Da beni confiscati alla Mafia a Scuole: la nuova Convenzione che trasforma il crimine in opportunità

Rosalia Cimino

27 Febbraio 2025

Bene sottratto alla criminalità organizzata

Da beni confiscati alla Mafia a Scuole: la nuova Convenzione che trasforma il crimine in opportunità

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Al Viminale è stata siglata una convenzione da tempo attesa tra l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) e l’Agenzia del Demanio, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. 

L’accordo mira a trasformare gli immobili sottratti alla criminalità organizzata in strutture e beni utili alla collettività, come scuole, sedi istituzionali e alloggi per studenti.

Un accordo per la rigenerazione urbana e sociale

La convenzione, con una durata triennale, ha l’obiettivo di accelerare e rendere più efficiente il processo di assegnazione dei beni confiscati

Attraverso la semplificazione delle procedure di verifica e destinazione, si punta a ridurre la burocrazia e a favorire un rapido riutilizzo di questi immobili per scopi pubblici e sociali. 

Uno degli strumenti chiave introdotti è la Piattaforma Unica delle Destinazioni (PUD), sviluppata dall’ANBSC, che consente all’Agenzia del Demanio di segnalare l’interesse delle amministrazioni statali per specifici beni.

Il Ministro Piantedosi ha sottolineato l’importanza di questo passo concreto nel restituire alla comunità beni un tempo simbolo di illegalità, trasformandoli in risorse per l’istruzione e la cultura, contribuendo così alla rigenerazione urbana e sociale dei territori coinvolti.

Un percorso normativo per il riutilizzo sociale dei beni confiscati

Il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha radici nella legge Rognoni-La Torre del 1982, che ha introdotto misure di prevenzione patrimoniale contro le mafie. 

Nel corso degli anni, la normativa è stata aggiornata per superare le difficoltà applicative e rendere più efficaci le procedure di destinazione dei beni. 

Organizzazioni come Libera hanno evidenziato l’importanza di utilizzare questi immobili per scopi sociali, educativi e culturali, trasformandoli in simboli di legalità e rinascita per le comunità locali.

Nonostante i progressi, una parte significativa dei beni confiscati rimane ancora in attesa di destinazione. 

Secondo dati elaborati da Libera, su oltre 36.600 beni immobili confiscati dal 1982 ad oggi, circa il 48% è stato destinato a finalità istituzionali e sociali, mentre il restante 52% è ancora da assegnare. 

La nuova convenzione tra ANBSC e Agenzia del Demanio rappresenta quindi un passo importante per colmare questo gap, promuovendo l’utilizzo efficace di questi beni a beneficio della collettività.

L’istruzione come inno alla legalità

L’iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per il mondo della scuola, che da anni affronta il problema della carenza di spazi adeguati per la didattica e le attività extracurriculari. 

La possibilità di trasformare gli immobili confiscati alla criminalità in istituti scolastici, laboratori, biblioteche o centri culturali non solo aiuta a risolvere le criticità logistiche, ma assume anche un forte valore simbolico. 

Studiare in un luogo un tempo appartenuto alla mafia significa educare le nuove generazioni alla legalità, trasmettendo il messaggio che lo Stato è presente e capace di restituire alla comunità ciò che la criminalità aveva sottratto. 

Un passo avanti verso un’istruzione più inclusiva e radicata nei valori della giustizia e della responsabilità civile.