Con l’avvio del nuovo anno scolastico, si riaccende il dibattito sul caro scuola 2025/26, la silenziosa stangata di fine estate che mette a dura prova i bilanci di milioni di famiglie. L’acquisto di libri, materiale di cancelleria e corredo scolastico – così come evidenziato in un Comunicato stampa di Ancodis (Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici) – rappresenta una spesa in costante aumento, che solleva una domanda fondamentale: in Italia, il diritto allo studio è ancora un principio universalmente garantito o un lusso per pochi?
Le Stime sul Caro Scuola 2025/26: Un’Analisi dei Costi
Le previsioni per il nuovo anno scolastico delineano un quadro preoccupante. Secondo le stime fornite dal Codacons, la spesa complessiva per studente potrebbe superare la soglia critica dei 700 euro, un importo che per molti nuclei familiari risulta insostenibile, specialmente in presenza di più figli in età scolare.
L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha elaborato un’analisi ancora più dettagliata, che evidenzia rincari significativi rispetto agli anni precedenti.
Per i soli libri di testo si prevede un aumento del 2,8% rispetto al 2024, che sale a un +11,9% se confrontato con il 2022.
Aumenti ancora più marcati si registrano per il materiale di cancelleria: penne e matite segnano un +6,9% sull’anno precedente, ma l’incremento raggiunge un allarmante +24,2% rispetto al 2021, un ritmo di crescita nettamente superiore a quello dell’inflazione generale.
Libri di Testo: Il Ruolo del Mercato Editoriale e le Criticità
Un aspetto determinante del caro scuola 2025/26 risiede nel mercato dei libri di testo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha più volte messo in luce una forte concentrazione del settore, dove quattro grandi gruppi editoriali controllano circa l’80% dell’offerta.
Una simile dinamica ostacola la concorrenza e favorisce il mantenimento di prezzi elevati. A complicare ulteriormente la situazione interviene la pratica diffusa di pubblicare nuove edizioni dei testi quasi ogni anno.
Spesso le modifiche apportate sono minime e non giustificano un nuovo acquisto, ma rendono di fatto impossibile il riutilizzo dei volumi usati. Per le famiglie, la conseguenza è l’obbligo di acquistare libri nuovi, con un aggravio economico notevole che vanifica le strategie di risparmio basate sul mercato di seconda mano.

Il Diritto allo Studio e le Misure di Sostegno Esistenti
Per mitigare l’impatto economico, lo Stato, le Regioni e i Comuni mettono a disposizione agevolazioni per l’acquisto dei libri di testo.
Tali misure, tuttavia, si rivolgono a una platea ristretta di famiglie con un indicatore ISEE basso e, come noto, sono spesso caratterizzate da gravi ritardi nell’erogazione dei fondi ai beneficiari.
Il risultato è che molte famiglie idonee sono costrette ad anticipare spese che incidono pesantemente sul bilancio mensile. Il caro scuola 2025/26 trascende la mera questione economica per trasformarsi in un problema sociale ed educativo.
Quando la spesa per l’istruzione diventa un lusso, si mina alla base il principio di uguaglianza delle opportunità sancito dall’articolo 34 della Costituzione, che dovrebbe garantire a tutti l’accesso ai gradi più alti degli studi.
Le Proposte di Ancodis per Contrastare il Fenomeno
Di fronte a uno scenario così critico, l’associazione Ancodis, per voce del suo presidente Rosolino Cicero, avanza proposte concrete da inserire nella prossima legge di bilancio.
Tra le richieste spicca l’introduzione della gratuità totale dei libri di testo per gli studenti della scuola secondaria di primo grado.
Si suggerisce, inoltre, di incentivare il servizio del comodato d’uso gratuito da parte delle scuole, che potrebbe includere anche le versioni digitali dei testi per alleggerire il peso degli zaini e dei costi.
Per la scuola secondaria di secondo grado, Ancodis propone di finanziare una riduzione del 50% sul costo dei libri a partire dal secondo figlio in poi. Si tratta di interventi mirati a offrire un sostegno reale e immediato alle famiglie, il cui potere d’acquisto è stato progressivamente eroso dall’inflazione.
Un Appello alla Responsabilità Collettiva
Il presidente Cicero estende il suo appello anche agli attori del mercato, affinché facciano la loro parte. “Anche le case editrici e le cartolibrerie devono fare scelte commerciali che vengano concretamente incontro alle difficoltà economiche delle famiglie”, afferma.
L’obiettivo è quello di riportare al centro del dibattito politico un sostegno autentico che dia piena attuazione al diritto allo studio.
Il rischio, conclude il presidente di Ancodis, è quello di consolidare un sistema scolastico a “diverse velocità“, con istituti statali afflitti da criticità strutturali e scuole paritarie sempre più sostenute.
