Attività alternative alla religione cattolica: guida completa per docenti e scuole

Rosalia Cimino

1 Ottobre 2025

Attività alternative alla religione cattolica

Attività alternative alla religione cattolica: guida completa per docenti e scuole

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Le scuole italiane devono garantire agli studenti la possibilità di seguire attività alternative alla religione cattolica, come previsto dalla normativa vigente. L’organizzazione di queste ore comporta attenzione alla scelta dei docenti, alla gestione dei contratti e alla corretta retribuzione delle ore eccedenti. 

Vediamo le regole principali per dirigenti scolastici e docenti: chi può essere coinvolto e come vengono gestiti i pagamenti, evitando errori e ritardi amministrativi.

Chi può svolgere le attività alternative alla religione cattolica e come vengono organizzate

Le attività alternative alla religione cattolica possono essere affidate a diverse tipologie di personale:

  • Docenti già a disposizione della scuola: non comportano costi aggiuntivi, perché l’orario è già retribuito.
  • Docenti disponibili a svolgere ore eccedenti: ore aggiuntive rispetto all’orario normale, pagate come supplemento sul piano gestionale già utilizzato per lo stipendio.
  • Supplenti con contratto già in corso: le ore alternative vengono aggiunte al contratto principale e retribuite come extra.
  • Supplenti assunti appositamente: trattati come normali supplenze con contratto a termine.

I dirigenti scolastici devono prestare attenzione a non assegnare ore a docenti già in servizio nella stessa classe, per garantire un’adeguata distribuzione delle responsabilità. 

Inoltre, per scuola dell’infanzia e primaria, non è possibile superare un totale di 24 ore settimanali di cattedra, rispettando le indicazioni della Corte dei Conti.

Contratti, limiti e modalità di pagamento delle attività alternative alla religione cattolica

I contratti per le attività alternative alla religione cattolica hanno scadenza obbligatoria entro il 30 giugno di ogni anno scolastico, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Economia

Possono essere assegnati sia a docenti di ruolo sia a docenti a tempo determinato, escludendo però i titolari di contratti brevi o con indennità di maternità. Per quanto riguarda il pagamento:

  • Le ore eccedenti fino a un massimo di 6 ore settimanali possono essere liquidate come supplemento allo stipendio base.
  • Il compenso segue i piani gestionali già utilizzati per la retribuzione del contratto principale o del personale in ruolo.

Un sistema così pensato garantisce trasparenza e correttezza amministrativa, assicurando che tutte le attività alternative vengano svolte da personale qualificato e regolarmente retribuito.

La scelta dell’ora di religione in Italia: dati e tendenze

L’Italia sta assistendo a un cambiamento significativo nelle scelte degli studenti riguardo all’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). 

Secondo i dati più recenti, nell’anno scolastico 2023/2024, oltre 1 milione e 164.000 studenti hanno scelto di non avvalersi dell’IRC, rappresentando circa il 16,6% del totale nazionale. Questo segna un aumento rispetto al 15,5% dell’anno precedente. Le scelte variano notevolmente tra le diverse regioni italiane:

  • Nord-Ovest: circa 24,5% degli studenti non partecipa all’IRC.
  • Nord-Est: circa 23,7%.
  • Centro: circa 19,6%.
  • Sud: circa 6,9%.
  • Isole: circa 7,6%.

In alcune province del Nord, come Firenze, la percentuale di studenti che non frequentano l’IRC supera il 30%, mentre nel Sud Italia, in regioni come la Basilicata, la percentuale è inferiore al 4%. Anche il tipo di istituto scolastico influisce sulla scelta:

  • Licei: circa il 17,5% degli studenti non partecipa all’IRC.
  • Istituti tecnici: circa 23,9%.
  • Istituti professionali: circa 25,5%.

I dati evidenziano una crescente diversificazione nelle scelte degli studenti italiani riguardo all’IRC, influenzata da fattori geografici, culturali e tipologia di istituto.