Il Decreto n. 59 del 31 marzo 2026 sulla Carta del Docente 2025/2026 è stato finalmente pubblicato sulla piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it. Il provvedimento, firmato dal MIM di concerto con il MEF, fissa a 383 euro l’importo del bonus per l’anno scolastico in corso e ridefinisce beneficiari, categorie di spesa e vincoli sull’acquisto di dispositivi tecnologici. Ecco, punto per punto, cosa cambia davvero per gli insegnanti.
Perché l’importo della Carta del Docente scende a 383 euro con il Decreto n. 59
Consultando il Decreto n. 59, il dato che salta subito all’occhio è la riduzione del bonus: da 500 a 383 euro. Non si tratta di un taglio alle risorse — il fondo statale resta invariato — ma della conseguenza diretta dell’allargamento della platea.
Con l’inclusione strutturale dei supplenti annuali e del personale educativo, i beneficiari sono aumentati di circa 190.000 unità, superando complessivamente il milione di docenti.
L’importo viene quindi ridistribuito su un numero sensibilmente più alto di aventi diritto, secondo i criteri fissati dal decreto interministeriale MIM-MEF adottato ai sensi dell’art. 1, comma 121, della Legge 107/2015.
A compensazione parziale della riduzione individuale, il Ministro Valditara ha stanziato 281 milioni di euro aggiuntivi (fondi europei) destinati direttamente alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di tablet, PC, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso ai docenti.
Chi ha diritto alla Carta del Docente nel 2025/2026: la platea completa
Il Decreto n. 59 del 2026 recepisce le modifiche introdotte dal Decreto-Legge n. 127/2025 (convertito in legge) e dalla Legge n. 79/2024 (conversione del DL 45 PNRR-Scuola), e individua con precisione i beneficiari:
- Docenti di ruolo delle scuole statali di ogni ordine e grado, a tempo pieno e parziale
- Supplenti annuali su posto vacante e disponibile (contratto fino al 31 agosto)
- Supplenti fino al termine delle attività didattiche (contratto fino al 30 giugno)
- Personale educativo delle istituzioni scolastiche statali
- Docenti in anno di prova e formazione
- Docenti dichiarati inidonei per motivi di salute (art. 514, D.Lgs. 297/1994)
- Docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati
- Docenti delle scuole italiane all’estero
- Docenti delle scuole militari
L’estensione ai precari con contratto a termine risponde a un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato: la Sentenza n. 1842/2022 del Consiglio di Stato aveva già riconosciuto la natura discriminatoria dell’esclusione dal bonus formativo. Anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si era espressa in tal senso. L’inclusione automatica nei sistemi informativi avviene senza necessità di presentare domanda.
Restano esclusi dal Decreto i docenti con supplenza breve e saltuaria.
Supplenze brevi e Carta del Docente 2025/2026: cosa dicono le sentenze
Il Decreto n. 59 del 2026 non include tra i beneficiari i docenti con contratto di supplenza breve e saltuaria. La piattaforma non prevede alcun accredito automatico per chi rientra in questa categoria, anche nel caso in cui la successione di contratti brevi copra di fatto l’intero anno scolastico.
Il contenzioso, però, sta producendo risultati significativi su due fronti distinti.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 3 luglio 2025 (causa C-268/24), ha stabilito che il diritto alla Carta del Docente spetta a tutti i precari a prescindere dalla durata del contratto. Secondo i giudici di Lussemburgo, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (direttiva 1999/70/CE) osta a una normativa nazionale che escluda i supplenti brevi dal beneficio. Il principio cardine è chiaro: a determinare il diritto non è la durata del rapporto di lavoro, ma le funzioni effettivamente svolte.
La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza depositata il 5 febbraio 2026, ha recepito l’orientamento europeo e ha riconosciuto il diritto alla Carta del Docente anche agli insegnanti con supplenze brevi e temporanee relative agli a.s. 2021/2022 e 2022/2023, riformando il giudizio di primo grado.
Per i supplenti brevi in servizio nell’a.s. 2025/2026, il sindacato ANIEF ha attivato due linee di azione:
- Ricorso al TAR per impugnare il decreto interministeriale e ottenere il riconoscimento del bonus per l’anno in corso;
- Ricorso al giudice del lavoro per recuperare gli arretrati degli ultimi cinque anni, fino a un massimo di 2.500 euro.
Il riconoscimento, al momento, non è automatico: passa necessariamente attraverso il ricorso individuale. L’evoluzione normativa potrebbe tuttavia portare a un adeguamento strutturale della platea nei prossimi anni scolastici.
