Pensioni e Riscatto Laurea: Caos in Manovra, Dietrofront del Governo Dopo le Polemiche

Giuseppe Montone

18 Dicembre 2025

Pensioni e Riscatto Laurea: diversi documenti su una scrivania. Sullo sfondo una TV che annuncia il dietrofront del governo

Pensioni e Riscatto Laurea: Caos in Manovra, Dietrofront del Governo Dopo le Polemiche

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La Legge di Bilancio continua a far discutere, in particolare per quanto riguarda le pensioni e riscatto laurea, temi caldi che hanno infiammato il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni. Un emendamento governativo, poi ritirato in extremis, prevedeva infatti una stretta significativa sul riscatto della laurea triennale e sull’accesso alla pensione anticipata, e ha scatenato la dura reazione della FLC CGIL, costringendo la premier Giorgia Meloni a un rapido passo indietro. Le opposizioni parlano di “furto” e di “tradimento degli elettori”, mentre la maggioranza cerca di ricompattarsi, attribuendo la responsabilità del pasticcio a “tecnici troppo zelanti”.

Le Novità Iniziali: Tagli al Riscatto Laurea e Finestre Mobili Più Lunghe

L’emendamento al centro della discordia introduceva una serie di modifiche peggiorative per chi aveva riscattato i tre anni di laurea breve ai fini pensionistici. 

Secondo la proposta iniziale, a partire dal 2031, il valore contributivo dei mesi riscattati sarebbe stato progressivamente ridotto. 

Nello specifico, si prevedeva un taglio di sei mesi nel 2031, che sarebbe salito a 12 mesi nel 2032, 18 mesi nel 2033, 24 mesi nel 2034, fino a raggiungere i 30 mesi nel 2035

Di fatto, una parte consistente del periodo riscattato non avrebbe più concorso alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata, attualmente fissati a 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne).

Oltre alla penalizzazione sul riscatto, l’emendamento prevedeva anche un inasprimento delle regole per l’accesso alla pensione anticipata. 

A partire dal 2032, infatti, la cosiddetta “finestra mobile” – il periodo di attesa tra la maturazione dei requisiti e l’effettiva decorrenza della pensione – sarebbe aumentata. 

Dai tre mesi attuali, si sarebbe passati a quattro mesi nel 2032, cinque mesi nel 2033 e sei mesi dal 2034 in poi. 

Questa misura avrebbe comportato un ulteriore ritardo nell’uscita dal mondo del lavoro, anche per il personale del mondo scolastico, vanificando in parte gli sforzi di chi aveva investito risorse ingenti per riscattare gli anni di studio e anticipare il pensionamento.

La Dura Reazione della FLC CGIL: “Un Furto di Stato”

La proposta governativa ha immediatamente sollevato un coro di proteste, con la FLC CGIL in prima linea nel denunciare la gravità della misura. 

In un comunicato stampa diffuso all’indomani dello sciopero generale, il sindacato ha definito l’emendamento “una misura fortemente penalizzante” e “un vero e proprio furto di stato, aggravato dalla sua efficacia retroattiva”. 

La FLC CGIL ha sottolineato come questa norma avrebbe vanificato i sacrifici economici di migliaia di lavoratori che avevano pagato somme ingenti per riscattare gli anni universitari, nella speranza di poter accedere alla pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia.

Il sindacato ha, inoltre, evidenziato i profili di incostituzionalità della misura, che cambiava le regole in corso d’opera e sottraeva indebitamente risorse investite dai lavoratori, comprimendo pesantemente i loro diritti. 

La FLC CGIL ha anche criticato l’atteggiamento di chi, strumentalmente, millantava di aver ottenuto dal governo l’impegno a risolvere il problema del burnout del personale docente e a introdurre il riscatto gratuito della laurea, mentre la realtà dei fatti dimostrava l’esatto opposto. 

Il sindacato ha concluso minacciando azioni legali in tutte le sedi, incluse le aule di tribunale, per fermare questo “atto di ingiustizia“.

Pensioni e Riscatto Laurea: infografica riassuntiva

Pensioni e Riscatto Laurea: Il Dietrofront del Governo e le Reazioni

Di fronte alle crescenti proteste e alle tensioni interne alla maggioranza, il governo è stato costretto a fare marcia indietro

La premier Giorgia Meloni ha annunciato che l’esecutivo avrebbe corretto la stretta sulle pensioni e che non ci sarebbero stati tagli retroattivi sul riscatto della laurea. 

Il senatore leghista e relatore alla Manovra, Claudio Borghi, ha confermato il deposito di un emendamento che cancella le norme contestate, sostituendole con una copertura finanziaria alternativa individuata nell’Irap sulle banche.

Tuttavia, il pasticcio ha lasciato strascichi polemici. 

Le opposizioni hanno duramente attaccato il governo, con la segretaria del Pd Elly Schlein che ha parlato di “stangata sulle pensioni” e “furto ai giovani e agli anziani”. 

Il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, ha definito “surreale” l’accusa della Lega ai “burocrati del Mef”, mentre Nicola Fratoianni di Avs ha accusato il governo di aver “tradito gli elettori“. 

Matteo Renzi di Italia Viva ha sottolineato l'”incredibile spregio del Parlamento” dimostrato dalla premier, che ha annunciato la modifica con una risposta in replica in Aula. 

Il dibattito sulla Manovra prosegue, ma la vicenda delle pensioni e riscatto laurea ha messo in luce le difficoltà del governo nel gestire dossier delicati e nel mantenere la compattezza della maggioranza.