Decreto PA 2025 (L. 69/2025): ecco le misure per innovare la Pubblica Amministrazione e la scuola

Rosalia Cimino

14 Maggio 2025

Pubblica Amministrazione

Decreto PA 2025 (L. 69/2025): ecco le misure per innovare la Pubblica Amministrazione e la scuola

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La Legge 9 maggio 2025, n.69, di conversione del “Decreto PA” (DL 25/2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 maggio 2025, rappresenta un intervento strutturale volto a potenziare l’efficienza, la trasparenza e le capacità di reclutamento della Pubblica Amministrazione italiana. 

Con 22 articoli che spaziano dal reclutamento del personale alle tutele per il comparto scolastico, passando per il miglioramento delle procedure concorsuali e il sostegno alle aree maggiormente colpite da calamità, la riforma punta a rendere la PA più agile, competitiva e prossima alle esigenze dei cittadini.

Un rilancio deciso di reclutamento, formazione e concorsi

La nuova normativa privilegia innanzitutto il ricambio generazionale in tutti i comparti:

  • Riserva ITS Academy: il 10 % delle assunzioni nella PA è ora riservato ai diplomati degli ITS Academy, per valorizzare competenze tecnologiche e specialistiche e favorire innovazione e digitalizzazione nei servizi pubblici.
  • Superamento del precariato: si rafforzano gli strumenti di stabilizzazione dei precari storici e si amplia l’accesso alle procedure concorsuali, con particolare attenzione a procedure semplificate per chi abbia già maturato esperienza nella PA.
  • Commissione Ripam potenziata: per accelerare i bandi, la legge innalza le risorse umane e tecnologiche della Commissione Ripam, così da ridurre drasticamente i tempi di espletamento delle selezioni e mirare con maggiore efficacia ai profili richiesti.

Parallelamente, viene estesa la riserva del 15 % dei posti nei concorsi a chi abbia svolto servizio civile nazionale, equiparato a quello universale, allargando così le possibilità di accesso a chi ha già prestato attività di utilità sociale.

Misure per il comparto scolastico e le aree più fragili

Guardando al mondo della scuola e alle zone colpite da calamità naturali, il provvedimento introduce diversi strumenti di supporto:

  • Copertura sanitaria integrativa: stanziamento aggiuntivo di 40 milioni € annui (per un totale di 65 milioni €) dedicato al quadriennio 2026–2029, per finanziare polizze sanitarie integrative a favore di docenti e personale ATA. L’accesso sarà definito dalla contrattazione integrativa di comparto.
  • Fondo per l’edilizia scolastica: 20 milioni di euro destinati a interventi urgenti di manutenzione non coperti né da risorse ordinarie né dal PNRR, con priorità agli istituti in condizioni di rischio strutturale o sismico.
  • Nuove regole per i docenti di religione cattolica: si supera il vincolo del turn over, consentendo di assumere un numero di insegnanti pari a quello dei posti messi a bando nel 2024, per garantire continuità didattica e stabilità di organico.
  • Rafforzamento degli organici nelle zone colpite da terremoti e alluvioni: specifici canali di reclutamento e logiche di mobilità agevolata per presidiare i territori più vulnerabili, anche con misure compensative in termini di trattamento economico e premi di servizio.

Incentivi locali e scorrimenti più chiari in nome della trasparenza

Oltre alle misure di reclutamento, la legge promuove la trasparenza nelle graduatorie scolastiche, imponendo l’obbligo di indicare riserve, precedenze e preferenze per rendere gli scorrimenti più tracciabili e ridurre i contenziosi.

Per gli enti locali è previsto un significativo incremento del salario accessorio, con l’obiettivo di ridurre il gap retributivo rispetto alle amministrazioni centrali e attirare profili qualificati anche in territori tradizionalmente meno appetibili.

Altre novità: proroghe fiscali e disciplina delle assenze

La conversione in legge ha inoltre esteso alcune scadenze di natura fiscale e contributiva:

  • Versamento spontaneo del bonus R&S prorogato al 3 giugno 2025, per regolarizzare eventuali utilizzi indebiti del credito d’imposta per ricerca e sviluppo.
  • Termine per l’approvazione delle tariffe TARI slittato al 30 giugno 2025, per dare più tempo agli enti locali nel definire i nuovi criteri di contribuzione.
  • Norme sulle malattie da COVID-19: non più equiparate al ricovero ospedaliero, con conseguente conteggio dei giorni come malattia ordinaria e decurtazione stipendiale nei primi dieci giorni per docenti e ATA.

Con l’entrata in vigore del 14 maggio 2025, la Legge n. 69/2025 pone le basi per una Pubblica Amministrazione più giovane, digitale e trasparente, pronta a rispondere alle sfide post-pandemiche e alle esigenze di rigenerazione del Paese.