Cosa si può acquistare con la Carta del Docente: le novità 2025/2026: le conferme del Decreto n. 59
Il Decreto n. 59 del 2026 conferma e amplia le categorie di beni e servizi acquistabili. Oltre alle voci già note — libri, riviste, corsi di aggiornamento accreditati, corsi di laurea, master, ingressi a musei, mostre, teatri e cinema — il provvedimento introduce per la prima volta due categorie:
- Servizi di trasporto di persone: abbonamenti e biglietti ferroviari, mezzi pubblici. L’utilizzo è inquadrato come misura di welfare connessa all’esercizio della funzione docente (spostamenti verso la sede scolastica, partecipazione a iniziative culturali e formative)
- Strumenti musicali: una novità attesa da anni, utile in particolare ai docenti di musica e di strumento
L’elenco completo dei beni acquistabili comprende:
- Libri, testi e pubblicazioni (anche digitali) per l’aggiornamento professionale
- Riviste e periodici specializzati
- Hardware e software funzionali alla didattica (con i vincoli descritti di seguito)
- Iscrizioni a corsi di aggiornamento e formazione accreditati
- Iscrizioni a corsi di laurea, master e percorsi di specializzazione
- Biglietti per cinema, teatri, musei, mostre, eventi culturali
- Servizi di trasporto di persone
- Strumenti musicali
Restano esclusi cellulari, stampanti, carta e toner.
Al 14 maggio 2026 la piattaforma conta oltre 34.434 punti vendita convenzionati tra fisici e digitali. La sezione trasporti è ancora in fase di accreditamento: il portale invita i docenti a monitorare la sezione “Dove usare i buoni” per verificare la progressiva disponibilità di nuovi esercenti.
Hardware e software: il nuovo vincolo quadriennale
La novità più rilevante sul fronte degli acquisti tecnologici riguarda la cadenza: a partire dall’a.s. 2025/2026, la Carta del Docente può essere utilizzata per comprare hardware e software soltanto in occasione della prima erogazione e, successivamente, una volta ogni quattro anni.
Per i docenti che hanno già percepito il bonus in uno degli anni scolastici precedenti, il decreto prevede una clausola transitoria: è comunque possibile effettuare un acquisto di hardware e software nel 2025/2026, e da quel momento scatta la cadenza quadriennale.
In pratica, chi acquista un PC o un tablet con la Carta nel 2025/2026 non potrà ripetere l’acquisto tecnologico fino al 2029/2030. Una pianificazione attenta diventa quindi indispensabile per sfruttare al meglio i 383 euro disponibili.
Scadenze e biennalità: entro quando spendere il bonus
Il decreto conferma il principio della biennalità di utilizzo:
| Annualità | Scadenza utilizzo |
| Somme a.s. 2025/2026 | 31 agosto 2027 |
| Residui a.s. 2024/2025 non spesi | 31 agosto 2026 |
| Somme da sentenze a.s. 2025/2026 | 31 agosto 2027 (anche in caso di cessazione dal servizio) |
I residui del 2024/2025 risultano nuovamente visibili sulla piattaforma e cumulabili con il nuovo accredito, ma attenzione alla scadenza: il 31 agosto 2026 è il termine ultimo per spenderli.
Per i docenti prossimi alla pensione dal 1° settembre 2026, la scadenza utile per utilizzare il bonus ordinario è il 31 agosto 2026. Le somme caricate sulla Carta, infatti, non sono più fruibili dal momento della cessazione dal servizio.
Fanno eccezione le somme erogate in esecuzione di sentenze favorevoli: in quel caso il decreto riconosce la possibilità di utilizzo anche nell’a.s. 2026/2027 e anche dopo la cessazione dal servizio.
Sospensione disciplinare e controlli sugli esercenti con il Decreto n. 59
Il Decreto n. 59 del 2026 introduce regole più stringenti su due fronti.
Sul versante docenti, chi è sospeso per motivi disciplinari nell’a.s. 2025/2026 non può utilizzare la Carta — neppure per le eventuali somme residue degli anni precedenti. L’importo non viene assegnato. Se la sospensione interviene dopo l’accredito, la somma viene recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, qualora non sufficienti, sull’assegnazione dell’anno scolastico in cui il beneficio viene ripristinato.
Sul versante esercenti e enti di formazione, il provvedimento impone un termine perentorio: la fattura per il rimborso deve essere trasmessa a CONSAP entro 90 giorni dalla validazione del buono (cioè dalla data di accettazione del codice voucher). Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dal diritto al rimborso — una misura pensata per velocizzare il circuito finanziario e ridurre i contenziosi.
Come accedere alla piattaforma e generare i buoni
La piattaforma cartadeldocente.istruzione.it è attiva dal 9 marzo 2026 per l’a.s. 2025/2026. L’accesso avviene tramite SPID o CIE. Una volta autenticati, il sistema mostra il credito disponibile per l’annualità corrente e gli eventuali residui delle annualità precedenti.
Per generare un buono è sufficiente:
- Accedere con SPID o CIE a cartadeldocente.istruzione.it
- Selezionare la tipologia di esercente (fisico o online)
- Scegliere l’ambito di spesa (formazione, libri, hardware, trasporti, ecc.)
- Indicare l’importo del buono
- Presentare il codice voucher all’esercente convenzionato
I docenti con contratto a tempo determinato (supplenti annuali e fino al 30 giugno) vengono abilitati automaticamente dal sistema informativo senza necessità di presentare domanda.





