Congedo parentale per il personale scolastico: cosa prevede e novità della Manovra 2025

La Scuola Oggi

23 Gennaio 2025

dettaglio di un neonato che stringe la mano della mamma, che è un membro del personale scolastico a casa durante il congedo parentale

Congedo parentale per il personale scolastico: cosa prevede e novità della Manovra 2025

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Il congedo parentale è un importante diritto dei lavoratori, che riguarda anche il personale scolastico. Di recente l’ultima legge di bilancio ha introdotto importanti novità a riguardo per il personale scolastico.

Prima di vedere insieme di cosa si tratta, facciamo un attimo il punto su cos’e il congedo parentale e come funziona.

Cos’è il congedo parentale? Il personale scolastico ne ha diritto?

Il congedo parentale è un diritto riconosciuto ai genitori lavoratori per prendersi cura dei figli nei primi anni di vita, garantendo un equilibrio tra lavoro e famiglia. Introdotto dalla normativa italiana, il congedo è regolato principalmente dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) e rappresenta un’estensione del congedo obbligatorio di maternità o paternità.

Può essere richiesto da entrambi i genitori, anche in modo alternato, ed è fruibile fino ai 12 anni di vita del bambino (o entro 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). La durata massima complessiva è di 10 mesi, elevabili a 11 in alcune circostanze.

Il congedo parentale può essere fruito in forma continuativa o frazionata e prevede una retribuzione parziale. Per i primi mesi, generalmente entro i sei anni del bambino, è garantita una percentuale dell’ultima retribuzione, che può variare dal 30% all’80% a seconda della normativa vigente e del contratto collettivo applicato.

Questo strumento rappresenta un importante supporto per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, tutelando i genitori lavoratori e promuovendo il benessere dei figli.

Il congedo parentale si inserisce in un quadro di politiche volte a incentivare l’uguaglianza di genere e il coinvolgimento dei padri nella cura familiare, che non riguardano solo i dipendenti di aziende ma anche i dipendenti della PA, di cui fanno parte anche i membri del personale scolastico.

Le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio

L’ultima Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto rilevanti novità sul congedo parentale per madri e padri lavoratori.

In particolare, l’articolo 1, commi 217 e 218, apporta modifiche al Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001):

  • Comma 217: eleva l’indennità al 80% della retribuzione per un ulteriore mese di congedo parentale fruito entro il sesto anno di vita del bambino.
  • Comma 218: stabilisce l’applicazione di tali misure per i lavoratori che terminano il congedo di maternità o paternità successivamente al 31 dicembre 2023 o al 31 dicembre 2024.

Dal 2025, il secondo mese di congedo parentale sarà retribuito all’80%, come il terzo mese, se fruito entro il sesto anno di vita del bambino.

I cambiamenti per il personale scolastico

Il personale della scuola beneficia già di una normativa di maggior favore prevista dal CCNL:

  • Primo mese: retribuito al 100% fino ai 12 anni del bambino.
  • Successivi due mesi: retribuiti al 80% (entro i 6 anni) o al 30% (dai 7 ai 12 anni).
  • Ultimi sei mesi: retribuiti al 30% fino ai 12 anni del bambino.