Nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026: Guida alle 10 ore annue per malattie oncologiche e invalidanti [Scarica PDF]

Giuseppe Montone

23 Dicembre 2025

Nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026: La Circolare INPS n. 152 sui nuovi permessi retribuiti presa in esame. Icone in realtà aumentata evidenziano le 10 ore per gravi patologie e la procedura di richiesta online attiva dal 2026.

Nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026: Guida alle 10 ore annue per malattie oncologiche e invalidanti [Scarica PDF]

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I nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026 rappresentano una misura fondamentale introdotta per tutelare i lavoratori affetti da gravi patologie oncologiche o croniche. E nella circolare n. 152 del 19 dicembre 2025 dell’INPS sono contenute tutte le istruzioni operative per l’applicazione dell’articolo 2 della legge n. 106 del 18 luglio 2025 e, soprattutto, chiarite le modalità di accesso a partire dal 1° gennaio 2026.

I Requisiti per Accedere ai Nuovi Permessi Retribuiti Aggiuntivi 2026

La normativa stabilisce criteri molto precisi per l’assegnazione delle tutele legate ai nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026 e mirate a supportare specifiche categorie di dipendenti nel settore pubblico e privato. 

Il diritto a fruire delle 10 ore annue di permesso – così come specificato nella  circolare n. 152 del 19 dicembre 2025 dell’INPS – spetta ai lavoratori affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, oppure da malattie invalidanti o croniche, incluse quelle rare. 

La condizione imprescindibile per l’accesso al beneficio è il riconoscimento di un grado di invalidità civile pari o superiore al 74%

Si tratta, più nel dettaglio, di una soglia che rappresenta un parametro determinante per delimitare la platea dei beneficiari e garantire il sostegno a chi si trova in situazioni di maggiore gravità.

La misura in esame si estende anche ai genitori lavoratori, dipendenti pubblici o privati, che abbiano figli minorenni affetti dalle medesime patologie. 

In caso di figli minori, il requisito sanitario si considera automaticamente soddisfatto qualora sia stata riconosciuta l’indennità di frequenza, attestata tramite il verbale di accertamento dell’invalidità civile. 

L’obiettivo del legislatore è quello di fornire uno strumento di conciliazione vita-lavoro essenziale per le famiglie che devono gestire percorsi di cura complessi e frequenti.

La Documentazione Medica e le Modalità di Richiesta

Per poter usufruire dei nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026, il lavoratore deve seguire un iter burocratico specifico che coinvolge il personale medico e il datore di lavoro. 

Risulta essenziale, così come precisato sul sito dell’INPS, che il medico di medicina generale o un medico specialista, operante in una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata, rilasci una prescrizione dettagliata

Il documento deve attestare la necessità di effettuare visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche, oppure cure mediche frequenti. 

Senza tale prescrizione, non è possibile giustificare l’assenza dal lavoro imputandola al monte ore aggiuntivo previsto dalla legge.

La procedura richiede che il dipendente avanzi la richiesta direttamente al proprio datore di lavoro, dichiarando, nel rispetto delle norme sulla privacy, di possedere i requisiti di legge relativi all’invalidità e alla patologia. 

Una volta effettuata la prestazione sanitaria, il lavoratore ha l’onere di produrre l’attestazione rilasciata dalla struttura presso cui ha svolto la visita o la terapia. 

È importante sottolineare che la fruizione è prevista unicamente per ore intere e non per frazioni di ora, un dettaglio operativo da considerare attentamente nella pianificazione delle assenze.

Nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026: infografica riassuntiva

Trattamento Economico e Specifiche per il Personale Scolastico

Il trattamento economico riservato a queste ore di assenza differisce in base alla tipologia di impiego, pur garantendo sempre una copertura finanziaria. 

Per il settore privato, l’indennità economica è calcolata applicando la percentuale del 66,66% alla retribuzione media globale giornaliera, seguendo le regole vigenti in materia di malattia. 

Tuttavia, per il personale dipendente delle Pubbliche Amministrazioni, incluse le scuole, la gestione segue canali differenti

I dipendenti di Enti e Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, vedono il trattamento economico corrisposto direttamente dall’Amministrazione di appartenenza.

Le istituzioni scolastiche, in qualità di datori di lavoro pubblici, dovranno gestire queste assenze attraverso i flussi informatici dedicati

Per il personale iscritto alla Gestione pubblica, il trattamento economico relativo ai Nuovi permessi retribuiti aggiuntivi 2026 deve essere dichiarato nell’elemento “E0” del flusso Uniemens/ListaPosPA, utilizzando il “Tipo Servizio Ordinario”. 

Tale modalità garantisce la corretta copertura contributiva obbligatoria per i periodi di permesso fruiti e assicura che non vi siano ripercussioni negative sulla posizione previdenziale del docente o del personale ATA coinvolto.

Tutele per i Genitori e Cumulabilità dei Permessi

Un aspetto particolarmente rilevante della normativa riguarda la gestione dei permessi nel caso di genitori lavoratori con figli affetti da gravi patologie. 

La legge prevede che il lavoratore abbia diritto a 10 ore annue per ciascun figlio minorenne che rientri nelle casistiche previste (oncologiche, invalidanti o croniche), indipendentemente dalle ore eventualmente già fruite per la propria salute personale. 

Il diritto è individuale: la possibilità di utilizzare le 10 ore annue per ogni figlio non viene meno se l’altro genitore lavoratore ha già usufruito del medesimo beneficio.

Nei casi in cui siano presenti più figli minori con le patologie descritte, le 10 ore si moltiplicano e vengono riconosciute per ogni singolo figlio a ciascun genitore

Al momento della richiesta, il genitore deve dichiarare al datore di lavoro il possesso dei requisiti, inclusa la prescrizione medica e il riconoscimento dell’invalidità del minore, e successivamente fornire l’attestazione della visita o cura effettuata. 

Tale flessibilità appare indispensabile per supportare concretamente le famiglie nella gestione delle terapie, spesso invasive e ricorrenti, che queste patologie comportano.