È essenziale che Parlamento, Governo ed editori si assumano la responsabilità di rendere la scuola italiana meno “cara” e più accessibile, per garantire che tutti gli studenti possano partire dalle medesime condizioni e godere delle stesse opportunità formative.

Comunicato stampa Ancodis
Ancodis: “Cara” scuola, ma quanto mi costi?
Con la riapertura dell’anno scolastico le famiglie sanno bene che dovranno affrontare la gravosa questione delle spese scolastiche: costi per l’iscrizione e la frequenza, per l’acquisto di libri, zaini, astucci e altri materiali, per le attività extradidattiche, per le gite e i viaggi di istruzione.
Si tratta dell’annuale “silenziosa” stangata che metterà a dura prova i bilanci familiari specialmente nei nuclei con più figli in età scolastica.
Il caro scuola determina una vera “questione sociale” che pone alle forze parlamentari, al governo e alla società civile una domanda: come garantire davvero il pieno diritto allo studio?
Secondo le stime fornite dal Codacons, la spesa per l’anno scolastico 2025/2026 supererà ogni soglia critica, arrivando anche a superare i 700 euro per studente.
La spesa per i libri scolastici rappresenta un carico significativo e rilevante per le famiglie italiane che può arrivare ad assorbire circa un terzo della retribuzione di un lavoratore medio.
I dati diffusi inducono a prevedere un rialzo complessivo del 2,8%, superiore al tasso di in azione programmata pari all’1,8% valido per i testi della secondaria di primo grado, ma ampiamente superato per le scuole superiori, considerando anche dizionari e libri facoltativi.
L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha elaborato i seguenti dati per:
- i libri scolastici: +2,8% rispetto al 2024. L’incremento sale al +6,7% rispetto al 2023 e all’+11,9% rispetto al 2022, con un ritmo superiore all’inflazione generale;
- i quadernoni e le risme di carta: +1,5% nell’ultimo anno, ma rispetto al 2021 i prezzi segnano un balzo complessivo del +20,3%;
- le penne, le matite, gli evidenziatori: +6,9% sul 2024, +16,6% sul 2022, +24,2% rispetto al 2021.
L’Antitrust da parte sua ha sollevato la questione della forte concentrazione del mercato editoriale: quattro grandi editori controllano l’80% del settore, ostacolando la concorrenza e mantenendo alti i prezzi. A peggiorare le cose, l’adozione di nuove edizioni annuali non necessarie che rende complicato se non impossibile il riutilizzo dei libri usati, aggravando ulteriormente la spesa per le famiglie.
Esistono misure e agevolazioni messe in campo da Stato, Regioni e Comuni per garantire la fruizione dei libri di testo: queste risorse però interessano soltanto una parte delle famiglie con ISEE basso ma, come è noto, registrano gravi ritardi nella loro erogazione ai beneficiari.
Il caro scuola non è solo una questione di portafoglio. Ha effetti profondi sul piano sociale, educativo e culturale. Per tante famiglie, spendere oltre 700 euro per ogni figlio rappresenta uno sforzo insostenibile.
Allora viene da chiedersi se il diritto allo studio sia davvero un principio costituzionalmente garantito a tutti!
“Visto il potere di acquisto degli stipendi eroso dall’inflazione, dichiara il Presidente Rosolino Cicero, Ancodis invita il governo, il Ministro e le forze politiche parlamentari nella prossima legge di bilancio a fare ogni scelta utile e necessaria per venire incontro alle famiglie come per esempio prevedere per gli alunni della scuola secondaria di primo grado la gratuità dei libri, incentivare il servizio del comodato d’uso gratuito da parte delle scuole, anche delle versioni digitali, finanziare la riduzione dei costi dei libri del 50% dal secondo figlio in poi nella scuola secondaria di secondo grado.”
“Anche le case editrici e le cartolibrerie – continua Cicero – però devono fare la loro parte facendo scelte commerciali che vengano concretamente incontro alle difficoltà economiche delle famiglie. Si riporti al centro del dibattito il vero sostegno alle famiglie con i figli frequentanti la scuola secondaria e si dia piena attuazione dell’articolo 34 della Costituzione Italiana riconoscendo l’universalità del diritto allo studio.”
“Sul caro scuola – conclude il Presidente di Ancodis – non possiamo permettere un sistema scolastico sempre più a diverse velocità – con scuole statali con le ben note e strutturali criticità e scuole paritarie sempre più economicamente sostenute – dove gli studenti NON partono dalle stesse condizioni e non godono delle medesime opportunità. È tempo che Parlamento, Governo ed editori si assumano la responsabilità di rendere meno “cara” la scuola italiana ma più accessibile anche dal punto di vista economico.”





