributivo. Ma, nel frattempo, il problema degli alloggi deve trovare soluzioni attuabili. Serve individuare le abitazioni disponibili, verificare le necessità dei territori maggiormente interessati e promuovere soluzioni abitative con canoni compatibili con le retribuzioni non idilliache del personale scolastico”.
Per Cuzzupi, la circostanza investe anche la capacità del sistema scolastico di assicurare continuità didattica e stabilità degli organici. Le difficoltà legate al trasferimento possono infatti condizionare l’accettazione degli incarichi e la permanenza nella sede assegnata, con possibili ripercussioni sull’organizzazione del servizio e sugli studenti.
“Contrattazione e politiche abitative sono strumenti distinti, con responsabilità e risorse differenti, ma devono concorrere a un obiettivo comune: mettere tutti nella condizione di svolgere il proprio lavoro senza che gli ostacoli economici compromettano le scelte professionali e il funzionamento della scuola. Su tali argomenti – propone Cuzzupi – riteniamo opportuna l’istituzione di un tavolo tecnico che definisca obiettivi, modalità operative, tempi di attuazione e verifica dei risultati. Le premesse per affrontare la questione ci sono, adesso è necessario tradurle in risposte concrete”.





