Treviso, docente licenziato dopo 300 giorni di assenze

La Scuola Oggi

21 Marzo 2025

Treviso, docente licenziato dopo 300 giorni di assenze

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L’assenza prolungata da parte di un insegnante all’interno di un istituto scolastico di Treviso si è concluso con la rimozione definitiva dal servizio. L’insegnante 55enne non è riuscito a completare l’anno di prova necessario per l’inserimento stabile, accumulando più di 300 giorni di assenza in due anni scolastici consecutivi. La dirigente scolastica, in stretta collaborazione con gli uffici scolastici a livello provinciale e regionale, ha formalizzato la decisione finale.

Un quadro fatto di assenze prolungate

Il docente di origini campane, dopo aver ottenuto la cattedra in una scuola di Treviso per l’anno scolastico 2022-2023, aveva più volte lamentato problemi logistici e di ambientamento, accumulando una serie incredibili di assenze dal lavoro.

Nello specifico:

  • il docente aveva beneficiato di un’aspettativa retribuita per l’anno 2022/2023;
  • nel successivo anno scolastico 2023-2024, l’insegnante ha registrato ulteriori assenze significative;
  • da aprile 2024, la partecipazione del docente a tutte le attività scolastiche è stata totalmente interrotta;
  • al suo ritorno a settembre 2024 non percepiva più alcun compenso da mesi per via delle sue assenze prolungate.

Procedura di licenziamento amministrata con rigore

Determinata a risolvere la questione, la preside ha scrupolosamente seguito le linee guida disciplinari previste per casi di questo tipo.

La stessa ha, infatti, dapprima inviato con un sollecito formale, richiedendo il rientro in servizio dell’insegnante, per poi procederei con un iter disciplinare che ha portato alla sua definitiva esclusione dall’organico.

Da parte sua, l’ufficio scolastico ha ufficialmente notificato al docente – con un preavviso di quattro mesi – la cessazione del rapporto di lavoro, periodo trascorso senza che emergessero nuove informazioni o cambiamenti.

Difficoltà di trasferimento e giustificazioni respinte

L’insegnante, che risiede principalmente tra la Campania e il Lazio, non ha mai provveduto a trasferire stabilmente la propria residenza nel trevigiano, un requisito fondamentale per il completamento dell’anno di prova.

Le argomentazioni proposte, relative a problemi logistici e di ambientamento, non sono state accettate dall’istituzione scolastica.

L’ultimo confronto con la dirigente scolastica risale al 14 marzo, durante il quale l’insegnante stesso ha riconosciuto la sua consapevolezza circa l’evoluzione del procedimento.