Alla vigilia della discussione sul ricorso in appello con la quale è stato richiesto di sospendere l’efficacia della Sentenza che ha riammesso la Federazione UIL Scuola Rua ai tavoli sindacali di informativa e confronto relativi al CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, il Segretario generale Giuseppe D’Aprile interviene con un durissimo Comunicato stampa nel quale parla in modo esplicito di “ricatto politico sindacale”.
Comunicato stampa
“Domani, 8 aprile, si terrà la discussione del ricorso in appello, con la richiesta di sospendere l’efficacia della Sentenza che ha riammesso la Federazione UIL Scuola Rua ai tavoli sindacali di informativa e confronto.
Il tribunale di Roma, sancendo un diritto costituzionale ha disapplicato gli articoli 5 e 6 del contratto Istruzione e Ricerca nella parte in cui l’informazione e il confronto sono riservate ai soli soggetti sindacali firmatari del contratto.
La fretta di impugnare la sentenza con la richiesta di inibitoria – cioè di sospensione urgente del dispositivo che ci ha riammesso ai tavoli – da cosa è giustificata? Quale sarebbe l’atteggiamento antigiuridico tale da giustificare una richiesta di sospensiva?
Noi ci siamo fatti un’idea. Inibire, appunto, attraverso un’opposizione antidemocratica e anticostituzionale, la possibilità ad una organizzazione sindacale rappresentativa di migliaia di lavoratori, di poter liberamente esprimere le proprie coerenti posizioni sindacali.
Dover firmare un contratto per essere informati – altrimenti si è esclusi dall’esercizio di un diritto costituzionale – per noi si chiama ricatto politico sindacale. E noi ai ricatti non ci stiamo.
Indipendentemente dall’esito, continueremo nella strada tracciata a tutela delle persone che tutti i giorni fanno il loro lavoro con dedizione e professionalità. Abbiamo fiducia nella Magistratura.”