Esame di Maturità 2025: novità, calendario e nuovi criteri di valutazione

Rosalia Cimino

1 Aprile 2025

Esame finale alla lavagna

Esame di Maturità 2025: novità, calendario e nuovi criteri di valutazione

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L’esame di Maturità 2025 introduce importanti novità, che riguardano sia la struttura delle prove sia i criteri di valutazione. Le modifiche annunciate dal Ministero puntano a rafforzare la valutazione complessiva del percorso scolastico, ponendo particolare attenzione al comportamento e alle esperienze formative degli alunni.

Calendario e struttura delle prove

L’esame di Maturità 2025 seguirà un calendario ben definito, che prevede lo svolgimento delle prove in date specifiche. 

Il 18 giugno si terrà la prima prova scritta, un test uniforme incentrato su analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. 

Il giorno successivo, il 19 giugno, verrà somministrata la seconda prova scritta, strutturata in base agli indirizzi di studio: mentre gli studenti del Classico dovranno affrontare una prova di latino, quelli dello Scientifico si confronteranno con un test di matematica e così via. 

Gli istituti professionali seguiranno una modalità integrata, che coniuga le competenze in uscita con una traccia ministeriale declinata a livello locale.

L’esame si concluderà con il colloquio orale, che inizierà con l’analisi di materiali scelti dalla commissione. Durante questo momento, verranno discussi aspetti legati ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e, per alcuni studenti, verrà richiesto un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale. 

Tale fase mira a valutare non solo le conoscenze acquisite, ma anche la capacità degli studenti di integrare il proprio percorso formativo in un contesto più ampio, che comprende esperienze extracurricolari e competenze trasversali.

Criteri di valutazione e nuove regole di ammissione

Le novità più rilevanti riguardano i criteri di ammissione e la valutazione finale. Per accedere all’esame, gli studenti devono aver frequentato almeno il 75% delle ore previste e partecipato alle prove INVALSI

Inoltre, il completamento dei PCTO è diventato obbligatorio, rafforzando il legame tra formazione scolastica e esperienze pratiche nel mondo del lavoro.

Un aspetto innovativo è rappresentato dal peso attribuito al voto in condotta. Gli alunni con una valutazione inferiore al 6 non potranno sostenere l’esame, mentre chi ottiene un 6 dovrà redigere un elaborato critico incentrato sul tema della cittadinanza attiva. 

Solo gli studenti con un punteggio di 9 o 10 in condotta potranno beneficiare del massimo dei crediti scolastici, che influiscono direttamente sul punteggio finale. 

La valutazione complessiva è articolata in una combinazione di crediti scolastici, prove scritte e colloquio, con un sistema che richiede un punteggio complessivo di 100 per poter aspirare alla lode, a condizione che siano rispettate tutte le regole senza l’applicazione di bonus.

La revisione del sistema di valutazione

La revisione del sistema di valutazione mira a premiare non soltanto le competenze accademiche, ma anche l’impegno e il comportamento degli studenti nel percorso scolastico, in linea con le direttive del Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

La trasparenza nella formazione del curriculum studentesco e il coinvolgimento degli alunni in esperienze formative multidisciplinari sono obiettivi chiave di queste nuove disposizioni.

L’approccio integrato tra valutazione delle conoscenze, delle competenze pratiche e del comportamento offre una visione più completa del percorso formativo, preparando gli studenti non solo ad affrontare l’esame di Stato, ma anche le sfide future nel mondo del lavoro e nella società.