Un nuovo modello educativo prende forma in Emilia-Romagna: scuole aperte anche di pomeriggio, grazie a un investimento di 4,5 milioni di euro. La Regione ha, infatti, approvato un avviso pubblico che rivoluziona il modo in cui vengono vissuti gli edifici scolastici: non più solo luoghi di lezione, ma centri aperti anche dopo l’orario curricolare, dove gli studenti possano trovare attività, supporto e relazioni significative.
Il progetto è destinato alle scuole secondarie di primo grado e coinvolge direttamente famiglie, enti locali e soggetti del Terzo settore, in una rete educativa capace di intercettare bisogni emergenti e rafforzare il senso di appartenenza al territorio.
Laboratori extrascolastici e presìdi territoriali: due azioni complementari
L’iniziativa si articola su due direttrici principali. Da un lato, attività pomeridiane all’interno degli istituti scolastici, come laboratori sportivi, culturali ed educativi, mirano a trasformare la scuola in uno spazio vivo anche fuori dall’orario tradizionale. L’obiettivo è favorire l’aggregazione e l’espressione delle potenzialità individuali, in un contesto accogliente e strutturato.
Dall’altro lato, il progetto prevede la nascita di presìdi territoriali stabili per l’orientamento scolastico e formativo, uno per ogni provincia.
Questi centri offriranno ascolto, consulenza e accompagnamento a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, aiutandoli a costruire un percorso consapevole nel proprio sviluppo formativo e professionale.
Una scuola che educa oltre l’orario: visione sociale e prevenzione della dispersione
L’idea che la scuola debba restare confinata al tempo delle lezioni è ormai superata. Con questo progetto, l’Emilia-Romagna ridefinisce il ruolo educativo degli istituti scolastici, rendendoli parte attiva del tessuto sociale.
L’apertura pomeridiana, infatti, non serve solo a “occupare il tempo”, ma a costruire relazioni, prevenire disagi e offrire un orientamento stabile nei momenti di incertezza.
Il coinvolgimento diretto degli enti locali e delle realtà del territorio rafforza l’obiettivo di creare un sistema integrato e capillare, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze di studenti e famiglie, specie in contesti più fragili.
Un esempio virtuoso di come l’istruzione possa uscire dai confini dell’aula per diventare davvero una risorsa condivisa.






